Riunione BCE: tassi fermi. La conferenza stampa in sintesi

La riunione BCE e la conferenza stampa di Draghi sotto esame: i tassi di interesse protagonisti a 6 anni esatti dal “Whatever it takes” che ha salvato l’euro.

Riunione BCE: tassi fermi. La conferenza stampa in sintesi

La riunione BCE e la conferenza stampa di Mario Draghi alla prova del mercato.

I tassi di interesse sono rimasti fermi, esattamente come previsto dalla maggior parte degli osservatori. L’attenzione degli analisti è stata immediatamente rivolta alla citata conferenza stampa, al via alle ore 14:30, e disponibile nelle righe seguenti tramite aggiornamenti tradotti in italiano in tempo reale da Money.it

La conferenza stampa

Mancano pochi minuti, Mario Draghi sta arrivando. Quali sorprese dall’odierna conferenza stampa? Si rivelerà davvero un evento privo di spunti cui sui discutere?

15:10 - Draghi esprime cordoglio per la Grecia

Prima di terminare la conferenza stampa Draghi vuole esprimere la propria vicinanza e solidarietà nei confronti della Grecia e di quella tragedia di dimensioni epocali che ha colpito il Paese.

15:06 - Viviamo in un momento straordinario

“Rischia di diventare il primo governatore a non aver mai alzato i tassi”, fanno notare a Draghi che risponde:
“Viviamo in un momento straordinario, dopo la crisi che ha preso in alcuni casi le dimensioni di una imponente depressione. Le circostanze hanno determinato la straordinaria risposta della BCE.”

15:04 - Cosa pensa il mercato?

Nel mezzo della conferenza stampa le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse a settembre si attestano al 57%.

15:01 - 6 anni dal Whatever it takes

Draghi ammette di non aver pensato all’anniversario del 2012 e ricorda che ad oggi siamo ad un punto totalmente diverso. Oggi l’euro è molto più forte di allora e questo è stato determinato anche dalle riforme prese dai governi per rafforzare l’unione monetaria. Le cose sono cambiate in meglio ma c’è ancora da fare. La BCE è una banca centrale differente oggi. Il Consiglio deve essere orgoglioso di aver stabilizzato i prezzi.

15:00 - Politica di reinvestimento

Continuano le domande in merito e Draghi continua a rispondere: non ne abbiamo discusso.

14:56 - Crescita anche nei prossimi mesi

Confermata la crescita generalizzata anche per la seconda metà dell’anno.

14:53 - Ambiguo dire estate 2019

Si chiede ancora di chiarire il significato di «estate 2019». Draghi ricorda che l’unica vera versione dei testi della banca da considerare è quella inglese, quella più dovish. L’euro dollaro perde quota e torna sotto 1,17.

14:48 - Ancora crescita

Draghi fa notare come rispetto alla riunione BCE di giugno non ci siano state particolari novità. Il presidente ricorda che il rallentamento del primo trimestre è stata una naturale frenata dopo la straordinaria e inusuale crescita del 2017. La fiducia nell’inflazione rimane, ma rimangono anche le 3 P: pazienza, prudenza e persistenza.

14:45 - Il protezionismo

Non abbiamo sviluppato ulteriori analisi rispetto a quelle di giugno. E la ragione è che bisogna vedere quello che può essere effettivamente implementato (tariffe e dazi). Per ora gli effetti diretti sono limitati, ma una guerra commerciale fatta di retaliation, botta e risposta, richiede analisi più approfondite poiché rischia di frenare la fiducia e l’ottimismo.

14:43 - I tassi di interesse

A chi chiede più informazioni sui tassi di interesse Draghi rilegge ancora una volta il comunicato stampa iniziale, nel quale è stato stabilito che il costo del denaro rimarrà ai livelli attuali fino all’estate del 2019. La BCE, ricorda il presidente, non sente il bisogno di aggiungere nulla alla sua forward guidance, almeno per il momento.

13:41 - Iniziano le domande

Si chiede a Draghi un’opinione sull’accordo stipulato tra Juncker e Trump e si domandano info aggiuntive sulle politiche di reinvestimento della BCE.

Il presidente afferma semplicemente di aver preso nota di quel che è accaduto tra Trump e Juncker. Parla di “segnali positivi”, ma ricorda di non poter andare oltre in quanto troppo presto. Aggiunge di non aver parlato in sede di Consiglio della politica di reinvestimento.

13:39 - Per riassumere

“L’accomodation” monetaria è ancora necessaria per far convergere l’inflazione verso i target di medio termine. Per poter beneficiare delle misure adottate, tutte le economie devono ridurre le vulnerabilità. Eccoci di nuovo con il classico monito a fare di più sul fronte delle riforme strutturale.

14:37 - EURUSD sale

Le dichiarazioni di Draghi in conferenza stampa risvegliano il cambio euro dollaro, poco mosso dopo la decisione sui tassi di interesse. Al momento della scrittura la coppia scambia su quota 1,1728.

14:37 - L’inflazione

L’inflazione è salita al 2% a giugno, il che ha trovato ragion d’essere nella risalita degli energetici. Secondo la BCE crescerà ancora.

14:35 - I rischi

Bilanciati. L’incertezza sui fattori globali come il protezionismo rimane prominente. La volatilità deve essere monitorata.

14:34 - Occhi sul Pil

La crescita economica 0,4% nel primo trimestre non è stato altro che un ritracciamento dagli alti livelli di crescita registrati nell’anno precedente. Gli ultimi indicatori hanno stabilito e confermato comunque che la crescita è solida e diffusa.

14:33 - Precisazioni

La BCE si riserva il diritto di cambiare la propria politica se necessario.

14:31 - Occhio a protezionismo e guerra commerciale

Le tensioni commerciali sono prominenti. Le informazioni oggi disponibili indicano che l’economia sta procedendo su un cammino di crescita diffusa e generalizzata. C’è fiducia sull’inflazione, che si manterrà intorno al target anche con la riduzione del QE.

14:30 - Mario Draghi arriva in sala

Il presidente inizia l’attesa conferenza stampa con la lettura delle decisioni su cui il Consiglio ha concordato. Nulla di più di quanto già emerso nel comunicato.

14:28 - La stampa attende

La sala stampa attende l’arrivo di mario Draghi. Ci siamo, il presidente illustrerà i motivi delle sue decisioni a breve.

Il comunicato BCE

Esattamente come previsto, la BCE non ha soltanto lasciato invariati i tassi di interesse, ma ha accompagnato l’annuncio con un comunicato stampa pressoché identico al precedente:

Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (PAA) all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018. Il Consiglio direttivo anticipa che, dopo settembre 2018, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine del Consiglio direttivo, il ritmo mensile degli acquisti netti di attività sarà ridotto a 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018 e in seguito gli acquisti netti giungeranno a termine.

Il Consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.”

La domanda dunque rimane. Se la riunione BCE non ha partorito novità di rilievo, quando deciderà finalmente di alzare i tassi di interesse? In altre parole, che cosa significa «estate del 2019»?

La data odierna è in realtà simbolica. Sei anni fa in questo giorno il presidente della banca centrale pronunciò parole successivamente passate alla storia, parole che ebbero come effetto quello di evitare una crisi senza precedenti per la moneta unica.

“Siamo pronti a fare tutto il necessario per salvare l’Euro.”

Il 26 luglio del 2012 sarà per sempre ricordato come il giorno del «Whatever it Takes», quello in cui il Mario Draghi, in sede di Global Investment Conference a Londra, pose le basi per la salvezza dell’euro e tagliò immediatamente i tassi di interesse dallo 0,25% allo 0,15%.

Nell’odierna riunione BCE, invece, nessuna sorpresa ha mandato in fibrillazione i mercati e i tassi di interesse sono rimasti ai livelli attuali, mentre il QE è stato confermato al ritmo di 30 miliardi di euro fino a fine settembre. Dal 1° ottobre la banca centrale procederà al ritmo di 15 miliardi e questo fino a dicembre, quando il programma di acquisti terminerà.

Il contenuto seguente è stato redatto prima della decisione BCE sui tassi e dunque ancor prima della conferenza stampa di Mario Draghi

Riunione BCE e conferenza stampa un non evento?

La riunione BCE di oggi e la successiva conferenza stampa non saranno così entusiasmanti come l’evento del 2012. Il contesto macroeconomico è decisamente migliorato, l’Eurozona è tornata a crescere, l’inflazione è risalita e le modalità d’uscita dal QE sono state già tracciate nel meeting di giugno.

Un quadro completo se non fosse per i tassi di interesse, ancora lontani dall’intraprendere la via del rialzo. Nell’ultima riunione BCE, o meglio nella conferenza stampa che a quel meeting ha fatto seguito, Mario Draghi ha parlato di un ritocco non prevedibile prima dell’estate 2019, un riferimento temporale ancora troppo vago secondo alcuni.

Da quel momento in poi le speculazioni sul futuro andamento dei tassi di interesse sono aumentate a dismisura. A chi ha parlato di un ritocco in estate c’è stato invece chi ha risposto parlando addirittura di ottobre 2019.

Sarà questo uno dei principali elementi da monitorare nell’odierna riunione BCE. Durante la conferenza stampa di Mario Draghi il mercato tenterà di scovare nuovi indizi sul futuro del costo del denaro, ma nessuno crede che il meeting introdurrà novità rispetto a quanto già annunciato il mese scorso.

“A nostro avviso, le letture sull’inflazione nell’Eurozona resteranno basse ed è improbabile che il meeting BCE di questa settimana dia maggiori dettagli sulla politica monetaria dei prossimi mesi, concentrandosi invece sulla crescita e sull’inflazione future,”

ha affermato Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM.

Dello stesso avviso anche gli analisti di TD Securities, secondo cui non ci saranno fuochi d’artificio nell’odierna riunione BCE e questo perché tutte le decisioni importanti sono già state prese e comunicate con la conferenza stampa di giugno.

Come di consueto, alle ore 13:45 la banca centrale pubblicherà le proprie decisioni sui tassi di interesse e sul QE, che verranno accompagnate dal tradizionale comunicato stampa di politica monetaria, il cui testo dovrebbe risultare invariato rispetto al mese scorso.

Alle ore 14:30, poi, prenderà il via la conferenza stampa di Mario Draghi, anch’essa probabilmente priva di novità. Il Consiglio si focalizzerà sui migliori dati macroeconomici del secondo trimestre che hanno almeno in parte oscurato il rallentamento di inizio anno.

Dalla riunione BCE di oggi ci si attendono poi sia riferimenti al protezionismo che riferimenti alla tensione internazionale tra USA e resto del mondo, elementi che potrebbero bilanciare al ribasso la crescita osservata di recente.

Qualche spunto di discussione potrebbe emergere dalla sessione di domande e risposte tra la stampa e Draghi. A quest’ultimo sarà sicuramente chiesto di chiarire la tempistica sul prossimo rialzo dei tassi di interesse, ma nessuno crede davvero che il presidente fornirà ulteriori dettagli.

Neanche sul fronte valutario, dunque, ci si aspettano particolari oscillazioni. Qualcuno ha addirittura parlato di un euro dollaro che ignorerà sia la riunione BCE che la conferenza stampa di Draghi. Al momento della scrittura, a poche ore dal meeting, la quotazione sta scambiando su quota 1,1731.

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