Bonus figli 2026, ecco cosa e quanto spetta ai genitori

Patrizia Del Pidio

16 Marzo 2026 - 08:37

Su quali sconti, agevolazioni e benefici possono contare i genitori nel 2026? Vediamo tutti i bonus riconosciuti per i figli.

Bonus figli 2026, ecco cosa e quanto spetta ai genitori

Su quali bonus per i figli possono contare, nel 2026, i genitori? La normativa italiana, anche per incrementare la natalità, prevede numerosi sussidi e agevolazioni per chi ha figli. Nella maggior parte dei casi le misure sono destinate a contrastare il calo demografico nel nostro Paese che, da alcuni anni, soffre proprio di una crisi in questo settore.

I benefici sono destinati a sostenere i nuclei familiari che hanno figli piccoli (basti pensare al bonus asilo nido o all’assegno di maternità offerto dai Comuni), ma ci sono bonus che spettano anche per quelli più grandi come l’assegno unico per i figli, misura riconosciuta anche dopo il compimento dei 18 anni.

Quello di cui la normativa tiene conto, in ogni caso, è che quando si hanno figli a carico, c’è comunque un onere maggiore per il nucleo familiare e nella maggior parte dei casi, anche se i figli piccoli necessitano di spese più onerose, quelli grandi studiano ben oltre la maggiore età e raggiungono l’indipendenza economica relativamente tardi.

Vediamo, quindi, cosa spetta ai genitori che hanno figli e su quali bonus è possibile contare.

I bonus per i figli, quali e quanti sono?

Di bonus su cui contare quando si hanno figli ce ne sono molti, ma sicuramente quello che ha un impatto maggiore sull’economia del nucleo familiare a causa del suo importo e della sua durata è l’assegno unico per i figli. Si tratta di un sostegno universale riconosciuto a tutte le famiglie che hanno figli a carico con età fino a 21 anni.

A questo si somma il nuovo bonus nuovi nati che prevede un’erogazione una tantum di 1.000 euro per aiutare le famiglie con bambini nati dal 1° gennaio 2025 nell’affrontare le spese che il nuovo arrivo comporta.

Tra i bonus fondamentali per le famiglie vanno ricordati anche il bonus asilo nido, il bonus mamme in busta paga, il bonus latte in polvere e il bonus cultura di 500 euro.

Andiamo ad analizzare tutte queste misure per vedere che importi prevedono e che requisiti richiedono.

Assegno unico: importi e limiti d’età

L’assegno unico spetta per i figli fino al compimento dei 21 anni. Anche se i figli, quindi, sono più grandi ai genitori è riconosciuto in ogni caso il contributo economico.

Fino al compimento dei 18 anni l’importo riconosciuto mensilmente è invariato rispetto ai figli più piccoli (con la sola eccezione di quelli con età fino a 12 mesi per i quali spetta una maggiorazione del 50%; la stessa maggiorazione è riconosciuta a tutti i figli fino a 3 anni a patto che nel nucleo familiare ci siano almeno 3 minori), ovvero per chi ha un Isee fino a 17.468,51 euro è pari a 203,80 euro.

Quando i figli compiono la maggiore età, poi, pur continuando a essere riconosciuto l’assegno unico il suo importo scende e si dimezza, ma resta sempre vincolato all’Isee.

Bonus asilo nido

Il bonus asilo nido è un contributo economico riconosciuto per i figli con età fino a 3 anni che frequentano l’asilo nido. L’importo per i nuovi nati a partire dal 1° gennaio 2024 è di 3.600 euro l’anno (327 euro al mese circa, per 11 mesi). Il contributo serve a sostenere il costo della retta dell’asilo nido. L’importo massimo citato spetta solo per Isee fino a 40.000 euro oltre il quale si riduce a 1.500 euro.

Per i figli nati prima del 1° gennaio 2024 gli importi sono leggermente più bassi, ma sempre modulati in base all’Isee e per la precisione:

  • per Isee fino a 25.000 euro spettano 3.000 euro l’anno;
  • per Isee tra 25.001 e 40.000 euro spettano 2.500 euro;
  • per Isee superiore a 40.000 spettano 1.500 euro.

Bonus nuovi nati

Chiamata anche “Carta nuovi nati”, il bonus spetta ai nuclei familiari con Isee fino a 40.000 euro per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025. L’importo una tantum erogato è di 1.000 euro ed è liquidato il mese successivo a quello della nascita (o dell’adozione). Si tratta di una sorta di riedizione del primo “bonus Bebè” (2003).

Bonus mamma in busta paga

In vigore dal 2025 al 2027 il bonus per le mamme che lavorano. è nato come decontribuzione riconosciuta anche alle mamme con contratto di lavoro a tempo indeterminato con reddito fino a 40.000 euro. Nel 2025 si trasforma in un contributo di 40 euro al mese liquidato una tantum (480 euro) nel mese di dicembre anche alle lavoratrici autonome e alle lavoratrici con contratto a tempo determinato.

Nel 2026 subisce una nuova modifica e il suo importo è elevato a 60 euro al mese (720 euro l’anno).

Bonus latte in polvere

Il bonus latte in polvere riconosce un contributo di 400 euro alle mamme che si trovano nell’impossibilità di allattare il proprio bambino a causa di una patologia.

Il contributo può essere erogato fino al compimento del sesto mese di vita del bambino per i nuclei familiari con Isee fino a 30.000 euro. Spetta nei casi in cui sono presenti le seguenti patologie permanenti o temporanee:

  • infezione da HTLV1 e 2;
  • sindrome di Sheehan;
  • alattogenesi ereditaria;
  • ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria (seno tubulare);
  • mastectomia bilaterale;
  • morte materna;
  • infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo;
  • infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo;
  • infezione ricorrente da streptococco di gruppo B;
  • lesione luetica sul seno;
  • tubercolosi bacillifera non trattata;
  • mastite tubercolare;
  • infezione da virus varicella zooster;
  • esecuzione di scintigrafia;
  • assunzione di farmaci che controindicano in maniera assoluta l’allattamento
  • assunzione di droghe (escluso il metadone);
  • alcolismo.

Bonus cultura

Nel 2026 il bonus cultura (che ora si divide in Carta della Cultura e Carta del Merito, entrambi del valore di 500 euro) spetta ai nati nel 2007 che hanno compiuto 18 anni nel 2025. Per avere diritto alla Carta della Cultura il nucleo familiare deve avere un Isee entro i 35.000 euro; per avere diritto alla Carta del Merito il ragazzo deve aver superato l’esame di maturità con il massimo dei voti.

Bonus per i figli: le detrazioni

Ci sono anche altri benefici che sono erogati per figli, ma alcuni sono alternativi o soggetti a limiti di cumulabilità.

Al lavoratore possono spettare anche le detrazioni per il figlio a carico per un importo teorico pari a 950 euro (da riproporzionare al reddito), ma in questo caso significa che il figlio ha compiuto i 21 anni e non c’è più il diritto all’assegno unico (e vista l’età neanche alle detrazioni per le spese sportive e all’eventuale bonus musica).

Il genitore può contare anche sulle detrazioni delle spese di istruzione: sconto dall’Irpef al 19% su una spesa massima di 1.000 euro l’anno che si traduce in un beneficio economico di 190 euro per ogni bambino o ragazzo che frequenta la scuola.

Un’altra detrazione che spetta ai genitori è quella per lo sport dei figli con età compresa tra 5 e 18 anni. Si tratta sempre di una detrazione al 19% su una spesa massima di 210 euro l’anno per ogni figlio, che si traduce in uno sconto dall’Irpef pari a 39,90 euro.

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