Plastic tax 2020, come funziona e chi paga la nuova tassa in Legge di Bilancio

Tra le novità della Legge di Bilancio c’è la plastic tax, che entrerà in vigore da luglio 2020. Ma come funziona e chi deve pagare l’imposta sui prodotti in plastica monouso? La tassa ammonta a 45 centesimi al chilogrammo, e dovrà pagarla chi compra, produce o importa i MACSI. Vediamo inoltre quali sono le sanzioni previste per chi non paga l’imposta.

Plastic tax 2020, come funziona e chi paga la nuova tassa in Legge di Bilancio

Plastic tax 2020, confermata la nuova tassa in Legge di Bilancio. La tassa sulla plastica è stata rivista rispetto a come era stata inizialmente presentata.

Il testo della Manovra è stato approvato dal Senato nella tarda serata di lunedì 16 dicembre, e considerato che l’ok della Camera deve arrivare entro il 31, le possibilità di ulteriori modifiche si assottigliano.

La plastic tax entra in vigore a partire da luglio 2020, ed è stata ridotta a 45 centesimi al chilogrammo di materia plastica.

Dall’incasso della plastic tax lo Stato riceverà 140,6 milioni, mentre nel 2021 l’introito stimato supera di poco i 521 milioni.

Nel dettaglio, è stata istituita l’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI).

Ma come funziona e chi dovrà pagare la plastic tax?

A dover pagare l’imposta sarà chi produce, acquista o importa questo tipo di prodotti, cioè i MACSI.

I 45 centesimi al chilo devono essere versati anche per i contenitori in tetrapack, che in un primo momento erano rimasti fuori dalla plastic tax.

I prodotti compostabili o riciclati con una percentuale di plastica inferiore al 40% sono esclusi dalla tassazione, così come i contenitori di medicinali e dispositivi medici.

Per le imprese che producono prodotti MACSI è previsto un credito d’imposta del 10% sulle spese sostenute, dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti biodegradabili e compostabili.

Plastic tax 2020, come funziona la nuova tassa in Legge di Bilancio

Con l’approvazione del Senato del Disegno di Legge di Bilancio 2020 avvenuta il 16 dicembre si possono mettere dei punti fermi sulle misure fiscali del prossimo anno.

Tra le novità del 2020 spicca la plastic tax, la tassa sulla plastica accusata dai più di essere solo un mezzo che lo Stato utilizza per fare cassa.

In realtà, con la plastic tax l’Italia non fa altro che adeguarsi alla direttiva comunitaria del 5 giugno 2019 n. 2019/904/UE. Dunque, è da inserire nel più ampio spettro delle misure a sostegno dell’ambiente, con lo scopo di ridurre l’incidenza dei prodotti di plastica monouso -quelli che maggiormente inquinano le spiagge e i mari d’Europa-.

La plastic tax dunque è tra le nuove tasse del 2020 ed entrerà in vigore a partire da luglio.

Inizialmente, la tassa sulla plastica era stata fissata a 1 euro al chilogrammo. Dopo vari giochi al ribasso e varie versioni della Legge di Bilancio, l’imposta è stata fissata a 45 centesimi al chilogrammo.

Plastic tax 2020, su quali prodotti si paga?

L’articolo 1 della Legge di Bilancio, “Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici”, istituisce la plastic tax, precisamente al comma 634.

Si tratta dell’imposta sul consumo dei manufatti di singolo impiego, denominati anche MACSI.

I MACSI sono tutti quei prodotti destinati al contenimento, protezione, manipolazione o consegna sia di merci che di prodotti alimentari, anche in forma di fogli, pellicole o strisce.

Saranno soggetti all’imposta anche i contenitori di tetrapack, inizialmente esclusi.

Restano fuori dall’applicazione della plastic tax:

  • i prodotti compostabili, in cui la componente di plastica è inferiore al 40%;
  • i contenitori di medicinali e i dispositivi medici.

Plastic tax 2020, chi e come deve pagarla?

A partire da luglio 2020 ci saranno delle categorie di contribuenti che dovranno pagare l’imposta di 45 centesimi al chilogrammo sulla plastica.

A individuare chi deve pagare la plastic tax è il comma 636. In particolare, i soggetti interessati sono:

  • il fabbricante di prodotti MACSI nel territorio nazionale;
  • il soggetto che acquista i MACSI o chi li cede qualora i prodotti provenienti da un Paese dell’Unione Europea siano acquistati da un consumatore privato;
  • l’importatore di prodotti MACSI da Paesi terzi.

L’accertamento dell’imposta dovuta è effettuato sulla base di dichiarazioni trimestrali, che devono contenere tutti gli elementi necessari per determinare il debito d’imposta.

La dichiarazione deve essere presentata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro la fine del mese successivo al trimestre solare cui la dichiarazione si riferisce.

La Legge di Bilancio ha fissato l’importo minimo dovuto a 10 euro: sotto questa cifra non si deve procedere né al versamento né alla dichiarazione.

Per aiutare le imprese che producono MACSI ad adeguarsi tecnologicamente, così da fabbricare manufatti biodegradabili e compostabili, è stato previsto un credito di imposta del 10% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020.

Plastica tax 2020, le sanzioni previste

Il testo della Legge di Bilancio ha anche previsto le sanzioni per chi non paga la plastic tax, effettua un versamento o presenta la dichiarazione in ritardo.

Il mancato pagamento della plastic tax comporta una sanzione amministrativa che può andare dal doppio fino al decuplo dell’imposta evasa, comunque a partire da 500 euro.

In caso di pagamento in ritardo, la sanzione amministrativa parte da 250 euro e sarà pari al 30% di quanto dovuto.

Anche il ritardo della presentazione della dichiarazione fa scattare una sanzione, che andrà dai 500 ai 5.000 euro.

Iscriviti alla newsletter Fisco e Tasse per ricevere le news su Legge di Bilancio 2020

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.