Riforma fiscale 2021, per le partite IVA spunta l’IRI: cos’è e come funziona

Anna Maria D’Andrea

11/06/2021

11/06/2021 - 17:10

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Riforma fiscale 2021, c’è convergenza tra i partiti sull’IRI, l’imposta sul reddito d’impresa per i titolari di partita IVA. Cos’è e come funziona? Facciamo il punto delle ipotesi allo studio.

Riforma fiscale 2021, per le partite IVA spunta l'IRI: cos'è e come funziona

Riforma fiscale 2021, si torna a parlare dell’IRI, l’imposta sul reddito imprenditoriale, novità per i titolari di partita IVA che mette d’accordo i vari partiti.

I lavori delle Commissioni Finanze di Camera e Senato per la messa a punto del dossier sulla riforma fiscale dovranno concludersi ormai a stretto giro. Entro il 30 giugno 2021 dovrà essere definito il documento di indirizzo, base per la legge delega attesa in estate.

L’IRI per le partite IVA è una delle proposte sulle quali pare esserci l’accordo di tutte le forze politiche in campo e, a ben vedere, non si tratterebbe di una novità assoluta ma di un ritorno.

Cos’è l’IRI e come funziona l’imposta sul reddito imprenditoriale?

Introdotta nel 2017, prima prorogata e poi abolita dalla Legge di Bilancio 2019, l’imposta al 24% era stata introdotta con l’obiettivo di tassare in via agevolata i redditi lasciati in azienda.

Una sorta di flat tax, applicata in sostituzione delle aliquote IRPEF e finalizzata ad incentivare gli investimenti di proventi e utili aziendali nelle imprese, soprattutto quelle più piccole.

Riforma fiscale 2021, per le partite IVA spunta l’IRI: cos’è e come funziona

Per capire cos’è e come potrebbe funzionare l’IRI, una delle proposte al centro del tavolo sulla riforma fiscale 2021, è utile analizzare quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2017, con la quale era stata introdotta l’imposta sul reddito d’impresa del 24%.

L’IRI era stata voluta per incentivare gli investimenti da parte delle imprese, ma di fatto non è mai stata operativa. L’entrata in vigore prevista inizialmente dal 2017 era stata prima prorogata all’anno successivo e, successivamente, la Legge di Bilancio 2019 l’ha definitivamente abolita.

Proviamo quindi a definire come funziona l’IRI, partendo dal passato.

L’imposta sul reddito imprenditoriale al 24% si sarebbe applicata su base opzionale ai redditi lasciati e reinvestiti in azienda, in sostituzione delle aliquote progressive IRPEF.

In sostanza, l’IRI prevedeva che imprese e artigiani fossero tassati con l’aliquota unica al 24% così come previsto per le società di capitali, soggette al pagamento dell’IRES.

Le aliquote progressive IRPEF, calcolate sulla base dei redditi aziendali dal 23% al 43%, non si sarebbero applicate quindi sulla parte di utili reinvestiti in azienda, ma solo sulle somme prelevate dal titolare di partita IVA, ossia la “remunerazione” del professionista o dell’impresa.

Tassazione agevolata IRI sugli utili reinvestiti in azienda

A ben vedere, l’IRI è una vera e propria flat tax, di gran lunga vantaggiosa per i titolari di partita IVA.

Se ne torna ora a parlare con il fine di introdurre nell’ambito della riforma fiscale 2021 una differenziazione in merito alla tassazione del reddito d’impresa prelevato dall’imprenditore o dai soci e di quello mantenuto in azienda, ma soprattutto per rendere neutrale il prelievo fiscale rispetto alla forma giuridica dell’impresa.

L’IRI al 24%, secondo l’impostazione originaria, si sarebbe applicata esclusivamente sugli utili reinvestiti in azienda.

Per la parte prelevata dal professionista o dall’imprenditore, si sarebbe comunque applicata l’aliquota IRPEF di riferimento, con un minimo del 23% per i redditi inferiori ai 15 mila euro annui, fino al 43% per quelli che superano i 75 mila euro.

L’obiettivo dell’IRI è quindi di favorire la capitalizzazione delle imprese, tassando in maniera più leggera gli utili non prelevati.

L’ipotesi di una sua reintroduzione piace a tutte le forze politiche in campo, sebbene con le opportune differenziazioni, e ha accolto il parere favorevole della di Bankitalia così come dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio.

Quel che è certo è che si potrebbe tornare a parlare di imposta sul reddito d’impresa. Si attende di conoscere quali saranno i pilastri della riforma fiscale 2021 e su quale sarà il futuro del sistema tributario italiano.

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