Rally a Wall Street e in Asia: sta cambiando il clima nei mercati?

Violetta Silvestri

11 Novembre 2022 - 08:37

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I mercati festeggiano con balzi da record negli scambi a Wall Street e in Asia: l’inflazione Usa in calo e un allentamento delle misure Covid in Cina stanno spingendo gli asset di rischio.

Rally a Wall Street e in Asia: sta cambiando il clima nei mercati?

Mercati euforici: le azioni asiatiche hanno raggiunto il massimo da sette settimane, mentre il dollaro ha vacillato dopo che un’inflazione statunitense raffreddata più del previsto ha fatto sperare che la Federal Reserve potesse attenuare i suoi aggressivi rialzi dei tassi di interesse.

Anche dalla Cina sono giunte notizie rincuoranti, che hanno spinto l’Hang Seng di Hong Kong verso importanti guadagni, con picchi di rialzo del 10%. L’indice MSCI delle azioni dell’Asia-Pacifico al di fuori del Giappone è ​​salito di oltre il 5%, fissando il suo più grande balzo percentuale di un giorno da marzo 2020. L’indice è in calo del 23% per l’anno, ma si dirige verso un guadagno settimanale di oltre 7%, il più grande in più di due anni.

In questo clima di maggiore ottimismo, la coppia EUR/USD ha superato la parità su 1,0200, capitalizzando su una nuova ondata di rischio che sta mettendo da pare gli acquisti del biglietto verde.

Il sentiment è davvero cambiato nei mercati? Gli investitori guardano la Fed e la Cina, sempre più motori dei movimenti finanziari.

Euforia nei mercati: Cina e Usa spingono le azioni

Mentre si scrive, in Asia Hong Kong vola a +7% e gli indici cinesi Shenzhen e Shanghai guadagnano rispettivamente il 2,19% e l’1,69%. Anche il Nikkei giapponese corre sulla soglia di un +3%.

I dati di giovedì 10 novembre hanno mostrato che l’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è stato del 7,7% più alto in ottobre rispetto all’anno precedente. Si è trattato del primo aumento annuale inferiore all’8% da febbraio e il più piccolo da gennaio.

Notizie più ottimiste sono giunte anche dalla Cina, dove le autorità sanitarie hanno allentato alcune delle pesanti restrizioni per il Covid del Paese, inclusa la riduzione di due giorni dei tempi di quarantena per i contatti stretti dei casi e i viaggiatori in entrata.

Le materie prime, dal petrolio al minerale di ferro al rame, sono balzate alla notizia di un cambiamento nella politica restrittiva cinese, con la speranza di una ripresa della domanda nella seconda economia più grande del mondo.

Le azioni del dragone hanno avuto alcune settimane turbolente, scivolando a causa delle epidemie, dei conseguenti blocchi e dei dati economici deboli e guadagnando sporadicamente nella speranza di un’eventuale riapertura economica.

Sull’effetto di prezzi al consumo in calo negli Usa, l’indice del dollaro Usa è crollato di oltre il 2% durante la notte a 108.100, il massimo in più di un decennio. Gli investitori, infatti, si sono riversati in attività rischiose dopo i dati, facendo crollare la valuta e i rendimenti del Treasury Usa al minimo di cinque settimane.

Tuttavia, l’intenso rally di Wall Street recupera solo in parte le forti perdite per gli asset rischiosi martellati quest’anno dall’inasprimento della Fed. L’S&P 500 è ancora in calo del 17% e il Nasdaq 100 di quasi il 30%, entrambi diretti verso i loro anni peggiori dal 2008. L’indice MSCI World è in perdita di circa il 18% quest’anno.

I funzionari della Fed sembravano già sostenere un calo dei rialzi dei tassi dopo un periodo di quattro aumenti di dimensioni enormi. Hanno anche sottolineato la necessità che la politica rimanga ancora rigida. I rialzi dei tassi, probabilmente, continueranno pur se con ritmi più blandi.

Non a caso, Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco, ha affermato che il rallentamento della crescita dei prezzi al consumo di ottobre “è stata una buona notizia” “ma un mese non fa la vittoria”, suggerendo un ulteriore inasprimento a venire.

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