Seconda ondata COVID-19: un dossier segreto del Governo svela cosa succederà

COVID-19, seconda ondata in autunno: ecco il dossier segreto del Governo su cosa succederà.

Seconda ondata COVID-19: un dossier segreto del Governo svela cosa succederà

COVID-19: l’ipotesi di una seconda ondata in autunno (in tal caso ci sarebbe già un piano d’azione dell’Esercito) è uno scenario “certamente possibile” secondo gli esperti. D’altronde quanto sta accadendo in altri Paesi d’Europa ci conferma che la situazione è destinata a peggiorare nei prossimi mesi, specialmente con la riapertura delle scuole.

La possibilità che anche in Italia ci sia una seconda ondata da COVID-19 è confermata da un documento riservato realizzato di concerto dagli esperti dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e del dicastero della Salute nel quale sono stati presi in esame tutti gli scenari che potrebbero verificarsi nel prossimo autunno.

L’esistenza di queste linee guida riservate è stata confermata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha spiegato che questo documento sarà presto inviato alle Regioni e costituirà la base di partenza con cui affrontare la ripresa.

Anche se al momento il contenuto del dossier rimane segreto, ne possiamo comunque anticipare alcuni contenuti: è stato il Corriere della Sera, infatti, a fornire importanti dettagli in merito, facendo chiarezza sia su quali sono gli scenari possibili che sulle soluzioni pensate per far fronte alla situazione di emergenza.

Nel documento si parte dal presupposto per cui già con la riapertura delle scuole ci sarà una ripresa dei contagi. Nel dettaglio, la ripresa delle lezioni in presenza, prevista per il 14 di settembre, andrà ad incidere certamente sull’indice RT; secondo gli esperti questo valore potrebbe salire di circa lo 0,4, comportando quindi un’accelerata dei contagi.

Una seconda ondata, quindi, ci sarà, ma lo scenario che ci troveremo a vivere dal prossimo autunno non è prevedibile. Il Ministero della Salute e gli esperti dell’ISS ne hanno ipotizzati tre; vediamo quali sono così da farci un’idea di cosa potrebbe succedere.

Seconda ondata da COVID1-19: cosa ci aspetta in autunno

Sono tre gli scenari ipotizzati dagli esperti. Il primo è quello che parla di una “trasmissione localizzata” del coronavirus. In poche parole si tratterebbe di una situazione simile a quella che stiamo vivendo in questi giorni (402 nuovi casi nella giornata di ieri), quindi con un’incidenza di casi che sarebbe sotto controllo. In questo scenario si tiene comunque conto che ci potrebbero essere dei focolai che faranno aumentare l’indice Rt.

Il secondo scenario è quello in cui assisteremo ad un peggioramento della situazione con un’impennata dei positivi. Una situazione che comunque sarebbe gestibile anche senza interventi straordinari a livello di servizio sanitario nazionale. In poche parole non ci sarebbe un intasamento dei reparti di terapia intensiva, anche perché alcuni pazienti potrebbero essere facilmente gestibili a domicilio.

Il terzo scenario è il più spaventoso: è quello in cui effettivamente si potrà parlare di seconda ondata da COVID-19, in quanto ci sarebbe un alto numero di nuovi casi con un intasamento dei reparti di terapia intensiva. Insomma, un ritorno ai tempi più critici e drammatici della pandemia.

COVID-19: rischio seconda ondata, cosa fare?

Nel documento vengono descritti anche i cinque provvedimenti da adottare per scongiurare il rischio che si verifichi il terzo degli scenari.

Cinque interventi necessari non solo per contenere i contagi ma anche per fronteggiare qualsiasi situazione di emergenza.

Ecco quali sono i cinque interventi previsti dal documento (che nelle prossime ore sarà trasmesso alle Regioni):

  • favorire il coordinamento con le Regioni così da poter prendere ogni tipo di misura idonea a limitare i contagi nel minor tempo possibile;
  • monitoraggio costante della situazione. A tal proposito, va ricordato che già oggi il Ministero della Salute effettua un monitoraggio settimanale in cui si tiene conto di 21 indicatori. Questo serve per calcolare la tenuta delle strutture sanitarie nelle varie Regioni;
  • garanzia di una comunicazione ufficiale. Le Regioni dovranno dare tempestiva informazione su contagi e tamponi effettuati, così come su tutto quello che riguarda un’eventuale espansione dell’epidemia;
  • prevedere un piano operativo aggiornato tanto sulla scuola che per le RSA.
  • rafforzamento dei presidi sanitari, in particolare i “dipartimenti per la prevenzione” che garantiscono la tenuta del sistema e la capacità di prevenire situazioni di alto rischio. Nel documento, infatti, si legge della necessità di avere un numero sufficiente di posti letto, non solo per le terapie intensive ma anche per i reparti ordinari.

E per il momento non si parla di un secondo lockdown; d’altronde nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio ha garantito che questo scenario non si verificherà. Sarà comunque necessario essere pronti ad ogni evenienza così da non farsi trovare impreparati di fronte ad una possibile seconda ondata.

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