Rimborsi Irpef anche con la dichiarazione dei redditi integrativa in ritardo

Rimborsi Irpef, il contribuente ne ha diritto anche in caso di presentazione della dichiarazione dei redditi integrativa in ritardo, ovvero oltre la scadenza: lo stabilisce la sentenza della Corte di Cassazione n. 17956/2019. Ecco i dettagli e in quali casi si usa il modello 730 integrativo.

Rimborsi Irpef anche con la dichiarazione dei redditi integrativa in ritardo

Rimborsi Irpef, il contribuente ne ha diritto anche se ha presentato la dichiarazione dei redditi integrativa in ritardo: a stabilirlo è la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17956/2019.

Un dato importante da sapere, tenendo sempre in considerazione che le scadenze relative alla dichiarazione dei redditi quest’anno sono slittate a causa dell’emergenza sanitaria.

Di conseguenza, il termine ultimo per la presentazione del modello 730 è slittata al 30 settembre, mentre l’invio della dichiarazione dei redditi integrativa si può effettuare fino al 10 novembre 2020.

Rimborsi Irpef anche con la dichiarazione dei redditi integrativa in ritardo

I rimborsi Irpef spettano anche in caso di presentazione della dichiarazione dei redditi integrativa oltre la scadenza stabilita. Quest’anno il termine ultimo entro cui inviare all’Agenzia delle Entrate il modello 730 con le correzioni è fissato al 10 novembre.

La buona notizia per i contribuenti è stata data dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 17956/2019, che ha accolto il ricorso con istanza di rimborso presentato da un contribuente.

Il contribuente in questione aveva presentato la dichiarazione dei redditi dimenticandosi di inserire alcuni oneri deducibili, e per questo motivo ha presentato -fuori i tempi ordinari- il modello 730 integrativo.

In seguito al silenzio dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente ha richiesto in sede di giudizio il rimborso all’Amministrazione Finanziaria.

I giudici alla fine gli hanno dato ragione, scrivendo nella sentenza:

“che il contribuente abbia diritto a contestare il provvedimento impositivo, con la possibilità, in sede contenziosa, di opporsi alla pretesa tributaria azionata dal fisco - anche con diretta iscrizione a ruolo a seguito di mero controllo automatizzato - allegando errori od omissioni incidenti sull’obbligazione tributaria, indipendentemente dal termine per la presentazione e la rettifica della dichiarazione fiscale.”

Dunque, il contribuente ha diritto di opporsi alla maggiore pretesa tributaria anche in sede contenziosa, allegando ovviamente tutta la documentazione necessaria a dimostrare gli errori commessi nella compilazione del modello 730.

Infine, la Cassazione ricorda che il rimborso dei versamenti diretti di cui all’articolo 38 del D.P.R. n. 602/1973 “Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito” è esercitabile entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del pagamento, indipendentemente da scadenze e modalità della dichiarazione integrativa.

Rimborsi Irpef e dichiarazione dei redditi integrativa: quando si usa?

Il modello 730 integrativo è quello che si usa per modificare i dati errati presenti nella dichiarazione originaria trasmessa entro i termini.

A differenza del modello 730 ordinario, per l’invio della dichiarazione integrativa è necessario rivolgersi esclusivamente a un CAF o a un commercialista, e non è prevista la possibilità di trasmissione autonoma online.

È bene precisare che non sempre in caso di errori è possibile utilizzare il 730 integrativo, ma bisognerà valutare l’effetto della correzione apportata. Solo se l’integrazione o la correzione comporta una situazione a favore del contribuente, che si traduce in un maggior credito (rimborso Irpef) o in un minor debito, sarà possibile utilizzare il modello 730 integrativo 2020.

Negli altri casi, cioè quando dalla correzione emerge un minor credito o un maggior debito, sarà necessario utilizzare il modello Redditi.

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