Perché il Bitcoin è affondato sotto gli $8.000

Perché il prezzo del Bitcoin è affondato sotto gli 8.000 dollari assieme al resto del comparto? Le quotazioni delle criptovalute sono tornate sotto il controllo degli orsi

Perché il Bitcoin è affondato sotto gli $8.000

Il prezzo del Bitcoin si è nuovamente inabissato sotto gli $8.000 nelle ultime ore di trading.

Anche le quotazioni delle criptovalute sue colleghe hanno fatto altrettanto e sono tornate a scambiare in preda alla debolezza.

La capitalizzazione complessiva del mercato ha profondamente risentito di questi ribassi generalizzati e nell’arco di poche ore ha bruciato 20 miliardi di dollari passando da quota $271 miliardi a quota $251 miliardi. Tra i peggiori performer del comparto sicuramente il citato prezzo del Bitcoin, che dopo esserci avvicinato ai $9.000 ha ingranato la retromarcia arrivando a perdere più del 7%.


La quotazione del BTCUSD nell’ultima settimana. All’estrema destra del grafico l’odierno tonfo della criptovaluta

Prezzo del Bitcoin affonda: che succede

Nell’arco di pochissime ore, la criptovaluta più famosa al mondo ha bruciato più di mille dollari. Non è andata meglio al resto delle quotazioni virtuali, che hanno messo a segno rossi compresi tra il 3% e il 12% circa.

Secondo alcuni osservatori, a determinare la flessione del prezzo del Bitcoin sono state le mosse di una cosiddetta balena che ha prima venduto e poi (dopo il tonfo) ricomprato una grande quantità di BTC guadagnando potenzialmente diversi milioni di dollari.

Stando a quanto emerso nelle ultime ore, questo big player ha spostato 25.000 Bitcoin (corrispondenti a oltre $200 milioni) da un portafoglio virtuale all’exchange californiano Coinbase. Poi ha mosso altri 14.000 BTC ($112 milioni) dalla piattaforma a un altro portafoglio e poi ancora ulteriori 11.000 coin ($88 milioni).

In sintesi: la balena ha venduto 25 mila BTC a $215 milioni e li ha ricomprati immediatamente (dopo il tonfo delle quotazioni) a $200 milioni per un introito di circa 15 milioni di dollari.

Una mossa sicuramente audace che ha però avuto un impatto evidente sul prezzo del Bitcoin e sulle quotazioni delle criptovalute restanti. L’Ethereum, solo per fare un esempio, è scivolato nuovamente sui $244 (dagli oltre $260 di ieri), mentre Ripple si è riportata intorno a $0,40 (da circa $0,44).

Tra le altcoin, invece, EOS ha registrato perdite a doppia cifra percentuale ma non è stata la sola.

Al momento in cui si scrive il comparto sta continuando a scambiare in rosso. Il prezzo del Bitcoin sta ancora perdendo più del 7% e si sta aggirando intorno ai $7.900.

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