Huawei, il Presidente benedice la lotta con gli USA: “Ci sprona a fare di più”

Il fondatore e numero uno Ren Zhengfei cerca di guardare il lato positivo nel recente ban arrivato dagli Stati Uniti sul fronte 5G: “È una sfida che ci spinge a lavorare meglio”

Huawei, il Presidente benedice la lotta con gli USA: “Ci sprona a fare di più”

La risposta di Ren Zhengfei al ban degli Stati Uniti? “Ben venga”. Ha replicato più o meno così il numero uno di Huawei alla campagna statunitense avviata contro la sua azienda.

Da Washington hanno infatti esortato i Paesi alleati a vietare l’uso di infrastrutture Huawei per il 5G, sostenendo che Pechino potrebbe usare la cosiddetta tecnologia di quinta generazione per portare avanti attività di spionaggio.

Huawei ha negato con forza, spiegando che nessuno dei suoi prodotti rappresenta un rischio per la sicurezza, e Ren Zhengfei - ex soldato dell’esercito cinese - non sembra affatto spaventato. Intervistato dalla CNN, ha dichiarato che “l’attacco e la repressione” da parte del governo USA hanno finito per stimolare i dipendenti dell’azienda.

Recentemente dall’Ue la richiesta degli Stati Uniti non è stata accolta, con la precisazione - arrivata direttamente da Bruxelles - che spetta ai singoli Paesi bloccare l’accesso al mercato di una particolare azienda.

Oltre all’ostilità in arrivo da Washington, Ren Zhengfei sta affrontando anche la battaglia di sua figlia, arrestata su suolo americano per via della violazione dell’embargo nei confronti dell’Iran, e ora a rischio estradizione.

Huawei, il Presidente benedice la lotta con gli USA

Huawei è un player cruciale nella corsa al 5G. È il più grande produttore mondiale di apparecchiature per le telecomunicazioni e un marchio leader per quel che riguarda gli smartphone, in competizione con con Samsung e Apple.

Eppure - ha spiegato Ren Zhengfei - dopo anni di successo i nostri dipendenti “stanno diventando pigri e deboli”. Per questo ’benedice’ la recente pesante accusa in arrivo da Washington:

“Dopo l’attacco e il bando da parte degli Stati Uniti tutti i dipendenti si sono davvero uniti, con l’intento di migliorare i nostri prodotti”.

Ren Zhengfei, 74 anni, ha vissuto gli anni difficili della Rivoluzione Culturale in Cina, periodo in cui politiche disastrose portarono letteralmente alla fame il Paese. Suo padre è stato definito un simpatizzante del capitalismo. Quest’ultimo elemeno, a seguito della fondazione di Huawei nel 1987, lo portò a dover fronteggiare diverse critiche di azienda filo-comunista.

Ma il suo motto, ripetuto anche durante l’intervista della CNN - “gli eroi affrontano sempre molta sofferenza” - lo porta a vedere quasi esclusivamente il lato positivo delle avversità a cui si trova di fronte.
Ha infatti spiegato che tutti i suoi dipendenti, compresa la figlia Meng Wanzhou, “dovrebbero indurirsi”, e spera che questa circostanza li aiuti in tal senso:

“Gli eroi affrontano sempre molta sofferenza, serve a indurirsi e sviluppare una pelle spessa. Cosa che non succede se non ti trovi mai di fronte a nessuna difficoltà”.

Malgrado la campagna statunitense contro Huawei, Ren Zhengfei ammira gli Stati Uniti, che definisce “leader mondiali in affari e tecnologia”. A tal proposito, ha indirettamente invitato i suoi dipendenti a impedire che l’attuale pressione USA li spinga verso una sorta di “anti-americanismo”.

Ha anche criticato le restrizioni imposte dalla Cina alle principali realtà tecnologiche statunitensi:

“Ho sempre sostenuto che Google, Amazon e società simili debbano avere pieno accesso al mercato cinese. Penso che sarebbe solo utile per il Paese”.

Giganti del settore tech come Google, Facebook e Twitter sono stati in gran parte bloccati dal mercato cinese. Amazon opera con meno restrizioni, ma registra un notevole ritardo di fronte alla feroce concorrenza di colossi con base territoriale come Alibaba e JD.com.

Il mese scorso Trump ha espresso il desiderio di avere il prima possibile la tecnologia “5G e anche 6G” negli Stati Uniti, aggiungendo che le aziende americane sono obbligate a intensificare i loro sforzi se non vogliono restare indietro.

Anche se Huawei è esclusa da anni dal mercato statunitense nella fornitura di apparecchiature di rete, Ren Zhengfei si è detto pronto ad aiutare se il governo americano dovesse cambiare la sua posizione attuale, specificando anche di non portare rancore contro l’esecutivo di Washington:

“Siamo molto capaci, possiamo collaborare per la tecnologia 6G per fare un lavoro ancora migliore. Io non porto nessun tipo di rancore nei confronti degli Stati Uniti”.

Intanto su sponda italiana in merito alla sicurezza relativa all’imminente arrivo della rete di quinta generazione ha parlato il vicepremier Di Maio, dicendosi sicuro che la strategia governativa messa in piedi per affrontare i rischi - che prevedono interventi e vigilanza di Mise e Golden power - sarà più che efficace a evitare problemi.

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