Reddito di cittadinanza, arriva la commissione d’inchiesta: a cosa servirà?

Giorgia Bonamoneta

30 Luglio 2023 - 10:24

Il governo Meloni annuncia verifiche sull’operato dell’ex presidente dell’Inps. Foti dichiarata necessaria una commissione d’inchiesta sui mancati controlli sul Rdc, ma Tridico non teme nulla.

Reddito di cittadinanza, arriva la commissione d’inchiesta: a cosa servirà?

Dopo lo stop arriva la commissione d’inchiesta sul Reddito di cittadinanza. Fratelli d’Italia ha proposto un’indagine sui controlli o mancati controlli delle irregolarità al Reddito di cittadinanza.

Secondo Fratelli d’Italia infatti è necessaria una commissione parlamentare di inchiesta su l’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico per non aver consapevolmente attivato i controlli al fine di non far perdere consenso al Movimento 5 Stelle.

A lanciare l’accusa è il capogruppo alla Camera di FdI, Tommaso Foti, che non manca l’occasione di esprimersi critico sul Rdc, definendolo “una misura fallita”. Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle, ha risposto ricordando il monito di Sergio Mattarella sull’uso distorto delle commissioni parlamentari. Attenzione al “bullismo istituzionale”, scrive su Facebook.

Le accuse di Foti a Tridico

Il capogruppo alla Camera Tommaso Foti (FdI) si è sbilanciato sul Reddito di cittadinanza in un’intervista. Dopo aspre critiche, che dipingono lo strumento come una misura presentata male, attuata peggio e che fallisce la sua missione “rilevandosi una mera misura assistenzialista che ha comportato enormi danni all’erario”, Foti attacca direttamente l’ex presidente dell’Inps.

Parte così la caccia al colpevole. Sempre Foti infatti ha detto che Pasquale Tridico, l’ex presidente dell’Inps, criticando la social card “ha svelato la sua militanza”. Foti difende a spada tratta la social card, definita come un’ottima misura perché integra le altre misure introdotte dalla legge di Bilancio per aiutare le famiglie in difficoltò (anche se lo fa una tantum, stampando nuove carte e per un valore di una singola spesa a chi non rientra nella platea di altri sostegni).

A cosa serve la commissione d’inchiesta sul Reddito di cittadinanza?

A questo punto dell’intervista Foti rivela le intenzioni di Fratelli di Italia. Dice, alla luce dei fatti (n.d.r la militanza di Tridico) che vogliono chiedere al nuovo commissario dell’Inps ulteriori verifiche per scoprire chi non aveva alcun diritto a percepire il reddito di cittadinanza.

Non solo:

[...] credo, lo dico a nome del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, che sia necessaria la costituzione di una commissione parlamentare di inchiesta, limitando la responsabilità a Tridico proprio per non avere consapevolmente attivato i controlli.

Il motivo è chiaro, dice Foti: Tridico ha chiuso un occhio sui furbetti (il governo in carica continua così a parlare dei presunti beneficiari illegali del Rdc) per non far perdere consenso elettorale e personale ai suoi mandanti.

La risposta di Conte e Tridico: “Non ho niente da temere”

Le dichiarazioni del capogruppo FdI Foti hanno scatenato le risposte di Giuseppe Conte e Pasquale Tridico. Il primo ha voluto ricordare il difficile lavoro dell’ex presidente dell’Inps durante la pandemia, mentre Meloni e compagni “distribuivano slogan facili per infiammare il Paese”. Ancora Conte fa notare che la commissione d’inchiesta, così come dichiarata da Foti, rappresenterebbe una commissione ad personam per punirlo per aver osato difendere il RdC e aver criticato “la ridicola card di Giorgia Meloni”.

Un processo che Conte chiama bullismo istituzionale. Nel post di Facebook sottolinea anche come il presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia ammonito sull’uso distorto delle commissioni parlamentari. Continua ricordando come, forti dei loro numeri, “Fratelli d’Italia, anziché pensare a risolvere il problema di 169mila famiglie disperate, ancora oggi è impegnata a minacciare l’opposizione a colpi di commissioni di inchiesta”.

Da parte sua Pasquale Tridico ha dichiarato di non temere nulla. Forte del suo lavoro, ovvero di aver creato una direzione antifrode capace di scoprire frodi per oltre 11 miliardi di euro tra il 2019 e il 2022, torna ad attaccare la narrazione del governo Meloni. “C’è una condanna dei poveri e non della povertà, una cosa che mi fa paura”, dice. Secondo Tridico infatti le scelte di governo sonno classiste e contrastano con i principi di uguaglianza della Costituzione, a partire da:

Gli extraprofitti contribuiscono all’inflazione, eppure arriva la moratoria. Poi si premiano gli evasori, consentendo dei condoni di fatto. Nelle stesse ore si toglie il reddito di cittadinanza a 200 mila persone.

In altre parole questo governo fa “il forte con i deboli e il debole con i forti”. Non è mancata una stoccata finale sul salario minimo, definito necessario nel momento in cui la contrattazione non è più efficace come in passato.

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