Sconto Tari per le famiglie con disabili, ma serve la domanda

Patrizia Del Pidio

27 Giugno 2026 - 11:26

Come funziona lo sconto TARI per famiglie con disabili? Requisiti Legge 104, limiti ISEE e differenze tra Bonus nazionale del 25% e regole comunali.

Sconto Tari per le famiglie con disabili, ma serve la domanda

Per le famiglie con un soggetto disabile potrebbe essere previsto uno sconto sulla Tari. Il bilancio delle famiglie che assistono un disabile non è gravato solo dalle spese sanitarie per presidi medici e assistenza. In molti casi le scadenze fiscali rischiano di pesare su questi nuclei familiari in modo sproporzionato e anche le scadenze legate alla casa possono trasformarsi in una spesa insostenibile.

Tra le imposte domestiche più pesanti c’è la Tari, la tassa che i cittadini pagano per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, il cui calcolo è legato alla superficie dell’immobile, ai componenti del nucleo familiare e, dove è in vigore la Tarip, agli svuotamenti del bidone dei rifiuti indifferenziati.

A livello statale la tassa è mitigata dal bonus Tari che si è aggiunto ai bonus sociali che permette di avere uno sconto del 25% sulla tariffa da versare. Si tratta, però, di una tutela legata all’Isee e per molte famiglie con disabili rappresenta una goccia nel mare, mentre per altre è inaccessibile a causa di un Isee troppo alto.

Diventa quindi fondamentale capire che tutele sono previste per i nuclei familiari con soggetti disabili a livello locale: in alcuni casi, infatti, le delibere comunali prevedono agevolazioni specifiche se la famiglia conta anche un invalido.

Sconto Tari per disabili a livello locale

Visto che lo sconto a livello statale attua una protezione minima per le famiglie in disagio economico, le delibere comunali sulla Tari possono fare la differenza per le famiglie con soggetti disabili. Non si può tracciare una mappatura precisa e puntuale per quelli che sono gli sconti Tari applicati per i disabili, ma la presenza di misure apposite in diverse delibere comunali fa ben sperare.

Il Comune di Cesa, per esempio, ha previsto uno sconto del 50% per i nuclei familiari residenti che hanno un membro titolare di Legge 104 con gravità e che hanno un Isee non superiore a 16.000 euro.

Il Comune di Genzano di Roma, per portare un altro esempio, prevede nel suo regolamento riduzioni tariffarie per i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti diversamente abili con invalidità riconosciuta superiore all’80%.

Il Comune di Bologna prevede una riduzione per la Tari per i nuclei familiari in cui sia presente un invalido civile almeno al 66% o un soggetto a cui è stato riconosciuto l’handicap ai sensi della legge 104 che abbiano un Isee socio sanitario o corrente pari o inferiore a 7.000 euro.

Altri Comuni scelgono di escludere dal calcolo della tariffa da corrispondere i soggetti del nucleo in condizione di disabilità e questo, di conseguenza, comporta una riduzione dell’importo da pagare.

I criteri più diffusi per lo sconto Tari

Come abbiamo già accennato lo sconto Tari per i disabili è a discrezione dei Comuni e proprio per questo anche i criteri per riconoscerlo potrebbero cambiare da un ente locale all’altro. Molti regolamenti richiedono una percentuale di invalidità specifica (mai inferiore al 66%) o la condizione di handicap grave ai sensi della Legge 104. Quasi sempre, oltre al criterio dell’invalidità, è previsto anche un requisito legato all’Isee familiare: a cambiare possono essere le soglie di accesso al beneficio.

Per sapere se il Comune in cui si risiede offre questo sconto specifico per gli invalidi ci sono tre modi:

  • consultare il sito web del proprio Comune e, nella sezione tributi, consultare il regolamento Tari;
  • contattare l’Ufficio Tributi e chiedere se l’agevolazione è prevista;
  • rivolgersi a un Caf o un patronato.

In ogni caso lo sconto Tari per gli invalidi va esplicitamente richiesto al Comune e non è riconosciuto in automatico.

Argomenti

# Tari