Criptovalute, quanto costa entrare nel nuovo regime MiCAR?

Redazione Crypto

2 Dicembre 2025 - 14:19

La nuova struttura contributiva Consob ridisegna l’accesso al mercato regolato MiCAR. Ecco tutti i costi per gli operatori del settore crypto.

Criptovalute, quanto costa entrare nel nuovo regime MiCAR?

L’attuazione italiana del quadro MiCAR entra nel vivo con la definizione puntuale dei contributi di vigilanza dovuti dai soggetti che operano nel settore delle cripto-attività.

La delibera Consob n. 23700 inserisce infatti prestatori di servizi, emittenti e offerenti nel perimetro della contribuzione previsto dall’art. 40 della legge 724/1994, introducendo costi fissi legati alle diverse fasi di autorizzazione e notifica.

Al centro del nuovo assetto c’è il contributo previsto per i Prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP) che presentano istanza di autorizzazione ai sensi del regolamento (UE) 2023/1114 e del d.lgs. 129/2024. Per questa categoria la misura è chiara e immediata:

  • 20.000 euro per ciascuna istanza, da versare contestualmente alla presentazione della domanda secondo le modalità dell’art. 4 della delibera. Si tratta di un importo che anticipa l’ingresso nel sistema MiCAR e che, di fatto, rappresenta la prima vera barriera economica al nuovo mercato regolamentato.

Accanto ai CASP, la delibera definisce i contributi per chi interagisce con Consob tramite la notifica o la modifica dei white paper relativi alle cripto-attività “other than”. In particolare:

  • 3.000 euro per ogni notifica di white paper;
  • 1.000 euro per ogni modifica del documento.

Anche in questo caso il pagamento avviene al momento della presentazione della notifica, seguendo le procedure previste dall’art. 4, comma 1.

Un contributo dello stesso importo è previsto per i soggetti autorizzati all’emissione, offerta al pubblico o ammissione alle negoziazioni degli ART (asset-referenced tokens). Per queste attività regolamentate dal d.lgs. 129/2024 gli importi sono:

  • 3.000 euro per ogni autorizzazione o approvazione del white paper;
  • 1.000 euro per ogni modifica approvata.

Il versamento, in questo caso, avviene a seguito del rilascio del provvedimento da parte di Consob.
Se il quadro contributivo appare coerente con le logiche di autofinanziamento della vigilanza, l’effetto sul settore crypto potrebbe rivelarsi più profondo. La soglia dei 20.000 euro “upfront” per i CASP rischia infatti di pesare soprattutto sugli operatori emergenti, spingendoli a valutare alternative tra Stati membri dove il costo d’accesso può risultare più contenuto. Una dinamica, questa, che potrebbe alimentare fenomeni di forum shopping e incidere sulla competitività del mercato italiano.
La delibera disciplina inoltre la fase transitoria: per le istanze presentate prima dell’entrata in vigore del provvedimento — anche se già autorizzate — il pagamento dei contributi dovrà avvenire entro il 15 dicembre 2025, rendendo la contribuzione applicabile anche retroattivamente sul piano economico.

Infine, la Consob chiarisce che i termini di pagamento hanno carattere obbligatorio. Il mancato versamento comporterà infatti l’avvio delle procedure di riscossione coattiva, con applicazione degli interessi di mora previsti dalla normativa.
Con MiCAR, insomma, la regolamentazione del settore crypto si avvia verso una maggiore strutturazione — ma non senza costi significativi per gli operatori che intendono muoversi all’interno del nuovo perimetro autorizzativo.