Economia globale: quattro scenari per il terzo trimestre 2019

Ecco quattro scenari possibili per l’economia globale, sulla base del quadro disponibile al terzo trimestre 2019

Economia globale: quattro scenari per il terzo trimestre 2019

Quali scenari si prospettano per l’economia globale?
Una domanda non facile, a cui ha cercato di rispondere in maniera esaustiva e al contempo essenziale Shamik Dhar, Chief Economist di BNY Mellon Investment Management.

Dhar parte dal quadro disponibile al terzo trimestre del 2019 per dipingere le quattro probabilità a cui è possibile andare incontro nel prossimo biennio sul fronte economico.

Nel farlo tiene conto di tutti i fattori di maggior peso come guerra commerciale, scelte della Fed e possibili rallentamenti o rally dei Paesi chiave nello scacchiere mondiale.

Ad ogni scenario viene associata una percentuale relativa alla possibilità che possa verificarsi, nonché un titolo evocativo rispetto alla situazione a cui porterebbe.
Di seguito quindi le possibilità individuate da Shamik Dhar.

Primo scenario: “Più o meno lo stesso”

Col 50% di probabilità che si verifichi, è quello che l’economista di BNY reputa il più verosimile.

È caratterizzato da un’economia globale in rallentamento nel 2019 - ma senza possibilità di andare incontro a una recessione - “un’abbondanza produttiva e un eccesso di risparmi privati”. Sul fronte guerra commerciale si raggiungerebbe un accordo sull’asse Washington-Pechino, mentre la Fed terrebbe fermi i tassi nel corso di tutto l’anno e il dollaro resterebbe stabile:

“Le azioni sono stimolate dall’andamento dell’economia sostanzialmente stabile; ma c’è un ulteriore allentamento nell’Eurozona, in Giappone e in Asia”.

Secondo scenario: “USA: leader del branco”

Con appena il 10% di probabilità che si verifichi, è il meno gettonato secondo Dhar.
Si caratterizzerebbe principalmente per un forte mercato del lavoro, base da cui partirebbe tutto il resto.

La Fed alzerebbe i tassi nella prima metà del 2020, e la crescita si troverebbe a “rallentare bruscamente nell’ultima parte del 2020”, fino a una possibile recessione:

“I tassi più elevati e il dollaro più forte causano deflussi da alcuni mercati emergenti, esacerbando i ribassi globali”.

Terzo scenario: “La coda agita il cane”

Le probabilità che si verifichi si attestano al 20%. Un simile scenario - forse il più catastrofico - muoverebbe da “una fase di ribassi” e “politiche monetarie accomodanti”, che finirebbero per spingere gli investitori a caccia di rendimenti.

A questo punto diventerebbero sempre maggiori i rischi di stabilità finanziaria, con “un’inversione del sentiment di mercato”, relativa fuga dagli asset e “lento calo delle economie reali globali”.

Quarto scenario: “La fine della globalizzazione”

Anche questo avrebbe il 20% delle probabilità di verificarsi secondo Dhar, e partirebbe da un “rallentamento globale causato dal commercio”.

A livello commerciale prevarrebbero politiche protezionistiche, con la Cina “al centro della tempesta”. Ne sarebbero colpiti gli USA ma soprattutto l’Europa, vicina alla recessione.

A riportare in scena un quadro in ricomposizione sarebbero però le banche centrali, con “tagli aggressivi ai tassi che stabilizzano i mercati”.

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