Pensioni: quali agevolazioni per chi assiste un familiare disabile?

Esistono diverse agevolazioni sulla pensione per chi assiste un familiare disabile in situazione di gravità: ecco quali sono le condizioni da soddisfare per anticipare l’accesso alla pensione.

Pensioni: quali agevolazioni per chi assiste un familiare disabile?

Pensioni: esiste più di un’agevolazione per chi assiste un familiare disabile.

Come noto alcune categorie di persone godono di una maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione: in caso di situazioni particolari, tra cui appunto figura l’assistenza di un familiare disabile, viene riconosciuta infatti la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione.

Nel dettaglio, per coloro sui quali grava un carico di cura nei confronti di un disabile vi è la possibilità di accedere alla pensione con Quota 41 oppure quella di richiedere l’anticipo pensionistico Ape Sociale.

Prima di vedere cosa prevedono queste agevolazioni è bene fare chiarezza su cosa si intende per “assistenza disabili” e quali sono le condizioni da soddisfare per poter accedere ai benefici sulla pensione.

Agevolazioni sulla pensione per chi assiste un disabile: quando spettano?

Come spiegato dall’Inps, possono anticipare l’accesso alla pensione coloro che - al momento della domanda di pensionamento - assistono da almeno sei mesi uno tra:

  • coniuge o parente di primo grado convivente;
  • parente o affine di secondo grado qualora i genitore o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto 70 anni, oppure siano affetti da patologie invalidanti, o siano deceduti o mancanti.

Le persone da assistere devono avere un handicap in situazione di gravità riconosciuto ai sensi dell’articolo 3, III comma, della legge 104/1990.

Quando si parla di “handicap in situazione di gravità”? La Legge 104 specifica che questa condizione riguarda coloro che a causa di una minorazione - singola o multipla - hanno una ridotta autonomia personale, correlata all’età, che rende necessario un intervento assistenziale di tipo permanente, continuativo e globale della sfera individuale “o in quella di relazione”.

È bene precisare però che non esiste alcun automatismo, né tantomeno una correlazione, tra la certificazione di “handicap grave” e l’invalidità al 100%; potrebbe succedere, infatti, che ad una persona a cui non è stata riconosciuta l’invalidità totale venga comunque riconosciuto l’handicap grave meritevole di assistenza. Per il riconoscimento di entrambe le situazioni è comunque richiesta un’apposita visita medico-legale.

Assistenza disabile grave: quali agevolazioni sulla pensione?

Fatta chiarezza sul concetto di assistenza al disabile in condizioni di gravità possiamo vedere di quanto è possibile anticipare l’accesso alla pensione qualora si rientri nella suddetta categoria.

Come anticipato, la legge riconosce a queste persone la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione ricorrendo a delle misure di flessibilità, quali Quota 41 e l’Ape Sociale.

La prima misura consente l’accesso alla pensione al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica. Tuttavia per accedere a Quota 41 c’è un ulteriore requisito da soddisfare: essendo questa misura rivolta ai lavoratori precoci, è importante che almeno 12 mesi di contribuzione facciano riferimento al periodo precedente al compimento del 19° anno di età.

I lavoratori precoci che assistono un familiare con handicap grave, possono quindi fare domanda di pensionamento al raggiungimento dei 41 anni di contributi; è importante sapere, però, che per effetto della finestra mobile introdotta con il decreto 4/2019 la pensione decorre dal terzo mese successivo al raggiungimento dei suddetti requisiti.

La seconda misura riservata a coloro che assistono un familiare disabile è l’Ape Sociale, in scadenza il 31 dicembre 2019 ma che - con ogni probabilità - dovrebbe essere prorogata dal Governo Conte Bis.

L’anticipo pensionistico è una misura di flessibilità che consente di smettere di lavorare percependo, negli anni che separano il lavoratore dal raggiungimento dell’età pensionabile, un anticipo pensionistico erogato a titolo di prestito da un istituto di credito. Sarà lo Stato, vista la situazione di svantaggio del lavoratore, a farsi carico della restituzione del prestito.

Quindi, per coloro che accedono all’Ape Sociale non sono previste trattenute né penalizzazioni sull’assegno di pensione. Ma quali sono i requisiti previsti per l’accesso a questa misura? Per farne domanda bisogna avere 63 anni di età e non bisogna essere titolare di pensione diretta.

Inoltre, per chi assiste un disabile c’è un requisito contributivo da soddisfare, pari a 30 anni.

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