Chi lo ha detto che sui conti correnti o sui libretti di risparmio le liquidità ivi giacenti siano sempre di piccola entità? Dovrebbe essere così perché le regole di gestione delle finanze personali prevedono che non ci sia liquidità inutilizzata. Il riferimento è alle somme eccedenti il c.d. cuscino di liquidità, cioè a quelle utili a fronteggiare spese impreviste nel breve termine.
Prendiamo il caso di importi cospicui tenuti fermi e vediamo quanto potrebbero rendere sul brevissimo termine. Dunque, ecco quanto fruttano 100 o 200 mila euro sul reddito fisso prima del 2026, cioè da qui ai prossimi 3 mesi.
Perché investire sul reddito fisso a breve termine?
Perché eventualmente shiftare sul reddito fisso e sul breve periodo (3 mesi nel nostro esempio) invece di detenere liquidità pura? Anzitutto per puntare alla certezza del capitale almeno a scadenza, e su alcuni prodotti o emittenti anche prima. Poi perché si conoscono a priori sia i costi da sopportare che i potenziali rendimenti attesi.
Insomma, l’investimento deve essere a basso grado di rischio e senza “sorprese” di sorta, al netto dell’ineliminabile default emittente. Al riguardo la garanzia FITD sui prodotti di matrice bancaria è fino a 100mila €, mentre su buoni postali e bond sovrani è teoricamente illimitata.
La scelta del breve termine si spiega invece con due plausibili motivi di fondo. Uno, l’eventualità di dover impiegare quelle cifre a breve o medio termine, e potrebbe essere il motivo che ha spinto verso la preferenza per la liquidità in principio. La seconda è per avere tempo per studiare “il da farsi”, cioè come impegnarle sul lungo termine laddove la prima ipotesi non fosse quella confacente al caso proprio.
Gli strumenti di investimento di matrice bancaria
I prodotti del risparmio postale a più breve durata sono i Depositi Supersmart, oggi proposti in 5 soluzioni differenti. Variano i rendimenti annui lordi a scadenza, le condizioni e i perimetri di sottoscrizione e le durate del vincolo. Oggi la più corta è a 6 mesi, poi si va a salire (12 e 18 mesi).
Tra gli strumenti del reddito fisso di matrice bancaria c’è il conto deposito (CD), libero o vincolato a seconda dei casi. In teoria le preferenze dovrebbero ricadere sul secondo per almeno tre ragioni:
- la durata risicata dell’investimento per cui si dovrebbe essere abbastanza certi se quel capitale servirà o meno prima dei 90 giorni;
- il maggior ritorno mediamente offerto dai vincolati sui primi, anche se si tratta di una considerazione non sempre vera in assoluto;
- l’abbondanza di alternative e di emittenti tra i CD bloccati rispetto all’altro.
Conto deposito libero e deposito vincolato
Su ConfrontaConti.it i primi prodotti liberi per rendimento sarebbero:
- Conto Deposito senza vincoli di Revolut, tasso annuo lordo del 2,25% (1,67% netto) per un guadagno netto di 286,70 € su 100mila €;
- Conto Progetto di Banca Progetto in A.S. (Amministrazione Straordinaria), con tasso annuo lordo e netto del 3,00% e 2,22%. I guadagni netti su 100 e 200mila € sarebbero, rispettivamente, pari a 503,63 e a 1.007,23 €;
- Conto Remunerato BBVA con ritorni del 3% lordo e 2,22% netto annuo e un ricavo netto di 545,96 € su 100mila impegnati;
- Interesse sulla Liquidità di Scalable Capital, del 3,5% lordo e 2,59% netto. L’introito sarebbe di 595,86 e di 1.191,73 € su un deposito, nell’ordine, di 100 o 200mila €.
- Tra i prodotti a vincolo incontriamo invece le seguenti offerte:
- Conto Deposito con cedola unica a scadenza di Megliobanca, con tasso dell’1,75% e 1,3% annuo lordo e netto. Il ricavo sarebbe di 273 € su 100mila € vincolati e di 546 € su un importo doppio;
- Time Deposit di Twist, con payout al 2% lordo e 1,48% netto e incassi di 319,12 e 638,25 € sui vincoli a 100 e 200mila €;
- Ibonline Conto Deposito, con payout dell’1,90% annuo (1,41% netto) e un ricavo a 350,54 e 701,07 € sui due importi di capitale da noi ipotizzati;
- Conto Deposito X Risparmio di Banca Aidexa, con tasso al 2,5% (1,85%) e guadagno netto a 411,37 su un vincolo di 100mila €.
Il conto deposito bancario libero e vincolato
Per tutte le offerte di cui sopra (guadagni netti, tassi attivi e resto) si invita il Lettore a consultare minuziosamente i termini e le condizioni previste dall’emittente di turno. Il ritorno offerto è sicuramente un parametro chiave per decidere, ma mai l’unico. Ad esempio occorre capire se la banca X offre il suo prodotto, e i relativi tassi, a tutti i potenziali investitori o solo ai clienti. E così via per gli eventuali costi, periodi di adesione, requisiti soggettivi, importi minimi e massimi di deposito, etc.
Ecco quanto fruttano 100 o 200 mila euro sul reddito fisso prima del 2026
Tra i bond emessi dal Dipartimento del Tesoro, invece, vi sarebbero tre potenziali alternative che illustriamo in ordine di durata residua.
Il BTP Tf 2,00% con ISIN IT0005127086 in scadenza il 1° dicembre oggi prezza a 100, cioè lo si compra alla pari. Pertanto l’incasso finale sarà dato dal prodotto tra il capitale investito e la differenza tra la cedola semestrale dell’1,00% e il rateo dello 0,63388% già maturato. Detta in termini di ritorni effettivi a scadenza, lo yield è dell’1,94% lordo annuo.
Il titolo senza cedola BOT Zc Dec25 che sarà rimborsato il 13/12/’25, tra 80 giorni scarsi, con matricola identificativa IT0005627853. Al momento prezza 99,597 centesimi per un rendimento effettivo a scadenza dell’1,92% (dati Borsa Italiana).
Infine il BTP Tf 3,5% con termine al 15 gennaio 2026, tra 4 e non 3 mesi, che passa di mano a 100,432 per uno yield del 2,01% annuo lordo.
Rispetto al CD il bond di Stato prevede spese di gestione bancaria ma “recupera” sulla ritenuta fiscale al 12,50% rispetto al 26% dei primi.