Le criptovalute sono state manipolate: l’inchiesta

Le quotazioni delle criptovalute sono state manipolate: tutti i dettagli sull’inchiesta avviata dal Wall Street Journal.

Le criptovalute sono state manipolate: l'inchiesta

Le quotazioni delle criptovalute sono soggette a manipolazione.

È questa la tesi principale dell’ultima interessante inchiesta avviata dal Wall Street Journal, che ha monitorato e successivamente esaminato le transazioni digitali effettuate negli ultimi mesi.

Ad emergere sono state le numerose impennate dei prezzi, alle quali hanno fatto poi seguito repentine e pericolose discese delle quotazioni delle criptovalute. L’indagine ha alzato il velo sulla pratica del Pump and Dump (letteralmente gonfia e scarica), la stessa utilizzata negli anni ’90 dall’ormai celebre Lupo di Wall Street.

Quotazioni criptovalute manipolate: l’indagine

Secondo l’inchiesta avviata e pubblicata lo scorso 5 agosto, le quotazioni delle criptovalute sono state manipolate attraverso gruppi di trading organizzati che hanno utilizzato servizi quali Telegram per raggiungere i loro scopi.

Grazie agli schemi e alle pratiche di Pump and Dump i trader sono riusciti a gonfiare i prezzi e poi a farli crollare non una, ma diverse volte nel corso degli ultimi mesi. Il tutto con l’obiettivo di guadagnare svariati milioni di dollari tramite pratiche considerate ormai come vere e proprie frodi.

Ma come funziona il Pump and Dump? Basta annunciare la criptovaluta da manipolare, oltre che una data e un’ora specifica in cui effettuare il «pompaggio» della quotazione determinando una reazione a catena e una crescente frenesia su quella specifica moneta digitale. Una volta che il prezzo è salito su livelli soddisfacenti, basta vendere e prendere profitto.

Da gennaio a luglio, il WSJ ha portato alla luce 175 schemi del genere che hanno investito le quotazioni di 121 criptovalute. Purtroppo, però, queste attività non sono sempre facili da scovare in quanto vengono svolte in chat room private, accessibili solo ed esclusivamente su invito e sotto la supervisione di un moderatore anonimo.

Tra gli esempi più lampanti di manipolazione sicuramente quello sul Cloakcoin. Lo scorso 1° luglio alle ore 15:00, Big Pump Signal ha inviato tramite Telegram un messaggio ai suoi follower ordinandogli di acquistare la criptovaluta. La reazione dei suoi seguaci è stata immediata e la quotazione del Cloakcoin è balzata di oltre il 50% a circa 5,77 dollari. Nel giro di un minuto, però, il prezzo è crollato di quasi un dollaro.

Il tutto, è emerso dall’indagine, in virtù di 6.700 operazioni dal valore di 1,7 milioni di dollari. Nell’ora precedente, invece, non era stata effettuata alcuna operazione sul Cloakcoin.

Una vera e propria frenesia, una sorta di dipendenza, quella che si sta sviluppando intorno alle pratiche di Pump and Dump sul denaro digitale.

Le scoperte del WSJ, insomma, non hanno fatto altro che gettare benzina sul fuoco di una teoria ripetutamente discussa, quella relativa alla manipolazione delle quotazioni delle criptovalute.

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