Forze Armate, a luglio viene pagato il FESI riferito ai servizi resi nel 2025. Ecco una guida utile al calcolo dell’importo.
È ufficiale: il FESI 2025 sarà pagato a luglio. La cosiddetta “produttività” delle Forze Armate, finanziata dal Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali, verrà quindi riconosciuta agli appartenenti a Esercito, Marina e Aeronautica, probabilmente con l’emissione ordinaria del prossimo mese (per quanto questo nodo vada ancora sciolto).
A confermarlo è il sindacato militare Aspmi, che ci ha fornito anche le indicazioni utili per chiarire a chi spetta il FESI 2025 e quali sono le regole da seguire per il calcolo dell’importo.
I criteri di assegnazione, infatti, vengono definiti annualmente attraverso la contrattazione di secondo livello con le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari rappresentative: un passaggio al quale Aspmi ha partecipato, discutendo e sottoscrivendo l’accordo insieme alle altre sigle.
Per molti appartenenti alle Forze Armate si tratta, di fatto, di una sorta di “quattordicesima”, anche se il meccanismo di calcolo è diverso rispetto a quello previsto per altri lavoratori.
L’importo riconosciuto dipende infatti dai servizi resi nel corso del 2025, dal grado rivestito, dalle giornate utili e dalle eventuali maggiorazioni previste per specifiche condizioni di impiego o qualifiche.
Alla luce del decreto ministeriale di ripartizione delle risorse del FESI 2025, abbiamo quindi preparato una guida per aiutare il personale interessato a capire chi riceverà il pagamento a luglio e come farsi un’idea dell’importo spettante, in attesa dell’accredito sul cedolino.
A chi spetta il FESI 2025
Partiamo dal fare chiarezza su chi sono i beneficiari del FESI 2025.
Nel dettaglio, il decreto ministeriale stabilisce che le risorse del Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali relative all’anno 2025 sono destinate al personale militare in servizio permanente appartenente a Esercito italiano, Marina militare - compreso il Corpo delle Capitanerie di porto - e Aeronautica militare.
Nel dettaglio, il compenso riguarda il personale non dirigente compreso dal grado di Graduato fino a quello di Capitano, e gradi corrispondenti.
Sono esclusi anche coloro che si trovano in ausiliaria o in riserva, salvo il caso in cui siano stati richiamati in servizio. In quest’ultima ipotesi, infatti, il compenso può essere riconosciuto limitatamente ai periodi di effettivo richiamo.
C’è poi un altro requisito fondamentale da rispettare. Per avere diritto al FESI, il personale interessato deve aver riportato nel corso del 2025, come ultima valutazione caratteristica, almeno la qualifica di “superiore alla media”. Laddove non sia invece presente una scheda valutativa con qualifica finale, possono essere considerati anche rapporti informativi o documenti equivalenti riferiti allo stesso periodo, purché contengano un giudizio equiparabile, rimesso alla valutazione del Comandante di corpo.
Il decreto prevede inoltre alcune cause ostative: ad esempio, non spetta al personale che, nel periodo di riferimento, sia stato destinatario di una sospensione precauzionale dall’impiego o di una sanzione disciplinare di stato.
Come si calcola l’importo del FESI 2025
A questo punto bisogna capire come viene determinato l’importo.
Il decreto ministeriale prevede un meccanismo di calcolo che tiene conto principalmente di tre elementi: il grado rivestito, le giornate di servizio effettivo svolte nel 2025 e le eventuali maggiorazioni riconosciute in presenza di particolari condizioni di impiego, qualifiche o anzianità.
La base di partenza è l’importo annuo lordo pro capite previsto per ciascun grado, con riferimento al grado rivestito al 31 dicembre 2025. Su questa cifra vengono poi applicate le riduzioni o le maggiorazioni previste dal decreto.
A titolo di esempio, gli importi annui lordi di partenza sono:
- Capitano: 874,00 euro;
- Tenente: 866,33 euro;
- Sottotenente: 836,80 euro;
- Primo Luogotenente: 904,66 euro;
- Luogotenente: 885,29 euro;
- 1° Maresciallo: 855,21 euro;
- Maresciallo Capo: 834,72 euro;
- Maresciallo Ordinario: 819,76 euro;
- Maresciallo: 805,67 euro;
- Sergente Maggiore Aiutante: 833,34 euro;
- Sergente Maggiore Capo: 816,75 euro;
- Sergente Maggiore: 799,23 euro;
- Sergente: 787,07 euro;
- Graduato Aiutante: 805,06 euro;
- 1° Graduato: 791,25 euro;
- Graduato Capo: 787,07 euro;
- Graduato Scelto: 784,49 euro;
- Graduato: 780,80 euro.
Ricordiamo però che l’importo FESI viene rapportato alle giornate di servizio effettivo prestate nel corso del 2025. A tal proposito, viene premiata la presenza, attraverso la previsione di fasce diverse a seconda delle giornate utili maturate nell’anno:
- con meno di 70 giornate non si ha diritto al compenso;
- da 70 a meno di 140 giornate si applica una riduzione del 25%;
- da 140 a meno di 155 giornate si applica una maggiorazione del 5%;
- da 155 a meno di 170 giornate si applica una maggiorazione del 10%;
- da 170 a meno di 185 giornate si applica una maggiorazione del 20%;
- da 185 a meno di 200 giornate si applica una maggiorazione del 30%;
- da 200 giornate in su si applica una maggiorazione del 38%.
Al calcolo base possono poi aggiungersi ulteriori maggiorazioni. Una riguarda, ad esempio, il personale in servizio presso le strutture di vertice con sede nel Comune di Roma, indicate dal decreto, a condizione che nel 2025 siano state prestate almeno 140 giornate di servizio effettivo presso tali strutture. In questo caso spetta un importo aggiuntivo differenziato in base al grado.
Sono previste anche maggiorazioni per il personale con qualifica apicale e per alcuni gradi. In particolare, al personale con qualifica apicale, compreso il grado di Capitano e gradi corrispondenti, spetta una maggiorazione pari al 18% del compenso annuo lordo.
Per alcuni gradi apicali sono invece riconosciuti incrementi fissi:
- 1° Graduato: 18,00 euro annui lordi;
- Sergente Maggiore Capo: 22,00 euro annui lordi;
- Luogotenente: 26,00 euro annui lordi.
Un’ulteriore maggiorazione fissa di 18 euro annui lordi spetta anche al personale con il grado di Graduato Scelto e Graduato Capo, o gradi corrispondenti, che al 1° gennaio 2025 abbia almeno 17 anni di servizio.
Le maggiorazioni previste dal decreto sono cumulabili tra loro. L’importo finale può quindi aumentare nel caso in cui il militare rientri contemporaneamente in più condizioni che danno diritto agli incrementi.
Bisogna infine ricordare che per alcune categorie valgono regole particolari.
Ad esempio, per il personale turnista impiegato in lavoro continuativo sulle 24 ore, con articolazione su 7 giorni settimanali, il compenso viene calcolato considerando una giornata utile ogni sette ore di servizio prestato.
Per il personale inviato in missione per attività addestrativa o operativa, invece, sono considerate utili anche le giornate festive e non lavorative in cui viene percepita l’indennità di missione. Lo stesso vale per le giornate remunerate con compenso forfettario di impiego, compenso forfettario di guardia o lavoro straordinario.
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