Pensioni, cedolino maggio online. Guida a importi, arretrati e data di pagamento

Simone Micocci

23 Aprile 2026 - 09:49

Pensioni, nella guida di maggio dell’Inps figura un nuovo bonus. Ecco a quali pensionati spetta.

Pensioni, cedolino maggio online. Guida a importi, arretrati e data di pagamento

Il cedolino della pensione di maggio è online e può essere consultato direttamente dall’area personale MyInps, accessibile con credenziali Spid, Cie (Carta d’identità elettronica, utilizzando l’apposito Pin) o Carta Nazionale dei Servizi.

Con la pubblicazione del cedolino, i pensionati possono quindi scoprire in anticipo quanto percepiranno questo mese, anche se nella maggior parte dei casi non dovrebbero esserci differenze rispetto ad aprile: tutte le novità che incidono sugli importi sono infatti già state applicate nei mesi scorsi, comprensive degli arretrati.

Per i prossimi aumenti delle pensioni previsti nel corso dell’anno bisognerà invece attendere luglio e agosto, quando saranno messi in pagamento, rispettivamente, la quattordicesima ed eventuali rimborsi derivanti dalla dichiarazione dei redditi con modello 730.

Non dovrebbero invece partire già a maggio i ricalcoli delle pensioni dovuti a un errore commesso dall’Inps nei confronti di alcuni pensionati della Pubblica Amministrazione: è più probabile che le somme spettanti, comprensive degli arretrati, vengano corrisposte nei prossimi mesi.

Buone notizie, invece, per i percettori di prestazioni sostitutive della pensione, come l’Ape Sociale o l’isopensione: in questi casi, infatti, l’Inps ha disposto il pagamento di un nuovo bonus grazie all’applicazione delle norme di riduzione del cuneo fiscale previste dalla legge di Bilancio 2025.

Fatte queste premesse, ecco una guida completa alla pensione in pagamento a maggio: dalla data di accredito a tutte le novità fiscali, fino alle informazioni sul pagamento del suddetto bonus.

Quando arriva la pensione di maggio?

Come indicato dall’Inps, le pensioni vengono pagate nel primo giorno bancabile del mese. A maggio, però, il calendario subisce uno slittamento perché il 1° maggio è festivo e non sono previsti accrediti.

Di conseguenza, il pagamento scatta sabato 2 maggio per chi ritira o riceve la pensione tramite Poste Italiane, con gli uffici aperti solo nella mattinata. Tempi leggermente più lunghi, invece, per chi ha l’accredito su conto corrente bancario: in questo caso bisognerà attendere lunedì 4 maggio, primo giorno utile per gli istituti di credito.

Pensione, a maggio ancora il conguaglio fiscale

Anche sulla pensione di maggio possono continuare a vedersi gli effetti del conguaglio fiscale effettuato dall’Istituto sulla base della Certificazione Unica 2026. L’Istituto ha infatti ricalcolato l’Irpef dovuta per il 2025 considerando l’insieme dei redditi percepiti, comprese eventuali altre prestazioni.

Se dal ricalcolo è emerso un credito, questo è stato generalmente già riconosciuto nei mesi precedenti. Diverso il caso del conguaglio a debito: quando la trattenuta non è stata completamente assorbita dalla pensione di aprile, il recupero prosegue anche a maggio.

Per alcuni pensionati, in particolare quelli con redditi fino a 18.000 euro annui e un debito superiore a 100 euro, la normativa prevede una rateizzazione più lunga: in questi casi le trattenute possono estendersi fino alle mensilità successive, arrivando anche a novembre.

Pensione, a maggio ancora Irpef e addizionali

Come anticipato, nel cedolino di maggio non ci sono particolari novità per la maggior parte dei pensionati: gli effetti della rivalutazione e delle modifiche fiscali introdotte con le ultime leggi di Bilancio sono già stati assorbiti nei mesi precedenti, lasciando l’importo sostanzialmente stabile.

Restano però le trattenute fiscali ordinarie applicate dall’Inps in qualità di sostituto d’imposta. Oltre all’Irpef mensile, continuano infatti a incidere le addizionali regionali e comunali relative al 2025, che vengono recuperate in modo rateizzato da gennaio a novembre, insieme all’acconto dell’addizionale comunale per il 2026.

Bonus pensione a maggio

Nel cedolino di maggio arriva anche un beneficio fiscale per chi percepisce prestazioni di accompagnamento alla pensione, come Ape Sociale o isopensione. Si tratta infatti di misure equiparate ai redditi da lavoro dipendente, per le quali l’Inps ha applicato le nuove regole sul taglio del cuneo fiscale previste dalla legge di Bilancio 2025.

Nel dettaglio, per chi ha un reddito annuo fino a 20.000 euro, è riconosciuto un trattamento integrativo esentasse che non concorre alla formazione del reddito. L’importo varia in base alla fascia: circa il 7,1% per redditi fino a 8.500 euro, il 5,3% tra 8.500 e 15.000 euro e il 4,8% tra 15.000 e 20.000 euro. Nel cedolino questa voce compare come “Bonus lavoro dipendente credito 2025”.

Per i redditi compresi tra 20.000 e 32.000 euro, invece, il beneficio arriva sotto forma di maggiore detrazione fiscale, pari a 1.000 euro annui, che si traduce in circa 83 euro in più al mese. Il vantaggio continua anche tra 32.000 e 40.000 euro, ma in misura progressivamente ridotta fino ad azzerarsi al superamento di questa soglia. In questi casi, l’importo è indicato nel cedolino come “Conguaglio a credito Irpef” e può includere anche altri eventuali ricalcoli fiscali.

Pensioni, 1.000 euro di troppo: a maggio scatta il recupero

Per una platea di circa 15.000 pensionati, il cedolino di maggio può riservare una sorpresa negativa. L’Inps ha infatti avviato il recupero di somme erogate indebitamente nei mesi precedenti a causa di un errore nell’applicazione delle detrazioni fiscali.
Nel dettaglio, a questi pensionati era stata riconosciuta nel 2025 un’ulteriore detrazione Irpef prevista invece solo per i lavoratori dipendenti - o appunto per chi prende Ape Sociale o isopensione - con redditi tra 20.000 e 40.000 euro. Una volta individuato l’errore, l’Istituto ha prima neutralizzato il conguaglio con mandati aggiuntivi emessi ad aprile e ora ha dato il via al recupero delle somme non dovute.

A partire da maggio, quindi, scattano le trattenute nel cedolino, che avverranno in modo rateale: in 8 mensilità per chi rientra nell’operazione correttiva del 1° aprile, oppure in 7 rate a partire da giugno per gli altri casi gestiti con il successivo mandato del 20 aprile. Gli importi da restituire possono essere anche consistenti, arrivando in alcuni casi fino a circa 1.000 euro.

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