Riforma fiscale 2021, le novità del DEF: si parte dall’Irpef, continua lo scontro sul regime forfettario

Rosaria Imparato

16/04/2021

16/04/2021 - 14:41

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Riforma fiscale a partire da metà 2021, partendo dall’Irpef per ristabilirne la progressività. Riparte lo scontro anche sul regime forfettario, soprattutto dopo la proposta di alzare l’aliquota dal 15 al 23%. Vediamo le novità del DEF in attesa della pubblicazione del testo ufficiale.

Riforma fiscale 2021, le novità del DEF: si parte dall'Irpef, continua lo scontro sul regime forfettario

Riforma fiscale, si inizierà dalla seconda metà del 2021: la priorità è l’Irpef, che ha perso le caratteristiche fondamentali della progressività e dell’equità e per la quale quindi dovranno essere cambiati i meccanismi di riscossione.

È scontro invece sul regime forfettario: Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, ha proposto di alzare al 23% l’aliquota del regime forfettario.

La Lega dal canto suo difende l’aliquota al 15% per i ricavi e compensi fino a 65.000 euro.

Riforma fiscale 2021, le novità del DEF: si parte dall’Irpef

Il DEF (Documento di Economia e Finanza) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 15 aprile 2021.

Il testo del documento per ora è consultabile solo in bozza. In attesa della pubblicazione del testo ufficiale, il tema della riforma fiscale si conferma tra le priorità. Da mesi vanno avanti cicli di audizioni alle Commissioni Finanze di Parlamento e Senato.

La versione in bozza non scende nei dettagli operativi, poiché è atteso il documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva sulla riforma fiscale, redatto una volta terminate le audizioni formali (mancano il ministro dell’Economia Franco, l’OCSE e FMI).

Si legge nella versione in bozza che la riforma fiscale affronterà il complesso del prelievo, a partire dall’imposizione personale, sarà collegata anche agli sviluppo a livello europeo e globale su temi quali le imposte ambientali e la tassazione delle multinazionali, e infine saranno riformati i meccanismi di riscossione.

Riforma fiscale 2021, è scontro sul regime forfettario

Nel frattempo impazza lo scontro sul regime forfettario. La proposta dei giorni scorsi di Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, di alzare l’aliquota di tassazione dal 15 al 23% non è stata accolta molto favorevolmente in particolar modo dalla Lega.

In realtà il centro destra sta lamentando una mancata collaborazione e annuncia che in realtà non c’è “nessuna intesa sui cardini della riforma fiscale”.

Alberto Gusmeroli (Lega) ha dichiarato al Sole 24 Ore che una riforma dell’Irpef

“in assenza di ampie cifre a disposizione, rischia solo di aumentare le tasse e complicare ancora di più la vita a contribuenti e imprese. Per noi è intoccabile la miniflat tax al 15% fino a 65mila euro, nessuna patrimoniale e nessun aumento Iva. Giusto parlare della no tax area nell’ambito della quale non si debba nemmeno fare la dichirarazione dei redditi e altri piccoli interventi per ridurre la tassazione, dilazionare i pagamenti e semplificare.”

Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze della Camera, ha dichiarato “Non so di cosa si parli” e che la discussione non è finita, ma ci sono davanti ancora settimane di incontri e di lavori. Soltanto alla fine ci sarà un accordo.

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