Perché l’oro resta l’assicurazione più solida contro i crolli di Borsa

Redazione Money Premium

8 Novembre 2025 - 06:59

Nonostante i ribassi e la volatilità, l’oro continua a offrire protezione e diversificazione nei portafogli: nelle grandi crisi azionarie ha sempre sovraperformato i mercati nel medio periodo.

Perché l’oro resta l’assicurazione più solida contro i crolli di Borsa

Negli ultimi mesi, molti investitori che avevano puntato sull’oro hanno imparato una lezione dolorosa: anche il “bene rifugio” per eccellenza può conoscere forti oscillazioni. Dopo il più grande calo in dodici anni, il metallo giallo ha ricordato ai mercati che i suoi benefici di diversificazione non arrivano mai senza pazienza.

Storicamente, i periodi di correzione azionaria sono seguiti da fasi in cui l’oro si sgancia dall’andamento delle borse e tende a sovraperformare. Analizzando sei episodi in cui l’S&P 500 ha perso oltre il 15%, si osserva che l’oro è inizialmente sceso, ma poi ha superato l’indice di circa 40 punti percentuali in media, registrando rendimenti positivi in quattro casi su sei.

La chiave di questa dinamica sta nel comportamento degli investitori durante le fasi di stress finanziario. Quando le azioni crollano, molti cercano di incrementare la liquidità, vendendo ciò che possono — anche l’oro, che essendo una commodity liquida subisce cali temporanei. Tuttavia, questi ribassi sono di solito più contenuti e brevi rispetto a quelli dei mercati azionari.

Le banche centrali giocano un ruolo importante: in presenza di instabilità finanziaria, tendono a ridurre i tassi d’interesse, diminuendo il costo opportunità di detenere oro, che non genera rendimento. Allo stesso tempo, gli investitori spostano i capitali da asset rischiosi come le azioni verso beni rifugio quali obbligazioni governative e oro.

Un altro fattore di sostegno per il metallo prezioso è la sua offerta limitata e la consapevolezza che i principali detentori — le banche centrali — difficilmente venderanno le proprie riserve. Al contrario, molti istituti stanno aumentando l’esposizione per ridurre la dipendenza dagli asset in dollari USA. Secondo l’OMFIF, quasi un terzo delle 75 banche centrali intervistate intende accrescere le proprie riserve auree nei prossimi anni.

In un contesto in cui la stabilità delle valute fiat e la credibilità della politica monetaria vengono messe in discussione, l’oro riafferma la sua funzione di riserva di valore. Pur non essendo un mezzo di pagamento efficiente, resta un’alternativa concreta alle valute tradizionali.

L’unico elemento che potrebbe limitare le performance future è la Federal Reserve. Durante la fase di inasprimento monetario del 2022, il rialzo dei tassi di interesse ha ridotto l’attrattiva relativa dell’oro, portando a un ribasso parallelo con l’S&P 500. Tuttavia, anche in quel periodo, l’oro ha sovraperformato le azioni americane di circa 18 punti percentuali.

Quando i mercati azionari torneranno a scendere dai livelli record, la storia suggerisce che l’oro aiuterà a limitare le perdite dei portafogli. Gli investitori dovrebbero quindi prepararsi in anticipo, evitando errori tattici e ricordando che la forza dell’oro risiede non nella rapidità dei guadagni, ma nella sua resilienza nel tempo.