Pensioni, con questo importo sei nella media. Lo dice l’Inps

Simone Micocci

26 Marzo 2026 - 09:07

Pensioni, ecco gli importi medi in Italia nel nuovo Osservatorio Inps. Ecco quanto si prende oggi a seconda della gestione di appartenenza.

Pensioni, con questo importo sei nella media. Lo dice l’Inps

Pensi che la tua pensione sia molto bassa? Ma ti sei mai chiesto se rientri oppure no nella media nazionale? A fornire gli elementi utili per rispondere a questa domanda è l’Inps, che proprio in queste ore ha pubblicato il nuovo Osservatorio statistico che analizza il complesso delle pensioni vigenti, aggiornato al 2026.

Una fotografia di quanto si prende di pensione in Italia, realizzata considerando anche le diverse forme di pensionamento: dalla vecchiaia all’anticipata, fino alle pensioni di reversibilità per i superstiti.

Dati che consentono di individuare un importo medio delle pensioni, così da poter rispondere a tutti coloro che si chiedono se l’assegno percepito sia più o meno distante dalla media nazionale.

La buona notizia è che, diversamente da quanto si potrebbe pensare, grazie alle nuove uscite - 831.285, in calo rispetto alle 901.152 dell’anno precedente - l’importo medio della pensione è in aumento. Nonostante la quota calcolata con il sistema contributivo, meno vantaggioso rispetto al retributivo, diventi sempre più rilevante, le pensioni crescono: per quale motivo? Secondo l’Inps incide il fatto che requisiti più stringenti per l’accesso alla pensione comportano un’uscita dal lavoro in età più avanzata e con un maggior numero di anni contributivi. Carriere più lunghe, infatti, si traducono in assegni più elevati.

Vediamo quindi nel dettaglio qual è la soglia media - calcolata sommando tutti gli importi percepiti e dividendoli per il numero complessivo di pensionati in Italia - così da poter avere un’idea più chiara della propria situazione.

Importo medio pensione in Italia

Entrando nel dettaglio dei numeri diffusi dall’Inps, è possibile osservare come si componga il complesso delle pensioni vigenti in Italia e quale sia l’importo medio percepito nelle diverse gestioni e categorie. Nel complesso, le prestazioni pensionistiche e assistenziali in pagamento sono oltre 21,2 milioni, per un importo medio mensile pari a circa 1.284 euro. Questo dato, però, comprende più trattamenti, quindi per capire se siete o meno nella media è bene vedere il dettaglio di ogni singola opzione di pensionamento, nonché la gestione di appartenenza (se pubblica o privata).

La quota più consistente riguarda le pensioni riconosciute ai lavoratori dipendenti del settore privato, che superano gli 8,2 milioni di trattamenti complessivi, con un importo medio di circa 1.476 euro al mese. In questo ambito, le pensioni di vecchiaia rappresentano la parte prevalente, con oltre 5,5 milioni di assegni e una media mensile che sfiora i 1.760 euro, mentre le pensioni di invalidità si attestano su circa 870 euro e quelle ai superstiti poco sopra i 900 euro.

Importi medi significativamente più elevati si registrano invece tra i dipendenti pubblici. In questo caso, le pensioni complessive superano i 3,1 milioni e l’assegno medio mensile si colloca oltre i 2.270 euro. Le pensioni di vecchiaia del comparto pubblico risultano infatti le più alte tra le principali gestioni, con una media superiore ai 2.540 euro, mentre anche le pensioni di invalidità e quelle di reversibilità presentano importi medi sensibilmente superiori rispetto al settore privato.

Diversa la situazione per i lavoratori autonomi e parasubordinati, che contano oltre 5 milioni di pensioni complessive, ma con importi medi più contenuti, pari a circa 965 euro mensili. Le pensioni di vecchiaia in questa gestione si attestano poco sopra i 1.090 euro, mentre le prestazioni di invalidità e quelle ai superstiti risultano ancora più basse, riflettendo carriere contributive spesso discontinue o con redditi inferiori.

Una quota più ridotta di trattamenti riguarda le pensioni liquidate in regime di cumulo o totalizzazione dei contributi, che superano le 330mila unità, ma con un importo medio mensile superiore ai 2.050 euro, segno che si tratta spesso di carriere lunghe e frammentate tra diverse gestioni. Residuale, invece, il numero di pensioni derivanti da assicurazioni facoltative, con importi medi molto bassi.

Accanto alle prestazioni previdenziali si colloca poi l’ampia platea delle prestazioni assistenziali, che comprende pensioni e assegni sociali e trattamenti per invalidi civili. In questo caso si contano oltre 4,4 milioni di prestazioni, con importi medi compresi tra circa 509 e 556 euro mensili (più o meno la soglia della pensione minima), evidenziando la funzione di sostegno al reddito svolta da queste misure.

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