Ape sociale 2018: requisiti, importi e scadenze dell’anticipo pensionistico

L’Ape Sociale è l’anticipo pensionistico a costo zero per i lavoratori appartenenti a determinate categorie; ecco quali sono e qual è la scadenza per presentare la richiesta.

Ape sociale 2018: requisiti, importi e scadenze dell'anticipo pensionistico

L’APe Sociale è quel sussidio economico introdotto dalla Legge di Bilancio 2017 (e confermato dalla successiva) con il quale alcune categorie di lavoratori possono andare in pensione anticipatamente- a condizione di aver raggiunto il 63° anno di età - beneficiando delle tutele introdotte dal legislatore.

Questo strumento riguarda sia i dipendenti pubblici che quelli privati, così come i lavoratori autonomi; gli unici esclusi dalla possibilità di ricorrere all’Ape Sociale sono i liberi professionisti iscritti presso le casse professionali.

Come anticipato l’Ape Sociale è stato confermato anche nel 2018; ad oggi viene quindi riconosciuto agli appartenenti ad una categoria tra disoccupati, invalidi, caregivers e lavoratori gravosi, purché soddisfino i requisiti necessari per accedere all’anticipo pensionistico agevolato.

Come funziona l’Ape sociale? La misura permette di ricevere un’indennità che accompagnerà il beneficiario fino all’accesso alla pensione vera e propria. Quindi la definizione approssimativa che si può fornite a chi si chiede “cos’è l’Ape sociale” è quella di pensione anticipata a costo zero, che consentirà di uscire dal mondo del lavoro già a partire dai 63 anni.

Grazie a questo anticipo pensionistico, quindi, si può andare in pensione ben 3 anni e 7 mesi prima della soglia d’età pensionabile fissata dalla legge Fornero, senza alcuna penalizzazione sul futuro assegno pensionistico.

Se ne siete interessati e volete saperne di più su come funziona l’Ape Sociale e su come viene calcolato l’importo dell’assegno siete nel posto giusto; qui infatti trovate tutte le informazioni di cui avete bisogno per richiedere l’anticipo pensionistico.

Requisiti

L’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico agevolato per le fasce di lavoratori in difficoltà (ex-cassintegrati, disoccupati, familiari di invalidi) e per chi svolge lavori gravosi (maestre d’asilo, infermieri, operai edili, macchinisti...), consente di andare in pensione a 63 anni senza pagare alcunché.

I lavoratori beneficiari - infatti - potranno godere dell’anticipo pensionistico a costo zero, dal momento che le spese sono a carico dello Stato.

L’importo massimo che potrà essere erogato tramite Ape Sociale è di 1.500 euro mensili e l’indennità non è compatibile con misure di sostegno al reddito per disoccupazione involontaria come Naspi, mini-Aspi, Asdi, e dis-col. L’Ape Sociale è invece cumulabile con l’Ape Volontaria.

Coloro che potranno beneficiare dell’Ape sociale devono rispettare i requisiti per una delle seguenti categorie:

  • disoccupati che hanno cessato integralmente, al momento della domanda, di ricevere le prestazioni per gli ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi. Il requisito contributivo è di almeno 30 anni;
  • soggetti con invalidità civile pari o superiore al 74% con almeno 30 anni di contributi
  • persone che assistono parenti di primo grado con disabilità grave con almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori occupati in attività gravose con almeno 36 anni di contributi (qui la lista completa). Questi per beneficiare dell’anticipo pensionistico gratuito devono dimostrare di aver svolto un’attività gravosa per almeno 6 anni negli ultimi 7, o per almeno 7 negli ultimi 10.

Dal 1° gennaio 2018 per le lavoratrici madri è previsto uno “sconto” contributivo; per ogni figlio, infatti, viene tolto un anno di contributi, fino ad un massimo di due. Queste quindi possono richiedere l’Ape Sociale dopo aver maturato 28 anni di contributi.

Con l’Ape sociale o agevolata è possibile anche percepire reddito da lavoro ma solo all’interno di alcuni criteri particolari. Per il lavoro dipendente o la collaborazione coordinata e continuativa la soglia massima è fissata a 8.000 euro annui, che scendono a 4.800 per il lavoro autonomo.

Scadenze

Nel 2018 la prima istanza per presentare la domanda dell’Ape Sociale sta quasi per scadere; per inviare la richiesta, infatti, c’è tempo fino al 30 marzo 2018.

Chi ha rispettato questo termine ha la precedenza sugli altri; tuttavia questa non è l’unica fase in cui era possibile inviare la domanda, poiché ce ne sono altre due.

Se volete richiedere l’Ape Sociale, quindi, avete ancora qualche giorno di tempo oppure dovrete attendere la seconda fase; questa avrà inizio dal 1° aprile 2018 e il termine è fissato per il 15 luglio 2018. La pubblicazione dell’esito è prevista per il 15 ottobre 2018.

Infine è prevista anche una terza fase, che va dal 16 luglio al 30 novembre 2018 con la pubblicazione degli esiti prevista per l’ultimo giorno dell’anno.

La domanda la può inviare chiunque maturerà i requisiti necessari per richiedere il beneficio nel corso dell’anno. Bisogna sottolineare però che in caso di esito positivo per accedere all’Ape Sociale bisognerà presentare una seconda istanza non avrete maturato tutti i requisiti richiesti, compreso quello anagrafico. Per la seconda istanza c’è tempo fino al 31 dicembre 2018.

Per maggiori informazioni per l’invio della domanda all’INPS e per le scadenze potete consultare la nostra guida dedicata.

È prevista inoltre una graduatoria per l’accesso ad Ape sociale. L’analisi delle domande verrà predisposta secondo un duplice criterio di selezione: sarà privilegiato chi è più vicino alla pensione di anzianità e, in caso di parità, verrà presa in considerazione la data di presentazione della domanda.

Importi

I soggetti che saranno ammessi al programma dell’Ape Sociale potranno beneficiare di un assegno di accompagnamento fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

L’assegno sarà riconosciuto per sole 12 mensilità (non è prevista la tredicesima) ed è pari al valore della pensione che si andrà a percepire una volta maturati i requisiti.

È bene ricordare però che l’importo del sussidio non può superare i 1.500€ lordi; l’unico modo per aumentare l’assegno è quello di richiedere nel contempo anche l’Ape Volontaria.

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