Hai rotto lo schermo del tuo smartphone e non sai cosa fare? Ecco quali sono i costi che potresti affrontare per la riparazione e i tempi necessari.
A chi non è mai capitato di far cadere il telefono e di ritrovarsi schermo crepato o, ancora peggio, con il touchscreen che non risponde più? Si tratta di uno degli incidenti più comuni, ma anche uno dei più costosi per la riparazione. Questo perché il display rappresenta la componente più cara dell’intero dispositivo.
Prima ancora di portare il telefono al primo negozio di riparazione disponibile, devi considerare quello che andrai a pagare tra ricambio originale o compatibile, centro autorizzato o laboratorio indipendente. E soprattutto, se conviene ripararlo piuttosto che cambiare telefono.
In questa guida, ti segnaliamo tutti i prezzi aggiornati, quali schermi si possono riparare, cosa valutare prima di scegliere dove farlo, i tempi di attesa e ogni altra informazione che può tornarti utile.
Quali schermi si possono riparare
Qualsiasi schermo dello smartphone è riparabile, a patto che la scheda madre e i componenti interni non abbiano subito danni collaterali. Per esempio, dopo un contatto con i liquidi. Oggi esistono due grandi interventi:
- Sostituzione del vetro esterno: possibile sui modelli meno recenti, dove il vetro è incollato separatamente dal pannello sottostante. È l’intervento più economico ma riguarda un numero minore di device;
- Sostituzione del modulo display completo: è la soluzione più diffusa sugli smartphone moderni, compresi gli iPhone e la maggior parte dei Samsung Galaxy. Costa di più ma garantisce il risultato più affidabile. Comprende vetro, touchscreen e pannello OLED/LCD.
Sugli iPhone e sui Samsung Galaxy di fascia alta, il display integra anche sensori delicati come il Face ID, il True Tone e il sensore di prossimità, che vanno trasferiti o ricalibrati correttamente durante la riparazione. Questo è uno dei motivi per cui la manodopera incide sul prezzo. Anche i dispositivi pieghevoli sono riparabili, ma richiedono componenti più costosi e complessi da installare.
Cosa valutare prima di riparare il telefono
Prima di scegliere dove far riparare lo schermo, conviene tenere conto di alcuni fattori. A partire dal tipo di danno, se solo il vetro è crepato ma il touch e l’immagine funzionano bene i costi sono più bassi. Discorso diverso se ci sono righe, macchie o se il touchscreen non risponde.
Controlla la garanzia. Se hai ancora quella standard, legale di 24 mesi come previsto dal Codice del Consumo, hai coperti solo i difetti di fabbrica e non quelli accidentali come cadute o urti. Discorso diverso per chi ha sottoscritto AppleCare+, Samsung Care+ o una polizza kasko dedicata;
Per i ricambi, quelli originali garantiscono piena compatibilità con funzioni come FaceID e True Tone su iPhone, ma costano di più. I ricambi compatibili di buona qualità di grado A costano il 30-50% in meno e oggi offrono prestazioni molto simili.
Prima di fare la sostituzione dello schermo, ricorda di effettuare un backup dei dati per non perdere nulla. Diffida dai prezzi troppo bassi e sotto la media di mercato, spesso sono sintomo di componenti scadenti o di assenza di garanzia sull’intervento.
I centri seri offrono da un minimo di 90 giorni fino a 12 mesi di garanzia sul pezzo installato e sulla manodopera. Va sempre richiesta per iscritto.
Ma quindi, conviene riparare o cambiare il telefono? Una regola pratica diffusa tra i tecnici prevede che, se il costo della riparazione supera il 50% del valore residuo del dispositivo, allora conviene valutare un ricondizionato o il cambio del telefono.
Quali sono i tempi di riparazione
I tempi di riparazione dipendono dal canale scelto. Se ti affidi ad Apple tramite Genius Bar o un centro assistenza autorizzato, spesso in giornata il lavoro viene concluso (se il pezzo è disponibile in sede). Per posta, bisogna attendere generalmente tra i 3 e i 7 giorni lavorativi, ma chi ha AppleCare+ può godere della Sostituzione Express ricevendo un dispositivo sostitutivo ancor prima di spedire il proprio.
Samsung, con Smart Repair, offre un servizio di ritiro e riconsegna gestito direttamente dall’azienda, che richiede in media qualche giorno lavorativo dopo il ritiro del dispositivo.
Per i centri indipendenti e multimarca, l’intervento vero e proprio richiede in genere circa un’ora se effettuato in negozio. Con servizio di ritiro e consegna a domicilio, invece, molti operatori restituiscono il telefono entro 24-48 ore.
Quanto costa riparare lo schermo
Per ciò che riguarda i costi, è bene fare una distinzione in base al tipo di dispositivo. Per gli iPhone, Apple pubblica un costo di riparazione fuori garanzia diverso per ogni modello. Si parte da circa 130 euro per i modelli entry level fino a superare i 400-500 euro per i Pro Max più recenti, IVA e possibile contributo di spedizione inclusi.
Chi possiede AppleCare+ paga invece una franchigia fissa di 29 euro per qualsiasi danno al solo schermo, indipendentemente dal modello, sia che si rivolga ad Apple sia ad un Centro Assistenza Autorizzato Apple.
I centri di riparazione indipendenti applicano generalmente tariffe più contenute, con ricambi OLED compatibili di buona qualità. Si parte da 70-90 euro per iPhone SE/8 o simili, 120-150 euro per iPhone 11 o 12, 170-200 euro per iPhone 13/14, 250-330 euro per i modelli Pro Max più recenti con ricambio originale o di alta gamma.
Per quanto riguarda i Samsung Galaxy, secondo il servizio ufficiale Smart Repair, viene applicato un prezzo calcolato tramite configuratore online in base al modello e al tipo di danno, comprensivo di IVA e di trasporto con ritiro e riconsegna.
Nei centri di assistenza autorizzati, i prezzi medi per la sostituzione dello schermo si aggirano intorno ai 100-150 euro per la serie Galaxy A di fascia media, salgono a 200-300 euro per le serie Galaxy S e Note di fascia alta, e possono superare questa cifra per i modelli pieghevoli Galaxy Z Fold e Flip, i cui display sono più complessi e costosi da sostituire.
Per altri brand Android come Xiaomi, Oppo, Huawei e Google mancano listini ufficiali pubblici e dettagliati. I centri multimarca applicano generalmente prezzi compresi tra i 50 e i 150 euro per i modelli di fascia media, con punte superiori per i top di gamma con schermi OLED curvi o pieghevoli.
Come funziona la garanzia legale
La garanzia legale di conformità di 24 mesi, prevista dal Codice del Consumo, tutela contro i difetti di fabbricazione, non contro i danni accidentali. Una caduta che rompe lo schermo non rientra dunque nella garanzia legale né in quella del produttore, salvo che il rivenditore o il centro assistenza accertino un difetto di progettazione preesistente.
A partire dal 31 luglio 2026 entra in vigore in tutta l’Unione Europea, Italia compresa, la direttiva sul diritto alla riparazione, che introduce obblighi ulteriori rispetto alla garanzia legale.
I produttori dovranno garantire la riparabilità dei dispositivi, smartphone inclusi, anche fuori garanzia, a un prezzo ragionevole e con parti di ricambio disponibili per un periodo prolungato. Salvo i casi in cui la riparazione risulti tecnicamente impossibile.