Antitrust. Cos’è, come interviene e provvedimenti

Pasquale Conte

26 Agosto 2026 - 17:49

Sai come opera l’Autorità Garante della Concorrenza? Ecco la guida completa in cui spieghiamo le funzioni dell’AGCM, i provvedimenti e le sanzioni.

Antitrust. Cos’è, come interviene e provvedimenti

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), comunemente nota come Antitrust, è l’istituzione italiana preposta a garantire il corretto funzionamento del mercato e tutelare i consumatori. Creata dalla legge 287/1990, opera in piena autonomia e indipendenza.

Le competenze dell’Autorità si estendono oltre la semplice vigilanza. L’AGCM ha infatti il compito di prevenire gli abusi di posizione, di controllare le operazioni tra imprese, di reprimere le pratiche commerciali scorrette. Oltre a controllare i conflitti di interesse della Pubblica Amministrazione e a valutare l’affidabilità etica delle imprese.

In questa guida, vediamo insieme quali sono le funzionalità principali dell’Antitrust, i procedimenti che può avviare e i provvedimenti che può adottare nei confronti delle imprese.

Cosa fa l’Antitrust

L’Antitrust dispone oggi di quattro competenze principali. Ossia la tutela della concorrenza, la tutela del consumatore, la vigilanza sui conflitti di interesse e l’attribuzione del rating di legalità.

Tutela della concorrenza

Quando agisce per tutelare la concorrenza, l’Antitrust interviene affinché le aziende che operano in un determinato mercato non impongano ai consumatori prezzi eccessivi e non danneggino la concorrenza.

Un po’ come se fosse un arbitro, l’AGCM impone ad esempio che un’azienda leader del suo mercato non assorba una concorrente di dimensioni rilevanti.

Questa dinamica è vietata dall’art. 2 della legge 287/90, che disciplina le intese restrittive della concorrenza. Altro tema rilevante è quello sugli abusi della posizione dominante, ossia quando un’impresa con una posizione forte sfrutta questo vantaggio per escludere i competitor dal mercato.

Tutela del consumatore

Per quanto riguarda la tutela del consumatore, l’AGCM monitora che le aziende non impongano pratiche commerciali scorrette e non utilizzino pubblicità ingannevoli.

Sebbene l’Autorità fosse stata investita della competenza in materia di pubblicità ingannevole nel 1992, solamente a partire dal 2005 ha potuto iniziare a fare multe a chi infrange le leggi ricorrenti.

Vigilanza sui conflitti di interessi

L’Antitrust opera affinché coloro che ricoprono cariche pubbliche di alto livello non antepongano i propri interessi personali a quelli dello Stato. Questa vigilanza viene esercitata in due modi principali.

Nel primo caso, il conflitto ricorre quando il titolare di una carica pubblica partecipa a una deliberazione che viola diritti specifici durante l’esercizio della funzione.

Nel secondo caso, il conflitto per incidenza sul patrimonio riguarda situazioni in cui il pubblico ufficiale favorisce sé stesso, il coniuge o i familiari fino al secondo grado.

Rating di legalità

Il rating di legalità è uno strumento di valutazione della conformità alle norme che le imprese possono ottenere per dimostrare il loro impegno verso alti standard di legalità, trasparenza e responsabilità etica.

Possono richiedere il rating di legalità le imprese che soddisfano alcuni requisiti. Tra questi la sede operativa in Italia, il fatturato minimo di due milioni di euro, l’iscrizione al Registro delle Imprese da almeno due anni e il rispetto dei requisiti sostanziali previsti dal Regolamento attuativo.

Il punteggio base è di una stella e viene dato al soddisfacimento dei requisiti obbligatori. Questo punteggio può venire incrementato con i + per ogni requisito premiale aggiuntivo. Il conseguimento di tre + comporta l’attribuzione di una stella aggiuntiva, fino ad un massimo di tre stelle.

Quali provvedimenti può prendere l’Antitrust

L’Autorità dispone di ampi poteri di indagine e sanzione per contrastare le violazioni della disciplina sulla concorrenza e sulla tutela dei consumatori. Un’indagine conoscitiva di carattere generale viene aperta quando un mercato o un settore presentano caratteristiche tali da presumere l’esistenza di ostacoli al funzionamento della concorrenza.

Da queste indagini possono scaturire istruttorie vere e proprie o segnalazioni rivolte al Governo. Le misure cautelari entrano in gioco quando l’AGCM ravvisa ragioni valide. Queste misure possono protrarsi per un periodo di tempo determinato o fino alla conclusione dell’istruttoria.

Qualora l’indagine riveli una violazione, l’Autorità ha il potere di notificare una diffida o sanzioni pecuniarie. Queste ultime possono raggiungere fino al 10% del fatturato totale dell’impresa e un massimo di 10 milioni di euro (solo per le pratiche commerciali scorrette).

Nel caso in cui l’azienda sia ritenuta colpevole ma poi corretta la propria condotta, l’Antitrust può applicare sanzioni ridotte.

Infine l’AGCM può attivare procedure nei settori più critici. Recentemente ha aperto dei procedimenti nei confronti di alcune big tech per abuso di potere dominante, in base all’art. 3 della legge 287/90 e all’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Sono poi state avviate indagini nel settore RC auto, nel commercio digitale, nella filiera agro-alimentare e nei servizi di trasporti.