Più soldi ai disoccupati nel 2023, ecco perché

Simone Micocci

16 Novembre 2022 - 10:53

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Per effetto della rivalutazione aumentano gli importi dell’assegno sociale e della Naspi. Ecco cosa cambia nel 2023.

Più soldi ai disoccupati nel 2023, ecco perché

Nel 2023 aumentano gli importi delle misure riconosciute ai disoccupati. Merito della rivalutazione che verrà applicata non solo sui trattamenti previdenziali ma anche su quelli assistenziali.

La rivalutazione, infatti, avrà conseguenze anche sull’importo dell’assegno sociale, prestazione riconosciuta al compimento dei 67 anni a coloro che soddisfano determinati requisiti reddituali, come pure per il massimale della Naspi.

Di fatto, gli unici a non godere della rivalutazione, per la quale nel 2023 è stata accertata una percentuale del 7,3%, saranno proprio i lavoratori dipendenti, i quali per godere di un aumento di stipendio dovranno confidare nel proprio datore di lavoro, il quale ad esempio potrebbe riconoscere loro i cosiddetti fringe benefit, non tassati entro un valore di 3.000 euro.

Ma concentriamoci sui disoccupati e vediamo come la rivalutazione che scatterà nel 2023 inciderà sugli importi delle prestazioni a loro spettanti.

Come cambia l’assegno sociale nel 2023

Oggi l’assegno sociale, misura assistenziale che viene riconosciuta al compimento dei 67 anni a coloro che soddisfano determinati requisiti reddituali, ha un importo mensile pari a 468,10 euro, 6.085,30 euro l’anno considerando che viene pagato per tredici mensilità.

A tal proposito, l’assegno sociale spetta per intero quando il soggetto non è coniugato e non possiede altri redditi. Per i soggetti coniugati, invece, l’assegno sociale spetta per intero quando il reddito familiare ha un importo inferiore al valore annuo dell’assegno sociale, quindi 6.085,30 euro.

Quando il reddito individuale è superiore a zero, ma comunque inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, la misura spetta ma per un importo parziale, calcolato sottraendo da 6.085,30 euro il valore del reddito individuale.

Nel caso della persona sposata, invece, la soglia da non superare per avere comunque diritto all’assegno sociale, ma in misura parziale, è pari a due volte il suddetto valore annuo, quindi 12.170,60 euro.

Ebbene, a questi importi bisognerà applicare una rivalutazione del 7,3% nel gennaio 2023. Ne risulterà un incremento di 34,17 euro, con l’assegno sociale che quindi aumenterà fino a 502,27 euro.

L’importo annuo sale così a 6.529,51 euro, il che significa che diventa più ampia la platea dei potenziali beneficiari.

Ad averne diritto per intero, infatti, restano coloro che hanno reddito pari a zero, ma a poter godere dell’importo parziale saranno più persone, visto che la soglia passa appunto da 6.085,30 a 6.529,51 euro.

Lo stesso vale per coloro che sono coniugati, per i quali l’assegno sociale spetta per l’importo massimo quando il reddito coniugale è inferiore a 6.529,51, mentre in misura parziale entro la soglia di 13.059,02 euro.

Come cambia la Naspi nel 2023

Nel 2022 la Naspi è pari al 75% dell’importo dello stipendio medio, qualora pari o inferiore a 1.250,87 euro. Quando lo stipendio è superiore a tale importo, la somma riconosciuta è pari al suddetto 75% più il 25% della cifra in eccesso. In ogni caso, l’importo massimo non può essere superiore a 1.360,77 euro.

Come specificato dalla circolare Inps n. 94 del 12 maggio 2015, i suddetti importi sono oggetti a rivalutazione annua. Ciò significa che anche sui massimali Naspi bisognerà applicare una percentuale del 7,3%, portando così a 1.342,18 euro la soglia entro cui la Naspi spetta al 75%, e a 1.460,10 euro il massimale Naspi.

Gli stessi importi si applicano anche per la Dis-Coll, indennità di disoccupazione spettante ai collaboratori, ai dottorandi e agli assegnisti di ricerca. Anche in questo caso, quindi, l’importo massimo salirà a 1.460,10 euro al mese.

Attenzione, i suddetti importi devono essere ancora ufficializzati dall’Inps. Per il momento sono frutto di un’elaborazione effettuata con i dati in nostro possesso. In ogni caso non dovrebbero esserci variazioni e semmai dovessero esserci discostamenti saranno di appena qualche centesimo.

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