Il petrolio è affondato sui minimi di 18 anni: che sta succedendo alle quotazioni?

Il prezzo del petrolio sta affondando: cosa sta succedendo alle quotazioni di WTI e Brent?

Il petrolio è affondato sui minimi di 18 anni: che sta succedendo alle quotazioni?

Il prezzo del petrolio si è letteralmente inabissato sui minimi di 18 anni in quella che è già risultata una giornata drammatica sia per la quotazione del WTI che per quella del Brent.

Ancora una volta il greggio è stato trascinato nel baratro dai timori generalizzati del mercato, gli stessi che oggi hanno fatto crollare le Borse mondiali.

Al centro del dibattito sono finiti ancora una volta il coronavirus e il suo impatto globale. Il prezzo del petrolio ha nuovamente scontato le preoccupazioni generalizzate e ha messo a segno flessioni che hanno lasciato a bocca aperta.

Prezzo del petrolio affonda: che succede?

Sia la quotazione del WTI che quella del Brent hanno registrato flessioni a doppia cifra percentuale nella giornata di oggi, mercoledì 18 marzo, e si sono riportate rispettivamente sui minimi del 2002 e del 2003.

In entrambi i casi, la forte flessione del prezzo del petrolio è stata determinata ancora una volta dal coronavirus e dai timori riguardanti l’impatto e la diffusione della pandemia globale.

Più nello specifico, i ripetuti avvertimenti relativi all’arrivo di una recessione mondiale hanno continuato a pesare sull’outlook riguardante la domanda, sia nel breve che nel lungo termine.

Una situazione, questa, alla quale non hanno certamente giovato i recenti fallimenti dell’OPEC+. All’inizio del mese i Paesi produttori interni ed esterni al Cartello non sono riusciti a trovare un accordo sull’introduzione di nuovi tagli all’output.

Già in quell’occasione il prezzo del petrolio ha imboccato la via del ribasso, ma il vero e proprio tracollo delle quotazioni è avvenuto pochi giorni dopo, quando l’Arabia Saudita ha minacciato la sua intenzione di tornare a pompare a pieno regime aprendo le porte a una vera e propria guerra con la Russia. WTI e Brent hanno lasciato sul campo più di 30 punti percentuali ciascuno, trascinando nel baratro il resto dei mercati finanziari.

Oggi, poi, c’è stato il nuovo crollo. L’attuale intesa sui tagli alla produzione (quella che l’OPEC avrebbe voluto rinforzare) scadrà a fine marzo. Senza un rinnovo o un’estensione della stessa i Paesi potranno tornare a produrre a pieno regime con ovvie ripercussioni sul prezzo del petrolio.

Per Goldman Sachs le cose potrebbero persino peggiorare nella media del secondo trimestre (marzo-maggio). In questo arco di tempo, hanno affermato gli esperti, la quotazione del WTI e quella del Brent potrebbero arrivare intorno ai $20 al barile.

“Le perdite della domanda nel complesso sono ormai senza precedenti,”

ha dichiarato Jeffrey Currie, global head of commodities research della banca.

Al momento in cui si scrive, il prezzo del petrolio Brent e la quotazione del WTI stanno crollando rispettivamente su quota $27 e su quota $24,7.

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