Conoscere come funziona e cosa prevede la normativa sulle pensioni in Italia è molto importante, in quanto ci sono delle misure che consentono di avere più soldi sull’assegno ma solo a chi ne fa espressamente richiesta.
Non è un caso che si parli di diritti inespressi della pensione, un termine che va a comprendere tutti i bonus sulle pensioni che spettano solo previa domanda all’Inps.
A tal proposito, ce n’è uno “nascosto” nella legge Dini che consente di incrementare l’importo della pensione. Non esiste un importo precisto, ma a seconda dei casi si possono superare anche i 100 euro al mese.
Nel dettaglio, nell’articolo 1, comma 40, della legge n. 335 del 1995 è prevista una duplice, ma alternativa, agevolazione per le lavoratrici madri, ma solo a chi rientra interamente nel sistema di calcolo contributivo, alle quali viene consentito o di andare in pensione prima o appunto di incrementare l’importo dell’assegno. Nel primo caso è consentito andare in pensione con 4 mesi di anticipo per ogni figlio, a fronte di un limite di 12 mesi che la legge di Bilancio 2025 porta a 16 mesi.
Per quanto riguarda coloro che invece preferiscono l’aumento dell’importo, la normativa interviene modificando le regole di calcolo della pensione, applicando per le lavoratrici un coefficiente di trasformazione del montante contributivo maggiormente conveniente.
Come funziona il sistema di calcolo contributivo
Prima di vedere come l’agevolazione prevista dalla legge Dini, che va richiesta dall’interessata, agisce sull’importo della pensione dobbiamo fare chiarezza su come funziona il sistema di calcolo contributivo (di cui potete approfondire qui).
Con questo regime, applicato sui contributi successivi all’1 gennaio 1996, la pensione è calcolata prendendo tutti i versamenti fatti dal lavoratore durante la carriera e rivalutandoli per il cosiddetto tasso di capitalizzazione. Si arriva così al montante contributivo, il quale a sua volta si trasforma in importo della pensione attraverso un apposito coefficiente, tanto maggiore quanto più si ritarda l’accesso alla pensione.
A parità di montante contributivo, quindi, prende più soldi chi va in pensione più tardi, ma non solo: è proprio qui, infatti, che agisce l’agevolazione in oggetto.
Come funziona l’agevolazione della legge Dini
Chi non vuole godere dell’anticipazione prevista dalla legge Dini può sfruttare l’alternativa che consente di avere più soldi sulla pensione. Questa infatti prevede che le donne la cui pensione è calcolata interamente con il sistema contributivo possono richiedere un coefficiente di trasformazione:
- aumentato di 1 anno nel caso di lavoratrici con uno o due figli;
- aumentato di 2 anni per chi ha più di due figli.
Ad esempio, una lavoratrice che va in pensione a 67 anni e ha 2 figli avrà la pensione calcolata utilizzando il coefficiente di trasformazione di una donna di 68 anni, con buone ripercussioni sull’assegno.
Quanto spetta di più sulla pensione?
Rispondere a questa domanda non è possibile dal momento che il vantaggio sulla pensione dipende tanto dall’età in cui si va in pensione quanto soprattutto sul montante contributivo maturato.
A tal proposito, consideriamo il caso di un montante contributivo di 200.000 euro: ecco quanto spetta a seconda del coefficiente di trasformazione applicato (considerando quelli in vigore nel 2025, appena comunicati dal ministero del Lavoro).
| Età del pensionamento | Coefficiente di trasformazione 2025-2026 | Importo pensione | Aumento con maggiorazione di un anno del coefficiente | Aumento con maggiorazione di due anni del coefficiente |
|---|---|---|---|---|
| 57 | 4,204% | 8.408 € | 208 € | 430 € |
| 58 | 4,308% | 8.616 € | 222 € | 456 € |
| 59 | 4,419% | 8.838 € | 234 € | 484 € |
| 60 | 4,536% | 9.072 € | 250 € | 518 € |
| 61 | 4,661% | 9.322 € | 268 € | 550 € |
| 62 | 4,795% | 9.590 € | 282 € | 586 € |
| 63 | 4,936% | 9.872 € | 304 € | 628 € |
| 64 | 5,088% | 10.176 € | 324 € | 670 € |
| 65 | 5,250% | 10.500 € | 346 € | 716 € |
| 66 | 5,423% | 10.846 € | 370 € | 770 € |
| 67 | 5,608% | 11.216 € | 400 € | 832 € |
| 68 | 5,808% | 11.616 € | 432 € | 900 € |
| 69 | 6,024% | 12.048 € | 468 € | 972 € |
| 70 | 6,258% | 12.516 € | 504 € | - |
| 71 | 6,510% | 13.020 € | - | - |
Come potete vedere, chi va in pensione a 64 anni ad esempio e usufruisce di questa agevolazione, andrebbe a guadagnare 324 euro in più l’anno se ha uno o due figli, 670 euro se ne ha almeno tre. Al massimo comunque si arriva a poco più di 970 euro l’anno nel caso di una lavoratrice che va in pensione a 69 anni ma con assegno calcolato come se ci fosse andata a 71 anni.
Più il montante contributivo è elevato però e maggiore sarà il vantaggio. Ecco ad esempio una tabella con un montante di 300.000 euro, dove già per chi va in pensione a 67 anni (che ricordiamo essere l’età per la pensione di vecchiaia) spettano 1.245 euro in più, quindi poco meno di 100 euro in più ogni mese, in presenza di più di due figli.
| Età del pensionamento | Coefficiente di trasformazione 2025-2026 | Importo pensione | Aumento con maggiorazione di un anno del coefficiente | Aumento con maggiorazione di due anni del coefficiente |
|---|---|---|---|---|
| 57 | 4,204% | 12.612 € | 312 € | 645 € |
| 58 | 4,308% | 12.924 € | 333 € | 684 € |
| 59 | 4,419% | 13.257 € | 351 € | 726 € |
| 60 | 4,536% | 13.608 € | 375 € | 777 € |
| 61 | 4,661% | 13.983 € | 402 € | 825 € |
| 62 | 4,795% | 14.385 € | 423 € | 879 € |
| 63 | 4,936% | 14.808 € | 456 € | 942 € |
| 64 | 5,088% | 15.264 € | 486 € | 1.005 € |
| 65 | 5,250% | 15.750 € | 519 € | 1.155 € |
| 66 | 5,423% | 16.269 € | 555 € | 1.155 € |
| 67 | 5,608% | 16.824 € | 600 € | 1.245 € |
| 68 | 5,808% | 17.424 € | 648 € | 1.350 € |
| 69 | 6,024% | 18.072 € | 702 € | 1.458 € |
| 70 | 6,258% | 18.774 € | 756 € | - |
| 71 | 6,510% | 19.530 € | - | - |
Con un montante di 400.000 euro, invece, è molto più semplice superare i 100 euro in più al mese.
| Età del pensionamento | Coefficiente di trasformazione 2025-2026 | Importo pensione | Aumento con maggiorazione di un anno del coefficiente | Aumento con maggiorazione di due anni del coefficiente |
|---|---|---|---|---|
| 57 | 4,204% | 16.816 € | -416 € | -860 € |
| 58 | 4,308% | 17.232 € | -444 € | -912 € |
| 59 | 4,419% | 17.676 € | -468 € | -968 € |
| 60 | 4,536% | 18.144 € | -500 € | -1.036 € |
| 61 | 4,661% | 18.644 € | -536 € | -1.100 € |
| 62 | 4,795% | 19.180 € | -564 € | -1.172 € |
| 63 | 4,936% | 19.744 € | -608 € | -1.256 € |
| 64 | 5,088% | 20.352 € | -648 € | -1.340 € |
| 65 | 5,250% | 21.000 € | -692 € | -1.540 € |
| 66 | 5,423% | 21.692 € | -740 € | -1.540 € |
| 67 | 5.608% | 22.432 € | -800 € | -1.660 € |
| 68 | 5,808% | 23.232 € | -864 € | -1.800 € |
| 69 | 6,024% | 24.096 € | -936 € | -1.944 € |
| 70 | 6,258% | 25.032 € | -1.008 € | - |
| 71 | 6,510% | 26.040 € | - | - |
Ecco perché è importante conoscere questa agevolazione in modo da avere più soldi sulla pensione, chiedendo appunto di usufruirne nel momento in cui fate domanda di pensionamento (a tal proposito conviene rivolgersi a un patronato o comunque a un intermediario esperto per non correre rischio).