Ecco quanto valgono i paradisi fiscali italiani

Quanto valgono i paradisi fiscali italiani? 142 miliardi di euro, con oltre 1 miliardo di tasse perse. Analizziamo i dati sulla ricchezza offshore di Italia, UE e la tendenza nel mondo.

Ecco quanto valgono i paradisi fiscali italiani

Quanto valgono i paradisi fiscali italiani? 142 miliardi di euro secondo l’ultimo rapporto del Dipartimento per la Fiscalità generale e l’unione doganale. Il nostro Paese si classifica al quarto posto UE per l’entità di ricchezza tenuta offshore.

A livello globale, il valore dei paradisi fiscali ammonta a circa 7.500 miliardi di euro corrispondente al 10,4% del PIL mondiale.

Cifre importanti, che rappresentano la quantità di ricchezza che sfugge al pagamento delle imposte nazionali. Solo in Italia, per esempio, nel 2016 sono mancate entrate fiscali pari a 1,73 miliardi di euro, lo 0,11% del PIL.

La lotta all’evasione fiscale, considerata prioritaria nel nostro Paese e non solo, trova la sua ragion d’essere proprio nei dati appena descritti. I soldi tenuti nei paradisi offshore, infatti, sebbene abbiano subito aumenti e ribassi in base alle legislazioni vigenti contro gli evasori, raggiungono ancora livelli allarmanti.

I paradisi fiscali italiani: ecco quanto valgono. Il confronto con gli Stati UE

La ricchezza che gli italiani tengono al riparo nei paradisi fiscali ha un valore di 142 miliardi di euro, che si traducono nell’ 8,1% del PIL. Dal 2001 al 2016, ultimo anno preso in considerazione nello studio dei dati, il livello di denaro tenuto nei paradisi fiscali italiani ha subito un generale calo, con un’impennata al rialzo registrata solo nel 2013.

Insieme a Germania, Francia, Regno Unito, l’Italia contribuisce a formare il 65% di ricchezza tenuta nei paradisi fiscali di tutta l’Europa a 28 Paesi. Lo Stato tedesco, con 331 miliardi di euro guida la classifica della maggiore ricchezza tenuta in offshore. A seguire ci sono Francia (277 miliardi di euro), Regno Unito (218 miliardi di euro) e l’Italia.

Nel rapporto con il PIL, il nostro Paese riesce a posizionarsi sotto la media europea. La percentuale italiana di 8,1%, infatti, è poco inferiore al 9,7% della media Ue per quanto riguarda il peso dei paradisi fiscali sul Prodotto Interno Lordo.

Se si considera la ricchezza tenuta in società offshore in termini di PIL, a giocare il ruolo da protagonisti ci sono altri Paesi UE. A Cipro, Malta, Portogallo e Grecia, infatti, la ricchezza nei paradisi fiscali incide fortemente sulla percentuale di PIL, superando il 20%.

L’evasione fiscale generale a livello UE raggiunge così la cifra media di 46 miliardi di euro.

Occorre considerare, inoltre, che sia in Italia, sia negli altri Stati UE, i dati relativi all’evasione fiscale offshore sono soltanto parziali. Lo studio della ricchezza tenuta in paradisi fiscali, infatti, tiene in considerazione soltanto depositi bancari e altre attività che rientrano nella ricchezza liquida. Restano fuori, quindi, beni immobili, opere d’arte, contratti di assicurazione sulla vita, criptovalute. Questo significa che i dati relativi alla quantità di evasione tramite operazioni offshore è destinato a salire.

I paradisi fiscali crescono nel mondo trainati dalla Cina

Se i paradisi fiscali italiani valgono 142 miliardi di euro, le cifre relative all’andamento mondiale dell’evasione con operazioni offshore raggiungono livelli molto alti.

Dal 2001 al 2016, per esempio, il totale della ricchezza tenuta in paradisi fiscali dai Paesi che non rientrano nell’Ocse è quadruplicata, passando da 1.100 a 4.600 miliardi di dollari.

La Cina, anche in questo settore, gioca un ruolo da protagonista. La sua ricchezza offshore, infatti, è aumentata grazie soprattutto ai depositi tenuti ad Hong Kong.

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