Pensioni, Fornero vuole l’aumento dell’età pensionabile

Simone Micocci

29 Gennaio 2026 - 09:51

Pensioni, maggioranza e opposizioni provano a bloccare l’aumento dell’età pensionabile. Elsa Fornero dice no.

Pensioni, Fornero vuole l’aumento dell’età pensionabile

L’età pensionabile aumenterà presto, per quanto non manchino i tentativi di bloccarla. L’ultimo è quello avanzato dall’opposizione- Partito Democratico, Movimento 5 stelle, e Alleanza Verdi e Sinistra - che in queste ore hanno presentato una mozione con la quale il governo viene impegnato a proseguire nell’azione di monitoraggio rispetto agli effetti che gli adeguamenti automatici avranno sui requisiti per la pensione, valutando anche la possibilità di correttivi o di congelamento degli stessi.

In parole più semplici: il governo dovrà trovare un modo per bloccare gli aumenti dei requisiti per andare in pensione, come previsto dalla legge Fornero che li ha legati direttamente alle speranze di vita.

A dire il vero le mozioni sono due: oltre a quella delle opposizioni, infatti, c’è anche quella presentata dalla maggioranza. D’altronde più volte voci interne alla maggioranza, in particolare in quota Lega, hanno sottolineato come per il momento l’aumento dell’età pensionabile in programma nel 2027 (di 1 mese, poi altri 2 mesi nel 2028) sia solamente su carta, visto che c’è tutto il tempo per bloccarlo con la prossima legge di Bilancio.

Un punto che a quanto pare accomuna maggioranza e opposizione, visto che l’adeguamento tra età pensionabile e aspettativa, previsto ogni biennio come previsto dalla riforma Fornero del 2011, non piace a nessuno.

Si cercherà quindi di bloccare l’adeguamento e per una volta sarebbero tutti d’accordo nel farlo. O meglio, non proprio tutti. A scagliarsi contro questa possibilità - definendo persino “populiste” le mozioni presentate, è proprio Elsa Fornero, autrice della famosa riforma che ancora oggi definisce le regole per andare in pensione.

Elsa Fornero non vuole bloccare l’aumento dell’età pensionabile

Nel corso di un’intervista rilasciata al Foglio, Elsa Fornero ha espresso il suo parere - negativo - rispetto alle azioni di questi giorni, in particolare nei confronti del partito Democratico.

Sembra più anti leghista Giorgetti che il PD”, ha dichiarato Fornero, circoscrivendo questa sua dichiarazione alle pensioni. In particolare, alla professoressa non sono andati giù alcuni commenti allegati alla mozione, dove si legge che le ultime riforme pensionistiche avrebbero violato il principio del “leale affidamento”, con l’aggravante poi di essere state imposte “senza confronto democratico”. Per Fornero questo è stato un “errore gravissimo”, che ricalca quello fatto da Matteo Salvini che in questi anni ha più volte spinto sulla cancellazione della riforma, salvo però dover prendere atto del fatto che questo è impossibile visto l’impatto che ciò avrebbe sul nostro sistema pensionistico.

E Fornero spiega anche perché:

Il sistema pensionistico pubblico a ripartizione è un contratto tra generazioni. Tirare la coperta a favore delle generazioni anziane o quasi anziane vuol dire sottrarre risorse alle generazioni future.

In poche parole: consentire oggi a più persone di andare prima in pensione, bloccando il meccanismo di adeguamento automatico con le aspettative di vita, avrebbe un impatto sulle prossime generazioni, per le quali la sostenibilità del sistema pensionistico è già in equilibrio precario.

Pertanto, Fornero parla di “ingenuità” da parte del Centrosinistra, per quanto si dica comunque “rattristata” per il fatto che ci sia una sovrapposizione con l’agenda di Matteo Salvini. A questo punto prova a tracciare la strada da seguire, suggerendo - al Partito Democratico in particolare - di non rincorrere il populismo perché non è così che si mettono a nudo le “debolezze del governo”.

E aggiunge, di come sia triste il fatto che il Partito Democratico - in qualità di primo partito di opposizione - non capisca ancora che la riforma del 2011 venne fatta in momento di emergenza, e che proprio allora - così come oggi - fosse strettamente necessario fare dei sacrifici per le pensioni. È paradossale come oggi più i cittadini che i partiti abbiano capito che quella riforma fu necessaria per garantire la sopravvivenza del sistema pensionistico e che per la stessa ragione non si può tornare indietro.

Ma d’altronde la riforma fu votata anche dall’allora sinistra di Bersani e persino Giorgia Meloni pose la sua firma sul testo. Ecco perché oggi promuovere iniziative che vanno verso il superamento della legge Fornero sembra essere più una mossa dettata dalla necessità di rincorrere il consenso popolare attraverso iniziative più mediatiche che altro.

Insomma, per la Fornero il blocco dell’età pensionabile non si può fare e porta a sostegno della sua tesi delle argomentazioni più che valide:

C’è la tendenza a non considerare che una spesa richiede un’entrata. Facile così: possiamo proporre tutto se non dobbiamo fornire le coperture, no?

Da dove si pensa, infatti, di trovare quelle risorse necessarie a bloccare l’adeguamento che, ricordiamo, avrebbe come effetto principale quello di innalzare la spesa pensionistica? Perché se si vive di più e si mantiene la stessa età pensionabile, vuol dire anche che si prende la pensione per più anni, il tutto gravando sulle casse dell’Inps.

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