Azioni MPS-Monte dei Paschi di Siena sotto pressione anche oggi, dopo la pubblicazione dei conti. Idem i titoli Mediobanca.
Nessuna ripresa per le azioni di MPS-Monte dei Paschi di Siena che, dopo il calo di ieri del 3,45%, il peggiore tra le azioni scambiate sull’’indice Ftse Mib di Piazza Affari, accelerano ulteriormente al ribasso, allontandosi dalla soglia psicologica dei 9 euro, all’indomani della pubblicazione dei conti.
I titoli della banca senese scivolano sul fondo del listino benchmark della borsa di Milano anche oggi, sebbene a indossare le maglie nere siano altre azioni: per la precisione quelle delle società attive nel risparmio gestito, contagiate dalle cattive notizie che sono arrivate da Wall Street: dunque FinecoBank, Banca Mediolanum (occhio ai recenti massimi testati dalle azioni) e Azimut.
Il sentiment è in generale negativo sul Ftse Mib, che stamattina ha perso fino a -1% circa, zavorrato proprio dai titoli delle banche e delle SGR italiane. Il trend positivo di Wall Street successivo alla pubblicazione dei Non Farm Payrolls USA tampona ora le perdite della borsa di Milano.
Azioni MPS e Mediobanca colpite dai sell anche oggi dopo i conti. Il doppio downgrade
Detto questo, le azioni MPS sottoperformano il mercato, pur riducendo i ribasso dopo essere cadute nei minimi intraday di più del 4%. Sell anche sulle azioni di Mediobanca, che dimezzano le perdite dopo essere arretrate di oltre il 2%.
A pesare i giudizi di alcuni analisti, successivi alla diffusione del bilancio da parte delle due rispettive banche.
In evidenza soprattutto i downgrade annunciati dalla divisione di ricerca di Barclays guidata da Paola Sabbione, non solo sulle azioni MPS ma anche su Mediobanca.
In un report dedicato ad hoc agli utili del Monte, gli esperti hanno reso noto di aver “tagliato le previsioni per gli anni 2026-2027 relative all’EPS (utile per azione) su base adjusted (di MPS, riferimento all’entità combinata con Mediobanca) del 4% circa in media ”, sforbiciando contestualmente il target price sulle azioni dai precedenti 9,2 euro a 9,1 euro.
Barclays ha annunciato un downgrade anche sull’EPS adjusted di Mediobanca del 2%, in media, guardando sempre al 2026 e al 2027, tagliando in modo importante il target price sui titoli di Piazzetta Cuccia, da 17,1 a 16,6 euro.
I rating sono stati lasciati invece invariati a “Equalweight” per MPS e a “Underweight” per Mediobanca.
Riguardo a Mediobanca, Barclays ha fatto notare “i fondamentali più deboli rispetto a quelli delle altre banche italiane che hanno riportato finora i conti (un trend che potrebbe andare avanti nel breve termine) anche se il “possibile squeeze-out degli azionisti di minoranza”, hanno sottolineato gli esperti, “rappresenta il principale rischio al rialzo ” (riferimento alla possibilità che MPS decida di conquistare l’intera Mediobanca, lanciando una OPA residuale.
D’altronde, proprio la febbre per l’OPA di MPS su Mediobanca - (che tuttavia secondo alcuni esperti potrebbe essere troppo costosa per MPS) - aveva scatenato di recente il forte rally delle azioni di Piazzetta Cuccia, in un momento in cui non si sa ancora quale sarà il destino riservato alla banca d’affari.
La nota di Equita sulle azioni MPS post conti e in attesa della presentazione del piano in data 27 febbraio
Ieri, così come ha riassunto oggi una nota di Equita SIM, la conference call con cui il CEO di MPS Luigi Lovaglio ha commentato i conti non ha alzato il velo sulla strategia che Monte dei Paschi intende perseguire, nel portare avanti il suo processo di integrazione con Mediobanca.
MPS e Lovaglio hanno informato Piazza Affari che il giorno clou per conoscere il destino di Piazzetta Cuccia - e se Rocca Salimbeni procederà o meno al delisting delle azioni MB - è quello del prossimo 27 febbraio 2026: giorno in cui, in occasione del Capital Markets Day, l’istituto senese presenterà il proprio business plan.
Equita ha riassunto le principali indicazioni emerse dalla call di Lovaglio, sottolineando poi che, “sulla base delle nostre stime (che incorporano €250 milioni di sinergie)”, le azioni MPS sono scambiate con un P/E adjusted atteso per il 2027 di 10,7 volte mentre, “ assumendo il pieno realizzo delle sinergie, il multiplo scenderebbe a circa 9,7 volte (rispetto alla media del settore in area 10 volte)”.
La SIM ha ribadito la propria view neutrale sulle azioni Monte dei Paschi di Siena, a fronte di un target price che rimane pari a 10,50 euro.
Nel frattempo, oltre alla pubblicazione degli utili, da MPS è arrivata la notizia della decisione di Stefano Di Stefano, alto dirigente del MEF e consigliere della banca, di rassegnare le proprie dimissioni dal CDA, dopo essere finito nel mirino della Procura di Milano con il sospetto di insider trading.
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