Quanto guadagnano i volontari di Esercito, Marina e Aeronautica?

Simone Micocci

11 Agosto 2026 - 13:03

Volontari delle Forze Armate, quanto prendono di stipendio (o meglio, di paga mensile)? Ecco le istruzioni per il calcolo e i nuovi importi dopo il recente rinnovo di contratto 2025-2027.

Quanto guadagnano i volontari di Esercito, Marina e Aeronautica?

Quanto guadagnano oggi i volontari di Esercito, Marina e Aeronautica?

Il percorso di arruolamento nelle Forze Armate è differente rispetto a quello previsto, in linea generale, per le Forze di Polizia, dove il superamento di un concorso e il conseguente posizionamento utile in graduatoria consentono di accedere direttamente a una carriera destinata a proseguire a tempo indeterminato.

Per Esercito, Marina e Aeronautica, invece, uno dei principali canali di ingresso passa ancora attraverso un periodo di servizio temporaneo come volontario.

Con la riforma introdotta dalla legge n. 119 del 2022, il precedente sistema basato sulle figure dei VFP1 e VFP4 è stato progressivamente sostituito dal nuovo modello 3+3: dal 1° gennaio 2023, infatti, è stata introdotta la figura del Volontario in Ferma Prefissata Iniziale (VFI), mentre dal 1° gennaio 2026 è operativa quella del Volontario in Ferma Prefissata Triennale (VFT), entrambe con durata triennale.

Si tratta quindi di un percorso che può richiedere almeno sei anni prima dell’accesso al servizio permanente, ed è per questo che diventa particolarmente importante capire quale sia il trattamento economico riconosciuto durante le due fasi.

Anche perché, come precisa la direttiva della Difesa, VFI e VFT sono militari in servizio temporaneo e il loro è un rapporto di servizio, non di impiego.

Ed è proprio questa specificità a rendere necessario distinguere la loro paga dallo stipendio riconosciuto al personale in servizio permanente.

Una distinzione che va tenuta presente anche quando si guarda al recente rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027: l’accordo, infatti, riguarda Esercito, Marina e Aeronautica, ma esclude espressamente dal proprio ambito di applicazione il personale volontario non in servizio permanente.

Ciò non toglie che i nuovi valori economici previsti per i diversi gradi rappresentino comunque un elemento importante per ricostruire il trattamento spettante ai volontari, come vedremo di seguito distinguendo quanto guadagna un VFI da quanto spetta invece a un VFT.

Come si calcola lo stipendio dei volontari?

Come prima cosa bisogna fare chiarezza su come viene calcolata la paga del personale volontario di Esercito, Marina e Aeronautica, distinguendo tra la componente fissa del trattamento economico e quella accessoria.

Nel dettaglio, per la parte fissa le regole cambiano a seconda della tipologia di ferma. Ai VFI, compresi quelli in rafferma, spetta una paga lorda giornaliera pari all’81,5% del valore giornaliero dello stipendio iniziale lordo e dell’indennità integrativa speciale previsti per il grado iniziale dei volontari in servizio permanente.

Per i VFT, invece, lo stipendio è calcolato nella misura dell’80% del parametro stipendiale spettante al grado iniziale dei volontari in servizio permanente; la stessa percentuale si applica agli assegni di carattere fisso e continuativo.

È per questo motivo che, pur essendo esclusi direttamente dall’ambito di applicazione del rinnovo contrattuale 2025-2027, gli aumenti riconosciuti al personale in servizio permanente finiscono per avere effetti anche sulla paga dei volontari: modificandosi il valore preso come riferimento per il calcolo, cresce di conseguenza anche l’importo risultante dall’applicazione delle suddette percentuali.

Per quanto riguarda invece la parte accessoria, ai VFI l’impiego oltre le normali attività giornaliere viene compensato attraverso un’indennità forfetaria, mentre per i VFT le ore eccedenti l’orario settimanale sono remunerate con il compenso per lavoro straordinario nella misura del 70% di quello previsto per il grado iniziale dei volontari in servizio permanente. Anche i compensi forfetari di guardia e di impiego spettanti ai VFT vengono calcolati nella misura del 70% dell’importo previsto per il grado di Graduato e gradi corrispondenti.

Infine, per le indennità operative la disciplina distingue ancora una volta le due categorie: ai VFI sono riconosciute, quando spettanti, nelle misure fisse previste dalla normativa, mentre per i VFT vengono calcolate prendendo come base l’80% dell’indennità di impiego operativo spettante al grado iniziale dei volontari in servizio permanente.

Quanto guadagnano, di fatto, i volontari delle Forze Armate?

Fatta chiarezza sui criteri di calcolo, possiamo vedere quanto guadagnano concretamente i volontari delle Forze Armate e, soprattutto, come cambia la loro paga per effetto del rinnovo contrattuale 2025-2027.

Per farlo prendiamo i valori dello stipendio del Graduato riportati nell’ipotesi di accordo e applichiamo le percentuali già considerate nel capitolo precedente. Si tratta quindi di una ricostruzione della componente fissa lorda, alla quale vanno poi aggiunti gli eventuali compensi accessori.

Nel 2025, il trattamento annuo lordo preso a riferimento per il Graduato è pari a 21.144,73 euro. Applicando le rispettive percentuali, per un VFI si arriva a circa 17.233 euro lordi l’anno, equivalenti mediamente a circa 1.436 euro lordi al mese; per un VFT, invece, la componente fissa è di circa 16.916 euro annui, ossia poco meno di 1.410 euro lordi mensili.

Dal 1° gennaio 2026 il valore di riferimento aumenta, con lo stipendio annuo lordo del Graduato che sale a 21.618,35 euro. Ne deriva una paga fissa di circa 17.619 euro lordi annui per il VFI, pari mediamente a 1.468 euro al mese, e di circa 17.295 euro per il VFT, ossia circa 1.441 euro mensili.

Un ulteriore incremento è previsto dal 1° gennaio 2027, quando lo stipendio annuo lordo del Graduato arriva a 21.840,43 euro. Applicando le stesse percentuali, la componente fissa raggiunge così circa 17.800 euro lordi annui per il VFI, equivalenti a circa 1.483 euro al mese, mentre per il VFT si arriva a circa 17.472 euro annui, ovvero circa 1.456 euro lordi mensili.

Interessante è soprattutto vedere quanto incide il rinnovo 2025-2027. L’accordo indica infatti per il Graduato un incremento mensile lordo di 47,36 euro dal 2025, che sale a 86,83 euro dal 2026 e raggiunge 105,34 euro dal 2027. Tradotto sulla paga dei volontari, a regime l’aumento della componente fissa è di circa 86 euro lordi al mese per un VFI e di circa 84 euro per un VFT rispetto ai valori precedenti al rinnovo.
A tal proposito, di seguito una tabella riepilogativa con il valore degli aumenti

Anno Stipendio Graduato di riferimento VFI annuo lordo VFI mensile lordo Incremento mensile VFI VFT annuo lordo VFT mensile lordo Incremento mensile VFT
2025 21.144,73€ circa 17.233€ circa 1.436€ circa 38,60€ circa 16.916€ circa 1.410€ circa 37,89€
2026 21.618,35€ circa 17.619€ circa 1.468€ circa 70,77€ circa 17.295€ circa 1.441€ circa 69,46€
2027 21.840,43€ circa 17.800€ circa 1.483 € circa 85,85€ circa 17.472€ circa 1.456€ circa 84,27€

Va comunque precisato che il confronto tra VFI e VFT non può fermarsi alla sola componente fissa e continuativa. Come visto, infatti, applicando le rispettive percentuali al parametro di riferimento, la paga base del VFT può risultare leggermente inferiore rispetto a quella del VFI. La differenza, però, va letta insieme alla diversa disciplina del trattamento accessorio.

Per i VFT, infatti, il lavoro eccedente l’orario settimanale è regolato secondo criteri più vicini a quelli previsti per il personale in servizio permanente e, per determinate attività di impiego e per i turni di guardia, può essere riconosciuto un compenso forfetario pari al 70% di quello spettante al Graduato e gradi corrispondenti. I VFI, invece, per l’attività svolta oltre il normale orario di servizio ricevono una specifica indennità forfetaria mensile.

Di conseguenza, una paga fissa leggermente più bassa non significa necessariamente che il VFT guadagni meno nel complesso: la retribuzione effettiva dipende anche dai servizi svolti e dalle voci accessorie maturate nel corso del mese. È quindi più corretto considerare gli importi della tabella come un confronto della sola parte fissa, mentre il totale effettivamente percepito può essere diverso da caso a caso.