Pensioni, ufficiale il taglio delle tasse e l’aumento (ecco i nuovi importi)

Simone Micocci

29 Dicembre 2023 - 10:08

Pensioni, ufficiale il taglio dell’Irpef che comporterà un aumento dell’assegno fino a un massimo di 260 euro (l’anno).

Pensioni, ufficiale il taglio delle tasse e l’aumento (ecco i nuovi importi)

Via libera al decreto attuativo della delega fiscale con cui vengono riviste le aliquote Irpef che esclusivamente per il 2024 vengono portate da quattro a tre con l’accorpamento della prima con la seconda, con vantaggi anche sulle pensioni.

Una buona notizia per lavoratori e pensionati, i quali pagheranno meno tasse sui redditi percepiti assicurandosi così un netto più alto. Ma non tutti: il taglio dell’Irpef riguarda solamente coloro che hanno un reddito superiore a 15 mila euro e comunque fino a un massimo di 50 mila, i quali potranno beneficiare di un aumento fino a 260 euro l’anno.

Con la riforma dell’Irpef viene anche rivista la no tax area per i lavoratori, in quanto viene equiparata a quella dei pensionati che anche nel 2024 resta pari a 8.500 euro. Sotto questa soglia, quindi, intervengono le detrazioni sul reddito ad azzerare tutte le imposte altrimenti dovute sull’assegno.

Il taglio dell’Irpef, ormai ufficiale, è quindi una buona notizia per i pensionati poiché segue agli aumenti già previsti dalla rivalutazione (con tasso dell’1,5%) assicurando così un ulteriore incremento.

A tal proposito, possiamo rispondere alla domanda su quanto aumenta la pensione grazie al taglio delle tasse e alla nuova Irpef, facendo chiarezza su qual è l’importo che assicura il massimo vantaggio (pari appunto a 260 euro l’anno).

Come vengono riviste le aliquote Irpef (anche per le pensioni)

A differenza di quanto successo con il taglio del cuneo fiscale, applicato solamente per i lavoratori dipendenti, anche i pensionati beneficiano della riforma dell’Irpef che ha appena ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri.

La revisione di scaglioni e aliquote d’imposta, infatti, vale per tutte le tipologie di reddito per le persone fisiche, generando così anche una minore trattenuta annua sulla pensione con un conseguente aumento dell’importo netto a parità di lordo.

Oggi sulla pensione lorda si applicano Irpef (con le relative detrazioni), addizionali regionali e comunali. Mettiamo da parte quest’ultime e concentriamoci sull’imposta al reddito delle persone fisiche, trattenuta mensilmente dal cedolino sulla base di una presunzione su quello che sarà il guadagno annuo generato da pensione, con la possibilità poi che in sede di conguaglio possa esserci un ricalcolo favorevole o sfavorevole a seconda dei casi.

Nel dettaglio, oggi le aliquote Irpef applicate sono pari a:

  • per i primi 15 mila euro di reddito si calcola il 23%;
  • tra i 15 mila e i 28 mila euro di reddito si calcola il 25%;
  • tra i 28 mila e i 50 mila euro di reddito si calcola il 35%;
  • sopra i 50 mila euro di reddito si calcola il 43%.

Con la sola eccezione della tredicesima, per i ratei mensili l’aliquota Irpef delle scaglione di riferimento si applica solamente sulla parte di reddito che ne fa parte. Ad esempio, su un reddito di 45.000 euro si applica il 23% sui primi 15 mila euro, il 25% sui successivi 13 mila, e il 35% sui restanti 17 mila euro.

Ciò significa che del taglio di una delle suddette aliquote ne beneficiano tutti coloro che hanno almeno una parte di reddito compresa in quello specifico scaglione. A tal proposito, dopo la riforma Irpef che dovrebbe essere autorizzata dalla legge di Bilancio 2024, le aliquote sono le seguenti:

  • per i primi 15 mila euro resta l’aliquota del 23%;
  • lo scaglione tra 15 mila e 28 mila euro viene accorpato al primo, con un’aliquota quindi sempre del 23%;
  • gli altri due scaglioni restano invariati, con un 35% tra i 28 e i 50 mila euro e un 43% sopra questa soglia.

Di fatto, si risparmia un 2% sulla parte di reddito che riferisce al secondo scaglione, tra i 15 e i 28 mila euro.

Di quanto aumenta la pensione?

Dalla pensione mensile viene così trattenuta un’imposta più bassa rispetto a quella del 2023. Ma va detto che non si tratta di grosse cifre: nella migliore delle ipotesi, infatti, sulla pensione netta ci sarà qualche decina di euro in più.

A godere del massimo vantaggio generato da questa operazione sono coloro che hanno un reddito di almeno 28 mila euro, per i quali il 2% in meno sui 13 mila euro del secondo scaglione equivale a un risparmio annuo di 260 euro, quindi 20 euro in più al mese.

Peggio va a chi percepisce meno: pensiamo ad esempio a una pensione di 1.800 euro lordi, 23.400 euro l’anno. In tal caso il risparmio annuo sarà di appena 168 euro, circa 13 euro in più al mese.

Non ci saranno vantaggi invece per le pensioni più basse: entro i 15 mila euro l’anno, infatti, l’aliquota resterebbe invariata senza quindi alcun vantaggio sull’Irpef.

A tal proposito, ecco una tabella che sintetizza il risparmio mensile in base alla pensione percepita:

Importo pensione Risparmio mensile Irpef tra il 2023 e il 2024Risparmio annuo Irpef tra il 2023 e il 2024
Sotto i 1.153 euro --- ---
1.200 euro 0,92 euro 12 euro
1.400 euro 4,92 euro 64 euro
1.600 euro 8,92 euro 116 euro
1.800 euro 12,92 euro 168 euro
2.000 euro 16,92 euro 220 euro
2.153 euro e superiori 20 euro 260 euro

È importante sottolineare però che per i redditi superiori a 50.000 euro i 260 euro di risparmio sull’Irpef dovuta saranno azzerati da una franchigia imposta sulle detrazioni che saranno riconosciute solo dopo i primi 260 euro spettanti.

Argomenti

# Fisco
# IRPEF

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