Quale futuro per la tua azienda post COVID-19? Rispondi a queste 3 domande

Quale sarà il futuro della tua azienda una volta terminata la pandemia? Per scoprirlo basta rispondere a 3 domande secondo Mike Kappel.

Quale futuro per la tua azienda post COVID-19? Rispondi a queste 3 domande

Quale sarà il futuro delle aziende nel periodo post COVID-19? Nel corso della pandemia diverse aziende si sono trovate a dover affrontare una situazione mai vissuta prima. Diversi imprenditori si sono posti delle domande per riadattare il loro business alla nuova situazione. Sebbene la crisi economica causata dal coronavirus abbia inficiato negativamente sul bilancio di moltissime aziende, la situazione pandemica è stata anche l’occasione per attuare e introdurre dei nuovi processi all’interno delle aziende che fino a quest’anno non venivano considerati.

Le conseguenze del coronavirus, che ha stravolto l’asset di molte società, potrebbero avere anche delle ripercussioni sul futuro di alcune società, portando a dei cambiamenti perenni e duraturi per capire quali potrebbero essere basta rispondere ad alcune domande. Ecco quali sono secondo l’imprenditore Mike Kappel:

1 Dovrei attuare lo smartworking per sempre?

La crisi pandemica ha portato il 31% delle aziende a introdurre lo smart working, questa pratica, almeno in Italia, era poco diffusa, ma se la gestione del lavoro con questa modalità è comunque riuscita a portare i suoi risultati, dovresti chiederti se sia il caso di mantenerla anche una volta che il distanziamento sociale non sarà più necessario.

Per capire se lo smart working è la soluzione adatta al tuo business basterà interrogarti su alcune specifiche questioni come ad esempio:I livelli di produttività della mia azienda sono scesi? È possibile mantenerla per un periodo di tempo più lungo? Cosa ne penseranno i miei dipendenti? Cosa ne penseranno i miei clienti?

Lo smart working, o lavoro da remoto, ha diversi vantaggi, ad esempio offre ai dipendenti una maggiore flessibilità, e permette di assumere persone da ogni parte del mondo non necessitando della presenza fisica in ufficio e permette di ridurre le spese generali. Tuttavia, come ogni altra cosa, ha anche dei lati negativi, ossia la riduzione della comunicazione tra i dipendenti, l’aumento dei rischi per la sicurezza e la difficoltà di mantenerlo per molto tempo.

2 Come posso prepararmi per le emergenze future?

Il coronavirus ci ha insegnato che le emergenze possono accadere, proprio per questo motivo è necessario elaborare delle linee guida che permettano di gestire le emergenze in qualsiasi momento, senza bisogno di prepararsi.

Seguendo uno specifico protocollo sarà più semplice gestire il momento di emergenza, sia che si tratti di una pandemia, un disastro naturale o qualsiasi altra situazione imprevista. Da un punto di vista della comunicazione ad esempio si dovrà avere bene in mente il modo in cui si comunicherà con i dipendenti, chi sarà necessario contattare e come dovrà essere organizzato il lavoro.

3 Quali sono i punti di forza e le debolezze della mia azienda?

La crisi sanitaria ha mostrato diverse falle nell’organizzazione delle attività e nella gestione di molte imprese, ma ha anche messo in evidenza diversi punti di forza. Per capire qual è il cavallo su cui puntare basterà chiedersi cosa sta facendo bene l’azienda e cosa la rende migliore rispetto ai competiror. Per le debolezze invece basterà interrogarsi su come poter migliorare le procedure inefficaci o quelle troppo costose sia in termini economici che di tempo.

Analizzando queste punti sarà possibile attuare dei cambiamenti organizzativi che permettano all’azienda di esaltare i punti di forza e colmare e rendere più efficienti i punti di debolezza.

Fonte: Entrepreneur

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