Poste Italiane ha acquisito il 49% del capitale di PagoPA dal ministero del Tesoro in un’operazione dal valore di circa 500 milioni di euro. Il resto va all’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato.
Poste Italiane diventa proprietaria di PagoPA. La piattaforma digitale che semplifica i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione è stata ceduta dal ministero dell’Economia in un’operazione dal valore di circa 500 milioni di euro. Poste Italiane (PT) deterrà il 41% del capitale, mentre il restante 51% andrà all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).
L’acquisizione, resa possibile dalla legge 56-2024 del decreto PNRR, è adesso in attesa della delibera finale da parte dell’Antitrust. In una nota diffusa da Poste Italiane, la società ha ha definito l’operazione come un processo concepito per “generare valore per l’Italia e per Poste Italiane, attraverso il rafforzamento del processo di trasformazione digitale e il miglioramento dell’esperienza dei cittadini”.
I dettagli dell’operazione
La perizia sulla società è stata affidata dal ministero a KPMG, che già da tempo aveva delimitato l’intervallo di valori entro cui collocare l’intesa economica tra le parti. L’operazione prevede un esborso iniziale di 400 milioni di euro a favore del Tesoro, a cui si aggiungerà una componente variabile di circa 100 milioni, subordinata ai risultati futuri. Il pagamento differito dovrebbe maturare in un arco temporale non inferiore a 6 mesi e ricalca uno schema tipico di earn out, pensato per correggere il prezzo finale alla luce di eventuali criticità non emerse in fase di valutazione o, al contrario, di performance migliori del previsto.
Dal lato del Poligrafico, l’acquisizione viene inquadrata come una scelta strategica mirata a rendere più efficiente l’ecosistema dei servizi digitali pubblici, dall’identità elettronica ai pagamenti, oltre a sostenere lo sviluppo del sistema IT-Wallet sotto il coordinamento del Dipartimento per la trasformazione digitale:
“Si tratta di un investimento di natura strategica con l’obiettivo di efficientare e semplificare la gestione dei servizi digitali pubblici, dall’identità ai pagamenti e sviluppare il Sistema IT-Wallet coordinato dal dipartimento per la Trasformazione digitale. IT-Wallet è la soluzione tecnologica con cui lo Stato italiano consente ai cittadini di conservare, consultare e usare documenti, certificati e attestazioni digitali nello smartphone e offrirà un’alternativa digitale sicura, accessibile e riconosciuta legalmente ai tradizionali documenti fisici, in linea con l’architettura europea prevista per il portafoglio digitale europeo”.
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Cosa cambia per gli utenti di PagoPA e IO
Al momento non sono state ufficializzate nuove funzionalità per PagoPA né per i servizi collegati, come l’app IO. Qualora l’operazione venisse confermata, si potrebbe ipotizzare una collaborazione più stretta tra le due applicazioni, con ricadute positive in termini di integrazione e facilità d’uso per i cittadini.
Attualmente l’accesso all’app IO è già possibile tramite SPID di Poste Italiane, così come l’utilizzo dei servizi di pagamento integrati. Nel frattempo, la Zecca dello Stato ha annunciato un piano di potenziamento complessivo dei servizi digitali pubblici, con l’obiettivo di rendere più efficiente e semplice la gestione dell’identità digitale, dei pagamenti e di IT-Wallet, un ecosistema in continua evoluzione che punta a raccogliere progressivamente tutti i documenti essenziali, sostituendosi in tutto e per tutto al portafoglio fisico.
A partire da gennaio, ad esempio, sarà disponibile anche la patente di guida. In questa prospettiva, PagoPA e i servizi collegati sono destinati a diventare sempre più accessibili e diffusi, contribuendo anche alla riduzione del divario digitale.
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