Previsioni PIL, deficit e debito. Ecco cosa prevede il DFP (l’ex DEF) 2026

Laura Naka Antonelli

22 Aprile 2026 - 14:46

Il ministro dell’Economia sfida l’UE su gestione conti pubblici: “Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei”. Ai pazienti non possiamo dare l’aspirina.

Previsioni PIL, deficit e debito. Ecco cosa prevede il DFP (l’ex DEF) 2026

Debito, deficit, PIL dell’Italia: tutte le nuove previsioni del governo Meloni sul 2026 e oltre sono state comunicate oggi, 22 aprile 2026, con il DFP, Documento di Finanza Pubblica, ex DEF, appena annunciato.

L’altro verdetto - quello dell’Eurostat - è già arrivato, confermando la doccia fredda arrivata dall’Istat, ovvero un rapporto deficit-PIL al 3,1% nel 2025, che fa permanere l’Italia di Meloni nella procedura di infrazione per deficit eccessivo avviata dall’UE nel 2024.

CDM approva DFP (ex DEF). Governo Meloni taglia previsioni PIL 2026-2027-2028

Così il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, nella conferenza stampa seguita al CDM, che ha approvato il Documento di Finanza Pubblica (ex DEF):

“Nel DFP in sintesi abbiamo adeguato il PIL per il 2026 e 2027, che scende nel 2026 da 0,7 a 0,6, nel 2027 dal 0,8 a 0,6 e nel 2028 da 0,9 a 0,8”.

Il downgrade del PIL, dunque, c’è stato anche da parte del governo Meloni, dopo che diverse erano state le istituzioni finanziarie che avevano tagliato le stime precedentemente elaborate.

Reuters aveva commentato il downgrade atteso, scrivendo che il PIL dell’Italia è destinato a riportare una crescita del PIL inferiore all’1%, più precisamente da zero virgola, per cinque anni consecutivi, nel periodo 2023-2027, nonostante i flussi di miliardi di euro arrivati con il PNRR.

Giorgetti in conferenza stampa su previsioni futuro. “Chiedetelo a Trump”

Così Giorgetti a chi lo ha interpellato sui contenuti del Documento di Finanza Pubblica, rispondendo a chi gli ha chiesto se la prossima legge di bilancio potrebbe essere espansiva:

A chi mi chiede cosa prevedo rispondo: chiedetelo a Trump. Se pensate che il ministro delle Finanze italiane sia in grado di fare una previsione corretta sull’andamento economico dei prossimi 6-10 mesi mi sa che siete fuori strada. Io prendo atto di decisioni e situazioni che stanno ben oltre il governo italiano”.

Giorgetti ha aggiunto che “ la manovra sarà adeguata alle situazioni del momento ”, avvertendo che “se non facciamo nulla mentre aumentano energia, carburanti, inflazione non posso dire non è cambiato niente. Cadrei nell’errore che rimprovero ad altri”.

La verità è che “ dobbiamo prendere atto di una situazione nuova ”, motivo per cui, “ho chiesto che venissero fatti scenari, anche a livello internazionale, favorevoli, sfavorevoli, avversi”.

Le previsioni del DFP ex DEF su deficit, spesa netta, debito-PIL

Per quanto riguarda il rapporto deficit-PIL, il governo Meloni ha deciso comunque di insistere su una previsione che lo vede inferiore alla soglia del 3%

La revisione al rialzo c’è comunque stata: il deficit-PIL del 2026 è atteso ora al 2,9% (rispetto al 2,8% previsto in precedenza), mentre per il 2027 si punta a un rapporto pari al 2,8%, rispetto al 2,6% messo in conto in precedenza, nel 2028 l’upgrade ha portato le attese a salire dal 2,3% a 2,5%.

Il tasso di crescita della spesa netta peggiora dal 1,3% a 1,9% nel 2025 e confermato a 1,6% nel 2026.

Riguardo al debito-PIL, le previsioni sono di un rapporto pari al 137,1% nel 2025, 138,6% nel 2026, 138,5% nel 2027.

Pericolo per BTP e spesa interessi? Giorgetti fa riferimento a possibile impatto rialzi tassi BCE

Giorgetti ha tenuto a fare alcune precisazioni, rispondendo alle domande che gli sono state poste in conferenza stampa:

Non siamo in circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale, quindi le previsioni contenute nel documento e validate dall’UPB inevitabilmente sono già oggi discutibili e nelle prossime settimane meritevoli di ulteriori approfondimenti, adeguamenti ed aggiornamenti”.

Riguardo al possibile impatto negativo che la permanenza dell’Italia nella procedura di infrazione per deficit eccessivo potrebbe avere sul giudizio delle agenzie di rating, dunque sui Titoli di Stato italiani (BTP) e sulle spese per interessi, Giorgetti ha ricordato che le agenzie “conoscono perfettamente la situazione, hanno perfettamente anche coscienza di quello che sta avvenendo a livello globale per quanto riguarda la crescita, quindi il confronto è sempre assolutamente tranquillo e sereno su quello che è l’andamento della finanza pubblica”.

Detto questo, ha continuato Giorgetti: “Certamente quello che sta succedendo non agevola le prospettive: in particolare, qualora aumentassero le aspettative di inflazione e di una stretta di politica monetaria (rialzo dei tassi da parte della BCE), si manifesterebbe un circolo vizioso a danno di imprese, famiglie, stati sovrani ”.

Il titolare del Tesoro ha sfidato inoltre l’Unione europea sottolineando che, se Bruxelles non interverrà in modo comune, l’Italia potrebbe muoversi da sola:

Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei ”.

Il ministro ha sottolineato di fatto che, parlando con i colleghi, emerge che “ in tanti si trovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo , in tanti condividiamo lo stesso modo di vedere la situazione. E quindi abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti che dobbiamo curare. E non possiamo dargli l’aspirina ”.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.