Sconto in fattura addio, detrazioni lavori in casa a due vie dal 2020

Approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio 2020 che cancella lo sconto in fattura per ecobonus e sismabonus. Inoltre, non si potrà cedere il credito per alcuni interventi di risparmio energetico. Un altro emendamento prevede lo sconto in fattura solo per i lavori condominiali che superano i 200.000 euro.

Sconto in fattura addio, detrazioni lavori in casa a due vie dal 2020

Addio allo sconto in fattura a partire dal 2020. Il tanto contestato meccanismo per ottenere lo sconto immediato in fattura per le detrazioni legate all’ecobonus e al sismabonus è stato cancellato.

La Commissione Bilancio del Senato ha anche approvato l’emendamento proposto da Forza Italia che prevede l’abrogazione del comma 3-ter dell’articolo 10 del Decreto Crescita.

Il suddetto comma fa riferimento agli interventi di risparmio energetico che si trovano nell’articolo 16-bis del TUIR, e alla possibilità di cedere la detrazione IRPEF del 50%.

In particolare, si tratta dei lavori come l’installazione di impianti per l’impiego di fonti rinnovabili di energia.

Per tutti gli altri lavori è invece ancora possibile ottenere la detrazione IRPEF tramite la cessione del credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi.

C’è anche un altro emendamento che riguarda lo sconto in fattura, che ne limita l’applicazione ai condomini e solo per i lavori superiori ai 200.000 euro.

Il testo della Legge di Bilancio 2020 è nel pieno della discussione, e fino alla sua approvazione (che deve avvenire entro il 25 dicembre) non possiamo essere certi di quali misure faranno parte della manovra finanziaria del prossimo anno.

Sconto in fattura addio per ecobonus e sismabonus?

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento proposto da Roberta Toffanin di Forza Italia, che prevede la cancellazione dello sconto in fattura, tanto contestato dalle piccole e medie imprese.

Dal 1° gennaio 2020 dunque non sarà più possibile usufruire dello sconto immediato in fattura per i contribuenti che hanno eseguito lavori di riqualificazione energetica (ecobonus) e interventi di riduzione del rischio sismico (sismabonus).

Sarà possibile avvalersi dello sconto in fattura solo per le spese sostenute per ecobonus e sismabonus entro il 31 dicembre 2019, e in questo caso la comunicazione all’Agenzia delle Entrate va fatta entro il 28 febbraio 2020.

Lo sconto in fattura era stato introdotto dall’articolo 10 del Decreto Crescita, ed è stato ampiamente contestato dalle piccole e medie imprese a causa del suo funzionamento: il fornitore che ha praticato lo sconto recupera il relativo importo sotto forma di credito d’imposta, in cinque quote annuali di pari importo.

Si tratta di un meccanismo che senza dubbio va a vantaggio dei grandi operatori e fornitori del settore, che hanno la forza economica per anticipare gli oneri finanziari senza andare incontro al fallimento nei cinque anni di attesa per vedersi restituire gli importi.

Proprio per questo motivo è stato presentato un ulteriore emendamento al testo della Manovra. Nel dettaglio, l’emendamento limiterebbe l’applicazione dello sconto immediato solo per gli edifici condominiali e per i lavori che superano l’importo di 200.000 euro.

In questo caso quindi lo sconto in fattura non verrebbe cancellato, ma rimodulato, in modo che le piccole e medie imprese non vengano schiacciate dalla concorrenza.

In ogni caso, per avere notizie certe non possiamo fare altro che aspettare il testo ufficiale della Legge di Bilancio 2020.

Oltre allo sconto in fattura, è stata cancellata anche la possibilità di cedere la detrazione IRPEF del 50% per gli interventi di risparmio energetico, ma solo per quanto riguarda l’installazione di impianti come pannelli solari e fotovoltaici.

Questo perché l’emendamento proposto da Forza Italia al Disegno di Legge di Bilancio 2020 riguarda l’abrogazione del comma 3-ter dell’articolo 10 del Decreto Crescita, il quale fa riferimento agli interventi che si trovano nell’articolo 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), ovvero:

“relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.”

Anche l’abrogazione dell’articolo 16-bis del TUIR avrà efficacia dal 1° gennaio 2020, quindi è possibile cedere il credito per gli interventi di risparmio energetico realizzati nel 2019 (la comunicazione all’Agenzia delle Entrate deve avvenire sempre entro il 28 febbraio 2020).

Quali sono le alternative rimaste ai cittadini per ottenere la detrazione IRPEF delle spese sostenute per lavori di riqualificazione energetica?

Sconto in fattura addio, due vie dal 2020 per le detrazioni per i lavori in casa

Per gli interventi che non riguardano l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia è ancora possibile ottenere la detrazione IRPEF tramite la cessione del credito ecobonus e sismabonus.

Si tratta di un’alternativa che consente ai contribuenti di ottenere ecobonus e sismabonus in contanti, invece di aspettare il riconoscimento della detrazione in 10 anni.

Non è un meccanismo veloce come quello dello sconto in fattura, basato su un vantaggio immediato per il contribuente, ma la cessione del credito consente comunque di risparmiare tempo.

Infatti, con la cessione del credito il contribuente può beneficiare dell’erogazione in un’unica soluzione della detrazione riconosciuta, dal 50% fino all’85%, senza dover aspettare le 10 rate annuali di pari importo.

Sarà il cessionario al quale è stato attribuito il credito d’imposta a poter utilizzare l’importo riconosciuto in compensazione, in 10 rate di pari importo.

Inoltre, dal 1° gennaio 2018 la cessione del credito è stata estesa anche per i lavori effettuati su singole unità immobiliari, sia per i contribuenti in no tax area che per coloro che sono tenuti al regolare versamento dell’IRPEF.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito le regole attuative per l’estensione della cessione del credito anche agli edifici privati con il provvedimento del 19 aprile 2019.

Con la possibilità di cessione del credito estesa anche a singoli edifici, è stata introdotta un’ulteriore importante novità: la cessione del credito di ecobonus e sismabonus anche ad altri soggetti.

In particolare:

  • ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché ad altri soggetti privati, con la facoltà per gli stessi di successiva cessione del credito, con esclusione delle banche e degli intermediari finanziari;
  • alle banche e agli intermediari finanziari da parte dei soli contribuenti che ricadono nella no tax area.

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1 commento

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Andrea • 3 mesi fa

Dopo aver letto questo articolo mi è venuta una gran voglia di andarmene da questo paese di c......

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