IT Wallet, come funziona e quali documenti contiene il portafoglio digitale italiano

Emanuele Di Baldo

10 Settembre 2026 - 17:40

IT Wallet, il portafoglio digitale italiano nell’app IO, entra nella fase operativa: cosa contiene oggi, quali documenti arrivano tra ISEE, titoli di studio e tessera elettorale e come sarà in futuro

IT Wallet, come funziona e quali documenti contiene il portafoglio digitale italiano

A poco più di un anno e mezzo dal debutto, il portafoglio digitale italiano è entrato nella sua fase più matura. Si chiama IT Wallet ed è disponibile ufficialmente per tutti i cittadini dal lontano dicembre 2024, scaricabile e utilizzabile direttamente sullo smartphone attraverso l’app IO. Un vero e proprio contenitore virtuale di documenti personali che permette, anzi, già ci permette, di dire addio ad alcune tessere cartacee fisiche. E che, con i due decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 23 luglio e il 3 agosto 2026, entra nella sua piena fase normativa e operativa, con un ruolo di infrastruttura di riferimento per la pubblica amministrazione.

Ora il perimetro si allarga di nuovo. Le Linee Guida del Sistema IT-Wallet fissano l’elenco degli attestati elettronici destinati a entrare nel Portafoglio dell’app IO: ISEE, titoli di studio, iscrizione scolastica e universitaria, residenza, godimento dei diritti politici, iscrizione alle liste elettorali. Ma cos’è e come funziona l’IT Wallet? Quali documenti contiene oggi e quali sono in arrivo? Come si rapporta a SPID, CIE e al nascente portafoglio digitale europeo? Cerchiamo di fare un quadro puntuale della situazione, aggiornato alle ultime novità normative, sull’onda del progetto europeo.

Cos’è l’IT Wallet, il portafoglio digitale italiano

L’IT Wallet è un portafoglio virtuale sicuro e completamente digitale, che permette di raccogliere al suo interno i documenti più importanti, per portarli facilmente con sé direttamente nel proprio smartphone. Un’autentica rivoluzione, con un costo complessivo per lo Stato stimato in circa 102 milioni di euro per il triennio 2024-2026, finanziati in parte con risorse del PNRR, che pone il nostro Paese in linea con il progetto europeo del wallet continentale.

La differenza rispetto a una semplice raccolta di file sullo smartphone è sostanziale: i documenti custoditi nel wallet sono attestati elettronici verificabili digitalmente, generati a partire dai dati della fonte autentica, cioè dell’ente che detiene e certifica quel dato, e controllabili da chi li riceve. Non fotografie di una tessera, ma copie autentiche verificate all’origine.

Fino a qualche mese fa si trattava, di fatto, di un’anticipazione. Il quadro si è completato in piena estate con due provvedimenti, entrambi attuativi dell’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale, introdotto dal decreto legge n. 19 del 2 marzo 2024 e convertito nella legge 56/2024:

  • il decreto del 17 giugno 2026, in Gazzetta Ufficiale n. 169 del 23 luglio 2026, che approva le Linee guida del Sistema IT-Wallet e le regole della sperimentazione;
  • il decreto del 19 marzo 2026, in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026, che detta la Disciplina del Sistema IT-Wallet e dei relativi servizi.

Da qui nasce la ripartizione dei ruoli: PagoPA S.p.A., che gestisce l’app IO, è il fornitore della soluzione IT-Wallet pubblica; l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) cura l’infrastruttura centrale, il Registro IT-Wallet e l’emissione degli attestati di identificazione personale; l’AgID si occupa di vigilanza e registrazione dei soggetti, mentre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale interviene sui requisiti di sicurezza.

L’adozione racconta di uno strumento ormai entrato nelle abitudini. Secondo il Dipartimento per la trasformazione digitale, al 17 febbraio 2026 l’IT Wallet aveva superato i 10,1 milioni di attivazioni, con 17,3 milioni di documenti caricati: 8,5 milioni per la patente di guida, altrettanti per la Tessera Sanitaria TEAM e 200 mila per la Carta Europea della Disabilità. Il 23 luglio 2026 il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti ha parlato di 12 milioni di attivazioni (Fonte: Dipartimento per la trasformazione digitale).

Quali documenti sono disponibili oggi sul portafoglio digitale?

L’IT Wallet è disponibile per tutti gli italiani dal 4 dicembre 2024, data che ha segnato il punto di svolta dopo i lanci istituzionali e i periodi di test scaglionati nell’autunno 2024 (dai primi 50 mila utenti del 3 ottobre fino all’estensione generalizzata di dicembre). Superata quella fase di rodaggio, oggi la funzionalità Documenti su IO consente di caricare tre documenti:

Una volta attivati questi documenti digitali, è materialmente possibile uscire di casa senza i corrispettivi cartacei, a patto di avere il portafoglio scaricato e consultabile sullo smartphone. Da giugno 2025, peraltro, i documenti sono consultabili anche offline, ossia in assenza di connessione: un dettaglio non secondario per i controlli in presenza.

Attenzione, però, ai limiti attuali. La patente digitale può essere utilizzata per dimostrare il possesso del titolo di guida e, nei casi previsti dalle Linee Guida, anche ai fini del riconoscimento dell’utente sul territorio italiano, ma non è un sostituto generale della carta d’identità in ogni contesto. La tessera sanitaria digitale serve per le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, per esibire il codice fiscale e negli altri contesti sanitari.

Le Linee Guida fissano anche una coda tecnica per la transizione: tessera sanitaria TEAM, patente mobile e Carta Europea della Disabilità restano accessibili anche attraverso il punto di accesso telematico previsto dall’articolo 64-bis del CAD per dodici mesi dalla pubblicazione del decreto, quindi fino al 23 luglio 2027.

Come funziona l’IT Wallet e come scaricarlo sul proprio smartphone

Ma a chi è dedicato l’IT Wallet? Ecco i requisiti necessari:

  • il servizio è dedicato a cittadini e residenti in Italia, con attivazione gratuita e facoltativa, e riguarda i documenti in corso di validità di cui si è titolari;
  • servono uno smartphone o dispositivi compatibili come i tablet, con l’app IO installata e aggiornata all’ultima versione. La connessione internet serve per l’attivazione e il caricamento dei documenti, mentre la consultazione successiva è possibile anche offline.

Sul requisito anagrafico c’è una novità rilevante. Il decreto PNRR 2026, convertito in legge il 20 aprile 2026, consente ai minori che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età l’accesso e l’utilizzo del punto di accesso telematico anche per ottenere ed esibire attestazioni, titoli o abilitazioni con effetti giuridici resi disponibili tramite il Sistema IT-Wallet, senza l’assenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, salvo i casi in cui la legge richieda espressamente l’intervento del genitore.

L’evoluzione più diretta dello SPID e della CIE, la carta d’identità elettronica, che sono, in sostanza, le vie d’accesso necessarie per il portafoglio digitale, poiché rappresentano i mezzi per l’autenticazione dell’utente.

Il primo passo è scaricare l’app IO sul proprio smartphone e configurarla affinché sia associata ai propri dati anagrafici e fiscali: qui l’autenticazione con SPID e CIE è essenziale. Per il resto, caricare i documenti è un processo intuitivo. Ecco gli step principali.

  1. Accesso alla funzione «Documenti su IO»: una volta dentro l’app, nella sezione Messaggi dovrebbe comparire l’avviso Novità: Documenti su IO. In alternativa si entra direttamente nella sezione Portafoglio. Premi su Inizia per avviare il processo.
  2. Verifica dell’identità: tocca Continua due volte, prendi visione dell’informativa sulla privacy e scegli il metodo di identificazione tra SPID, CIE con PIN o CieID. Segui le istruzioni sullo schermo per completare la verifica.
  3. Controllo dei dati personali: verifica che le informazioni personali (nome, cognome, data di nascita e codice fiscale) siano corrette. Premi su Continua e successivamente su Aggiungi primo documento.
  4. Aggiunta del documento: seleziona il tipo di documento che desideri caricare, come la patente di guida o la tessera sanitaria. Premi su Continua e poi su Aggiungi al Portafoglio +.
  5. Caricamento di altri documenti: per inserire ulteriori documenti, accedi nuovamente all’app IO, entra nella sezione Portafoglio, tocca Aggiungi al Portafoglio +, seleziona il documento desiderato e segui gli stessi passaggi.

I nuovi attestati elettronici: ISEE, titoli di studio e dati anagrafici

Le Linee Guida del Sistema IT-Wallet, firmate dal sottosegretario Alessio Butti insieme ai ministri Giancarlo Giorgetti (Economia) e Paolo Zangrillo (Pubblica Amministrazione), individuano otto attestati prioritari per la sperimentazione, ciascuno con la propria fonte autentica.

  • ISEE, fonte autentica INPS: indispensabile per accedere a bonus, agevolazioni fiscali, prestazioni sociali e riduzioni sulle tasse universitarie.
  • Titolo di studio e iscrizione scolastica, fonte autentica Ministero dell’Istruzione e del Merito tramite l’anagrafe ANIST.
  • Titolo accademico e iscrizione universitaria, fonte autentica Ministero dell’Università e della Ricerca tramite l’anagrafe ANIS.
  • Residenza, godimento dei diritti politici, iscrizione alle liste elettorali e soglie di età, fonte autentica Ministero dell’Interno tramite l’ANPR.
  • Tessera Sanitaria TEAM, fonte autentica MEF, con la gestione della delega genitoriale.
  • Patente di guida mobile, fonte autentica MIT, solo nell’IT Wallet pubblica.
  • Carta Europea della Disabilità, fonte autentica INPS, anch’essa solo nell’IT Wallet pubblica.
  • Delega, gestita dall’IPZS tramite la Piattaforma Gestione Deleghe.

ISEE, istruzione e formazione superiore, dati anagrafici e delega saranno destinati a tutte le soluzioni IT-Wallet, comprese quelle private accreditate. Patente mobile e Carta della Disabilità restano confinate al wallet pubblico.

Una precisazione necessaria: iscrizione alle liste elettorali e tessera elettorale digitale non sono la stessa cosa. La prima rientra tra gli attestati anagrafici previsti dalle Linee Guida. La seconda è stata introdotta dalla normativa del 2026, ma caratteristiche tecniche ed eventuale confluenza nell’IT Wallet dovranno essere definite con provvedimenti successivi.

L’inserimento resta completamente facoltativo. Cambia però l’identificazione: per ottenere l’Attestato Elettronico di Dati di Identificazione Personale, che certifica l’identità della persona fisica o di chi la rappresenta, il sistema prevede l’identificazione tramite l’app CieID con livello di garanzia elevato, legata alla Carta d’Identità Elettronica. Nella fase transitoria sono previste modalità che consentono di utilizzare la CIE fisica insieme all’autenticazione CieID o SPID. Lo SPID resta comunque pienamente valido per l’accesso agli altri documenti.

Sulle tempistiche serve prudenza: non c’è una data né per l’avvio né per l’estensione a tutti. L’AgID dovrà pubblicare il regolamento con le procedure di registrazione entro trenta giorni dall’adozione delle specifiche tecniche, diffuse separatamente su wallet.gov.it. Il rilascio seguirà lo schema già visto: prima un gruppo ristretto di utenti, poi l’estensione progressiva. L’obiettivo del decreto PNRR è arrivare entro il 2027 a un sistema capace di gestire oltre 200 tipologie di documenti e attestazioni della pubblica amministrazione.

Cosa cambia con i decreti: Pa, effetti giuridici e privacy

I due provvedimenti fanno dell’IT Wallet un’infrastruttura alla quale la pubblica amministrazione dovrà adeguarsi. Per i cittadini, al momento, non cambia nulla: si potrà continuare a scegliere tra portafoglio elettronico e formati tradizionali. Il rilascio degli attestati elettronici di interesse pubblico, attingendo ai dati dell’ANPR, spetterà in buona parte all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (articolo 3).

Il decreto del 19 marzo fissa due scadenze precise:

  • entro il 3 agosto 2027 comuni e altri enti pubblici dovranno registrarsi come fonti autentiche e rendere disponibili i propri dati sotto forma di attestati elettronici;
  • entro il 3 febbraio 2028 l’IPZS sarà autorizzato a rilasciare gli attestati previa verifica dell’identità dell’utente tramite CIE o SPID.

Sul piano degli effetti giuridici, l’articolo 6 stabilisce che le attestazioni elettroniche utilizzate nel sistema potranno essere acquisite dalle amministrazioni con esenzione dai controlli documentali previsti dal DPR 445/2000, nei casi stabiliti dalla normativa. Non significa che qualsiasi documento nel wallet equivalga sempre all’originale cartaceo in ogni circostanza, ma che nei rapporti con la Pa il percorso di verifica si accorcia sensibilmente.

Sul fronte economico, ai cittadini è garantito un insieme di servizi essenziali gratuiti, mentre la disciplina prevede la possibilità di remunerare determinati servizi aggiuntivi secondo le modalità stabilite dalla normativa (articolo 7). Quanto ai dati, in linea con il GDPR vige il principio di separazione logica dei dati, con il divieto di combinare le informazioni di identificazione personale con quelle provenienti da altri servizi.

Cambia anche la governance, e non in prospettiva ma già oggi: il 5 agosto 2026 Istituto Poligrafico e Poste Italiane hanno perfezionato l’acquisizione del capitale di PagoPA, rispettivamente con il 51% e il 49%, per un corrispettivo massimo di circa 500 milioni di euro. Il Poligrafico, socio di maggioranza, esercita il controllo esclusivo sulla società. L’operazione era stata autorizzata dall’Antitrust il 28 luglio 2026 senza avvio di istruttoria.

L’apertura ai privati: chi verifica i documenti e cosa cambia dal 2027

La novità meno raccontata è forse la più pesante nel medio periodo: il sistema smette di essere un recinto pubblico. La sperimentazione disciplinata dall’articolo 8 delle Linee Guida è aperta a soggetti pubblici e privati che rispondano ai requisiti tecnici e di sicurezza, su base volontaria e senza finanziamento pubblico garantito, con standard aperti già consolidati nel mercato europeo.

L’ambiente di test è stato aperto nel maggio 2026 e reso accessibile alle imprese, che possono richiederne l’accesso all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, operando esclusivamente con dati non riferibili a cittadini reali. Il 7 settembre 2026 è arrivato il primo caso concreto: Intesa, società di Havant Group e da non confondere con Intesa Sanpaolo, ha comunicato di essere stata ammessa alla sperimentazione il 9 luglio 2026 come Verificatore di Attestati Elettronici, primo e finora unico operatore privato con questo ruolo accanto a IPZS, amministrazioni pubbliche ed enti titolari di fonti autentiche. L’accesso alla federazione passa dal Trust Anchor gestito dal Poligrafico e comporta la gestione di chiavi crittografiche e certificati a validità limitata.

Il verificatore è la controparte tecnica del cittadino: quando un utente mostra un attestato dal proprio portafoglio, è il verificatore ad accertare che sia autentico e integro. Ed è qui che entra in gioco la data che imprese e professionisti hanno già cerchiata in rosso: dal 24 dicembre 2027 scatteranno gli obblighi previsti dal quadro eIDAS2 per i soggetti privati rientranti nelle fattispecie individuate dal regolamento, a partire da quelli tenuti per legge alla strong customer authentication e dagli operatori dei settori regolamentati, dalle banche agli istituti di pagamento, dalle assicurazioni alle telco, passando per energia, trasporti, sanità e istruzione.

Il valore per le aziende non sta solo nella digitalizzazione del documento, ma nella presentazione selettiva degli attributi: un servizio può non aver bisogno dell’intero documento, ma solo della conferma di un requisito, come la maggiore età, la residenza o il possesso di un titolo. Onboarding digitale, verifica dell’età, validazione dei titoli di studio, welfare aziendale e noleggio sono gli ambiti di sperimentazione più immediati.

I vantaggi dell’IT Wallet

Adottare l’IT Wallet italiano, destinato a integrarsi nel sistema europeo, offre una serie di vantaggi tangibili.

  • I cittadini potranno condividere solo gli attributi necessari per ottenere un servizio, senza dover trasmettere ogni volta l’intero documento.
  • La sicurezza poggia su meccanismi di autenticazione, integrità e verifica crittografica degli attestati, con la possibilità per chi riceve il documento di controllarne l’autenticità.
  • La gestione centralizzata dei documenti consente di accedere rapidamente alle informazioni necessarie.
  • Le attestazioni elettroniche acquistano effetti giuridici nei rapporti con la Pa, riducendo verifiche cartacee e tempi di attesa negli uffici pubblici.
  • L’IT Wallet promuove la sostenibilità, riducendo l’uso di carta e semplificando i processi burocratici.
  • La disponibilità sullo smartphone consente di avere i documenti con sé anche in assenza di connessione, una volta completate attivazione e caricamento.

IT Wallet ed EUDI Wallet: come si integreranno

L’IT Wallet è destinato a diventare un elemento essenziale della vita quotidiana nell’era digitale, uno strumento capace di abbattere barriere burocratiche, far risparmiare tempo e risorse e, perché no, accorciare distanze geografiche anche per operazioni che ancora oggi richiedono un impegno in presenza. La direzione è ormai tracciata: la carta d’identità cartacea ha perso validità il 3 agosto 2026 in forza del Regolamento (UE) 2019/1157, come chiarito dalla circolare n. 8/2026 del Ministero dell’Interno, e la CIE si candida a diventare l’identità digitale principale. Restano fermi i contratti già sottoscritti con la carta cartacea entro quella data, mentre in casi di urgenza le amministrazioni possono rilasciare fino al 31 gennaio 2027 un documento d’identità provvisorio, valido al massimo sei mesi e non rinnovabile.

Il traguardo, però, ha un respiro continentale. Il 2026 è un anno chiave per il portafoglio digitale europeo, l’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet) previsto dal quadro eIDAS2, con cui l’IT Wallet è destinato a integrarsi attraverso un progressivo allineamento al Regolamento (UE) 910/2014 e alle modifiche introdotte dal Regolamento (UE) 2024/1183. L’Italia partecipa già ai progetti pilota europei su larga scala, tra cui NOBID, POTENTIAL, APTITUDE e WE BUILD, e il Dipartimento per la trasformazione digitale svolge il ruolo di punto di contatto unico.

In prospettiva, l’EUDI Wallet consentirà di utilizzare credenziali e attestazioni digitali anche in contesti transfrontalieri, secondo le regole europee di interoperabilità: dall’iscrizione a un concorso alla certificazione di un titolo di studio all’estero. È l’ultima frontiera di uno strumento che, da semplice contenitore di tessere, si prepara a diventare la chiave d’accesso all’identità digitale di ogni cittadino europeo.