IT Wallet, cos’è e quali documenti contiene il portafoglio digitale italiano

Emanuele Di Baldo

6 Agosto 2026 - 15:40

A cosa serve l’IT Wallet? Lanciato a dicembre 2024 per tutti gli italiani, ecco come funziona il portafoglio digitale italiano e quali documenti sono disponibili

IT Wallet, cos’è e quali documenti contiene il portafoglio digitale italiano

A poco più di un anno e mezzo dal debutto, il portafoglio digitale italiano è entrato nella sua fase più matura. Si chiama IT Wallet ed è disponibile ufficialmente per tutti i cittadini dal lontano dicembre 2024, scaricabile e utilizzabile direttamente sullo smartphone attraverso l’app IO. Un vero e proprio contenitore virtuale di documenti personali che permette - anzi, già ci permette - di dire addio ad alcune tessere cartacee fisiche. E che, con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto 2026, assume finalmente pieno valore legale, diventando obbligatorio per la pubblica amministrazione.

Ma cos’è e come funziona l’IT Wallet? Quali documenti contiene oggi e quali sono in arrivo, dall’ISEE ai titoli di studio? Come si rapporta a SPID, CIE e al nascente portafoglio digitale europeo? Cerchiamo di fare un quadro puntuale della situazione, aggiornato alle ultime novità normative, sull’onda del progetto europeo.

Cos’è l’IT Wallet, il portafoglio digitale italiano

L’IT Wallet è un portafoglio virtuale sicuro e completamente digitale, che permette di raccogliere al suo interno i documenti più importanti, per portarli facilmente con sé direttamente nel proprio smartphone. Un’autentica rivoluzione messa in atto grazie ai fondi del piano per la digitalizzazione della pubblica amministrazione (con un costo per lo Stato stimato in circa 102 milioni di euro l’anno tra il 2024 e il 2026, coperti dal PNRR) e che pone il nostro Paese in linea con il progetto europeo del wallet continentale, al quale si punta entro il 2026.

Fino a qualche mese fa si trattava, di fatto, di un’anticipazione. Con il decreto 19 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto 2026, l’IT Wallet diventa ufficialmente una realtà operativa, con ruoli, regolamenti e limiti definiti per legge. Il provvedimento attua l’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale e affida l’infrastruttura nazionale a PagoPA S.p.A., la società pubblica che gestisce l’app IO, all’interno della quale è ospitato il portafoglio digitale. Un passaggio che segna lo step definitivo verso l’abbandono della carta e la via telematica: un modo nuovo per conservare i propri documenti e, al tempo stesso, comunicare con la pubblica amministrazione, avendo sempre a portata di smartphone ciò che di solito si tiene nel portafoglio fisico.

L’adozione, d’altronde, racconta di uno strumento ormai entrato nelle abitudini. Secondo i dati del Dipartimento per la trasformazione digitale, a metà febbraio 2026 l’IT Wallet aveva superato i 10,1 milioni di attivazioni, con oltre 17,3 milioni di documenti caricati; la sola patente di guida digitale, a fine marzo 2026, ha toccato quota 9,2 milioni (Fonte: Dipartimento per la trasformazione digitale).

Quali documenti sono disponibili oggi sul portafoglio digitale?

L’IT Wallet è disponibile per tutti gli italiani dal 4 dicembre 2024, data che ha segnato il punto di svolta dopo i lanci istituzionali e i periodi di test scaglionati nell’autunno 2024 (dai primi 50 mila utenti del 3 ottobre fino all’estensione generalizzata di dicembre). Superata quella fase di rodaggio, oggi la funzionalità Documenti su IO consente di caricare tre documenti:

Una volta attivati questi documenti digitali, è materialmente possibile uscire di casa senza i corrispettivi cartacei, a patto di avere il portafoglio scaricato e consultabile sullo smartphone. Da giugno 2025, peraltro, i documenti sono consultabili anche offline, ossia in assenza di connessione: un dettaglio non secondario per i controlli in presenza. Attenzione, però, ai limiti attuali: la patente digitale, ad esempio, dimostra il possesso del titolo di guida in caso di controllo, ma non sostituisce ancora a tutti gli effetti la carta d’identità come documento di riconoscimento.

Come funziona l’IT Wallet e come scaricarlo sul proprio smartphone

Dal punto di vista dell’utente, si tratta di una soluzione per semplificare la vita quotidiana, fornendo al tempo stesso un accesso facile e sicuro a documenti importanti e servizi digitali. Ma a chi è dedicato l’IT Wallet? Ecco i requisiti necessari:

  • il servizio è dedicato a tutti i cittadini e residenti in Italia maggiorenni;
  • gli utenti devono possedere uno smartphone o, comunque, dispositivi compatibili, come i tablet, con l’app IO installata e aggiornata all’ultima versione, e avere accesso a una connessione internet affidabile.

L’evoluzione più diretta dello SPID e della CIE, la carta d’identità elettronica, che sono, in sostanza, le vie d’accesso necessarie per il portafoglio digitale, poiché rappresentano i mezzi per l’autenticazione dell’utente.

Per accedere e utilizzare l’IT Wallet è necessario seguire alcuni passaggi. Innanzitutto bisogna scaricare l’app IO sul proprio smartphone e configurarla affinché sia associata ai propri dati anagrafici e fiscali. In questo, l’autenticazione con SPID e CIE è essenziale e consente di sincronizzare le informazioni necessarie. Per il resto, caricare i documenti è un processo intuitivo. Ecco gli step principali.

  1. Accesso alla funzione «Documenti su IO»: una volta dentro l’app, nella sezione Messaggi dovrebbe comparire l’avviso Novità: Documenti su IO. Premi su Inizia per avviare il processo.
  2. Verifica dell’identità: tocca Continua due volte e scegli il metodo di identificazione tra SPID, CIE con PIN o CieID. Segui le istruzioni sullo schermo per completare la verifica, essenziale per garantire la sicurezza dei dati.
  3. Controllo dei dati personali: verifica che le informazioni personali (nome, cognome, data di nascita e codice fiscale) siano corrette. Premi su Continua e successivamente su Aggiungi primo documento.
  4. Aggiunta del documento: seleziona il tipo di documento che desideri caricare, come la patente di guida o la tessera sanitaria. Premi su Continua e poi su Aggiungi al Portafoglio +.
  5. Caricamento di altri documenti: per inserire ulteriori documenti, accedi nuovamente all’app IO, entra nella sezione Portafoglio, tocca Aggiungi al Portafoglio +, seleziona il documento desiderato e segui gli stessi passaggi.

I nuovi documenti in arrivo: ISEE, titoli di studio e tessera elettorale

Oltre ai tre documenti caricabili oggi, l’obiettivo è rendere l’IT Wallet un tramite tra lo smartphone e i principali servizi di assistenza e amministrazione. Le Linee Guida del Sistema IT-Wallet, firmate dal sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti insieme ai ministri Giancarlo Giorgetti (Economia) e Paolo Zangrillo (Pubblica Amministrazione), definiscono ufficialmente i nuovi attestati elettronici che i cittadini potranno richiedere. Tra questi spiccano:

  • l’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente reso disponibile dall’INPS, fondamentale per accedere a bonus e agevolazioni;
  • il titolo di studio conseguito e l’iscrizione scolastica, con dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, oltre al titolo accademico e all’iscrizione universitaria, gestiti dal Ministero dell’Università e della Ricerca;
  • i documenti legati all’anagrafe - residenza, godimento dei diritti politici, iscrizione alle liste elettorali e tessera elettorale - resi disponibili dal Ministero dell’Interno tramite l’ANPR;
  • la possibilità di gestire una delega direttamente dal Portafoglio.

Come già accade oggi, l’inserimento di questi documenti sarà completamente facoltativo: sarà ciascun cittadino a decidere se richiederli e aggiungerli. C’è però un cambio di paradigma sull’accesso: per ottenere l’Attestato Elettronico di Dati di Identificazione Personale - il documento che certifica l’identità della persona - servirà obbligatoriamente l’app CieID, legata alla Carta d’Identità Elettronica. Lo SPID, finora porta d’accesso più diffusa, non basterà più per questo specifico attestato, pur restando valido per gli altri documenti. La supervisione del sistema è affidata all’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), che curerà la registrazione dei soggetti - pubblici e privati - autorizzati a operare nell’ecosistema, il cui punto di riferimento sarà il portale wallet.gov.it. Il rilascio seguirà lo stesso schema di patente e tessera sanitaria: prima un gruppo ristretto di utenti, poi l’estensione progressiva a tutti.

Cosa cambia con il decreto: obbligo per la Pa, valore legale e privacy

Il decreto delinea un quadro normativo nuovo, in cui l’IT Wallet diventa obbligatorio in primo luogo per la pubblica amministrazione: gli enti dovranno armonizzare documenti e attestazioni con la nuova infrastruttura. Per i cittadini, al momento, non cambia nulla: si potrà continuare a scegliere tra portafoglio elettronico e formati tradizionali. Il rilascio degli attestati elettronici di interesse pubblico, attingendo ai dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), spetterà in buona parte all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), come previsto dall’articolo 3.

Il provvedimento fissa alcune scadenze precise per i soggetti della Pa. Comuni e altri enti pubblici avranno tempo fino al 3 agosto 2027 per registrarsi come fonti autentiche e rendere disponibili i propri dati sotto forma di attestati elettronici. Entro il 3 febbraio 2028, invece, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sarà autorizzato a rilasciare gli attestati dopo aver verificato l’identità dell’utente tramite CIE o SPID. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il valore legale: secondo l’articolo 6, i documenti esibiti tramite l’IT Wallet saranno esentati dai tradizionali controlli previsti dal Testo Unico sulla documentazione amministrativa (DPR 445/2000), acquisendo dinanzi ai funzionari pubblici una garanzia ufficiale al pari della firma digitale o dello SPID.

Sul fronte economico, il decreto stabilisce un principio di autosufficienza: ai cittadini è garantito un ventaglio di servizi base gratuiti, mentre eventuali servizi aggiuntivi a pagamento saranno riservati ad aziende e professionisti (articolo 7). Ampio spazio, infine, alla tutela dei dati: in linea con il GDPR, vige il principio di separazione logica dei dati, con il divieto di combinare le informazioni di identificazione personale con quelle provenienti da altri servizi. Cambia anche la governance: l’Istituto Poligrafico salirà al 51% di PagoPA, mentre il restante 49% resterà a Poste Italiane.

I vantaggi dell’IT Wallet

Adottare un IT Wallet italiano, e presto europeo, offre una serie di vantaggi significativi e tangibili, considerando che i dati saranno scambiati senza intermediari e che i cittadini resteranno liberi di condividere solo le informazioni che ritengono necessarie.

  • Innanzitutto, vi è una maggiore sicurezza grazie alle avanzate tecnologie di crittografia e autenticazione, già collaudate con SPID e CIE.
  • La gestione centralizzata dei documenti semplifica la vita degli utenti, consentendo di accedere rapidamente alle informazioni necessarie.
  • Con il decreto, i documenti acquistano pieno valore legale, riducendo verifiche cartacee e tempi di attesa negli uffici pubblici.
  • L’IT Wallet promuove la sostenibilità, riducendo l’uso di carta e semplificando i processi burocratici.
  • La portabilità del wallet garantisce un accesso rapido e sicuro ovunque, a patto di possedere uno smartphone abilitato e una connessione protetta.

Wallet italiano ed europeo: obiettivo 2026?

L’IT Wallet è destinato a diventare un elemento essenziale della vita quotidiana nell’era digitale, uno strumento capace di abbattere barriere burocratiche, far risparmiare tempo e risorse e, perché no, accorciare distanze geografiche anche per operazioni che ancora oggi richiedono un impegno in presenza. La direzione è ormai tracciata: la carta d’identità cartacea ha perso validità dal 3 agosto 2026 e la CIE si candida a diventare l’identità digitale principale, mentre prende forma il sistema di autenticazione unificato Entra con Wallet.

Il traguardo, però, ha un respiro continentale. Il 2026 è l’anno del portafoglio digitale europeo, l’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet) previsto dal Regolamento eIDAS2, con cui l’IT Wallet è chiamato a integrarsi. L’obiettivo è un wallet valido in tutti i Paesi dell’Unione non solo per viaggiare, ma anche per iscriversi a concorsi e certificare titoli di studio all’estero. In prospettiva, la stessa patente digitale con valore legale potrà essere esibita in aeroporto al posto della carta d’identità: l’ultima frontiera di uno strumento che, da semplice contenitore di tessere, si prepara a diventare la chiave d’accesso all’identità digitale di ogni cittadino europeo.