Se la crisi si prolunga, anche l’Italia potrebbe arrivare a limitare la circolazione: lo scenario di un nuovo lockdown è sempre più vicino.
Dall’inizio dell’operazione Ruggito del Leone, nome in codice per la guerra lanciata da Israele e Stati Uniti verso l’Iran, è ormai passato più di un mese.
Sul piano tattico militare, nonostante la rapida eliminazione dei vertici politico-militar-religiosi nelle primissime fasi a partire dalla guida suprema Khāmeneī, passando per il ministro della difesa Nasirzadeh ed il generale Larijani, non sembra vi siano progressi particolari. Tanto che non sembra escluso anche lo sbarco di qualche migliaio di marines per conquistare l’isola di Kharg – snodo centrale per i prodotti petroliferi iraniani. Extrema ratio, assieme alla distruzione delle infrastrutture elettriche e dei desalinizzatori promessa da Trump se il regime non scenderà a patti.
Fatto sta che, come spesso accade, quella che doveva essere una guerra lampo o quasi sta iniziando a procrastinarsi oltre le 4-5 settimane inizialmente considerate per auspicare un regime change o quantomeno una sua nuova versione più moderata, stile Venezuela.
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