Il consigliere rappresentante del Tesoro Stefano Di Stefano ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati.
MPS-Monte dei Paschi ha annunciato le dimissioni del consigliere Stefano Di Stefano dal CDA.
Nel comunicato stampa con cui la banca senese ha fatto l’annuncio, si legge che “ Stefano Di Stefano, amministratore non indipendente, componente del Comitato Rischi e Sostenibilità, ha rassegnato nella giornata odierna le proprie dimissioni dalla carica, con decorrenza immediata, per ragioni personali e in relazione all’avvio di indagini a suo carico ”.
MPS, le dimissioni di Stefano Di Stefano dal CDA dopo l’inchiesta per insider trading della Procura di Milano
L’altroieri è arrivata la notizia dell’indagine che la Procura di Milano ha avviato a carico di Stefano Di Stefano sulla scia del sospetto di insider trading.
Dopo aver lanciato un’inchiesta per ostacolo alla vigilanza e manipolazione di mercato sul CEO di Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio, su Francesco Gaetano Caltagirone e su Francesco Milleri (presidente di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio maggiore azionista di MPS, insieme a Caltagirone), la Procura di Milano ha avviato una inchiesta anche su Di Stefano, responsabile della direzione “Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici” del Tesoro-MEF, guidato dal ministro Giancarlo Giorgetti.
Stefano Di Stefano è stato esponente del CDA di MPS fino alle sue dimissioni appena annunciate a partire dal 2022, in quanto rappresentante del MEF, che rimane tuttora tra i principali azionisti di MPS, sebbene con una partecipazione oggi di appena il 4,863% dopo che, con il governo Meloni, Rocca Salimbeni si è svestita dei panni che, a partire dalla ricapitalizzazione precauzionale avviata nel 2017, l’avevano resa Monte di Stato, a causa della quota di maggioranza detenuta dal Tesoro, pari inizialmente al 64% circa.
MPS ha concluso il comunicato con cui ha annunciato le dimissioni di Di Stefano ringraziando il funzionario del MEF per il suo operato:
“La Banca, preso atto della decisione assunta, ringrazia il Dott. Di Stefano per l’attività svolta quale Consigliere di Amministrazione in questi anni”.
MPS, imbarazzo per Giorgetti e per l’intero MEF
Il caso MPS-Mediobanca è già politico a causa dei sospetti - confermati dalla stessa inchiesta lanciata dalla Procura di Milano - sulle modalità con cui è avvenuta la scalata di Mediobanca da MPS.
Il dubbio, per alcuni una certezza, è che dietro l’operazione ci sia stato un chiaro disegno di alcuni azionisti del Monte di Paschi di Siena, così come di Mediobanca e Generali (il riferimento è a Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio) di puntare a esercitare un maggiore controllo su Generali Assicurazioni.
In evidenza i commenti del senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, in relazione all’indagine scattata dalla Procura di Milano su Stefano Di Stefano con l’accusa di insider trading.
In una nota che risale alla giornata di ieri, martedì 10 febbraio 2026, Turco ha scritto che “il coinvolgimento di dirigenti apicali del Ministero dell’economia in indagini riguardanti operazioni relative a MPS non può che collegarsi agli aspetti già sin troppo opachi del risiko bancario”.
“Abbiamo sempre detto che il dato politico-economico che emerge dal risiko, ovvero l’alleanza tra il Governo Meloni e gruppi finanziari privati per un’operazione di egemonia finanziaria ed editoriale, è già sin troppo chiaro a prescindere dall’inchiesta”, ha osservato Turco. “Ma l’ultima notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per insider trading di Stefano Di Stefano, alto dirigente del MEF, capo della direzione partecipazioni e consigliere di amministrazione di MPS, solleva profili di rilevante delicatezza istituzionale, anche in relazione alla prevenzione dei conflitti di interesse e alla corretta gestione delle informazioni sensibili, come quelle relative alla dismissione delle partecipazioni della banca senese ”.
Il dubbio sulle modalità con cui il MEF ha smobilizzato le azioni di MPS
Turco ha poi fatto l’annuncio, prima che Di Stefano rassegnasse le proprie dimissioni dal CDA di MPS:
“Per questo abbiamo appena depositato un’interrogazione parlamentare in cui chiediamo al dicastero di Giancarlo Giorgetti di sapere se sia il caso che Di Stefano rimanga al suo posto; quale sia stato il ruolo di Di Stefano e della direzione che guida nelle varie fasi di cessione dei pacchetti MPS; se Di Stefano abbia avuto interlocuzioni con banca Akros, l’istituto a cui il MEF ha assegnato la gestione della procedura di vendita dei pacchetti di MPS; se abbia avuto un ruolo nella decisione della scelta della procedura accelerata di collocazione dei pacchetti MPS; se abbia avuto un ruolo nella decisione del Governo di applicare il golden power nell’operazione UniCredit-BPM; quali procedure interne di controllo e prevenzione dei conflitti di interesse siano state adottate dal Ministro in relazione al ruolo dei propri dirigenti coinvolti nella governance di MPS e le motivazioni del loro mancato funzionamento per il suo alto dirigente; se fosse a conoscenza, prima delle operazioni di cessione, di possibili intese o coordinamenti tra soggetti privati finalizzati a utilizzare MPS come strumento per operazioni di scalata nel sistema finanziario”.
Rimane alta l’attenzione sulle azioni MPS all’indomani dei conti annunciati dalla banca senese e, soprattutto, in vista dell’imminente data chiave in cui finalmente il Monte alzerà il velo sul piano di aggregazione con Mediobanca. Ieri il mercato ha penalizzato i titoli del Monte dei Paschi di Siena, che si sono confermati i peggiori di Piazza Affari.
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