Pensioni: è vero che l’Inps è meno conveniente dei fondi privati?

Dati alla mano i fondi privati per la previdenza integrativa sembrano essere più convenienti rispetto all’Inps: in questo approfondimento sulle pensioni, però, vi spiegheremo il motivo per cui non è così.

Pensioni: è vero che l'Inps è meno conveniente dei fondi privati?

Per la nostra rubrica dedicata alle ultime notizie sulle pensioni, oggi vogliamo fare chiarezza su un importante concetto: la convenienza dei rendimenti Inps rispetto a quelli dei fondi privati.

È opinione comune infatti che i fondi per la previdenza integrativa abbiano dei rendimenti molto più alti di quelli previsti dall’Inps, come tra l’altro affermato da Il Sole 24 Ore in un articolo di qualche giorno fa. Nel caso in cui fosse davvero così, allora al dipendente converrebbe versare tutti i contributi previdenziali in un fondo pensione privato, così da maturare un assegno di importo più elevato rispetto a quello che gli riconoscerà l’Inps.

Secondo l’esperto di risparmio e previdenza Beppe Scienza, però, questa affermazione è “assolutamente infondata” e ne ha svelato il motivo in un approfondimento sulle pensioni pubblicato da Il Fatto Quotidiano. Secondo Scienza, infatti, solo fermandosi ad una prima impressione e facendo un’analisi sommaria ne risulta che i rendimenti Inps siano meno convenienti di quelli offerti da un fondo privato: se si guarda il confronto da un’altra prospettiva, infatti, ne risulterà che è l’Inps ad essere più conveniente.

Facciamo chiarezza analizzando il punto di vista di Beppe Scienza - autore de “Il risparmio tradito” e de “La pensione tradita” - così da capire per quale motivo l’Inps non è così sconveniente per il lavoratore dipendente come invece si crede.

Pensioni, ultime notizie: perché tra fondi privati e Inps conviene quest’ultima

Effettivamente se guardiamo i dati numerici può sembrare che l’Inps offra dei rendimenti più sconvenienti di quelli dei fondi pensione privati. Secondo i dati rilevati dal Centro Studi Impresa Lavoro, infatti, tra il 2014 e il 2018 il coefficiente di capitalizzazione per contributi versati è stato dello 0,33% medio annuo per l’Inps, mentre per i rendimenti della previdenza integrativa - sia in tutto che prevalentemente obbligazionaria - si è al 2,62%.

Secondo Beppe Scienza, però, questo confronto - che sembra tendere nettamente in favore dei fondi per la pensione integrativa - deve essere analizzato più nel profondo.

Infatti, quella che apparentemente sembra essere una maggiore redditività legata al fatto che il fondo pensione sia di per sé uno strumento migliore altro non è che una conseguenza del calo dei tassi di interesse. Come ci ricorda Scienza, infatti, tra il 2014 e il 2018 per i BTP decennali c’è stato un calo dal 4,1% al 2,7% ed è per questo che il fondo pensione in questo periodo è risultato più conveniente rispetto all’Inps.

È ovvio però che questo trend non può continuare a lungo: è impossibile, infatti, che i tassi di interesse continueranno con la stessa decrescita degli ultimi anni, visto che in tal caso ci troveremo nel 2040 con i BTP che renderanno in negativo del 2,5%, mentre nel 2050 si arriverà persino ad un -5%.

È per questo motivo che Scienza è convinto, basandosi su motivi matematici-finanziari, che nei prossimi anni i rendimenti dei fondi pensione saranno più bassi di quelli degli anni scorsi. D’altronde quanto successo nel 2018 ne è la dimostrazione: lo scorso anno, infatti, per i fondi pensione negoziali c’è stato un rendimento negativo del 2,5%, mentre per quelli aperti addirittura del 4,5%.

L’Inps invece ha avuto una rivalutazione positiva del +1,3%. Quindi dire che la previdenza pubblica è meno conveniente di quella privata non è corretto: dipende infatti dal periodo, con il confronto che alla lunga premia comunque la pensione pubblica.

Perché le pensioni pubbliche sono più convenienti di quelle private

C’è un altro motivo per cui i le pensioni pubbliche sono più convenienti di quelle private. Nella rivalutazione degli importi, infatti, l’Inps tiene conto periodicamente della variazione del tasso di inflazione adeguando l’assegno in base alle oscillazioni del livello dei prezzi; uno strumento di cui invece i fondi pensione privati sono assolutamente sprovvisti.

Ma l’Inps è migliore rispetto ai fondi pensionistici privati anche lato sicurezza; un fattore in più che certamente fa propendere il confronto in favore della previdenza pubblica.

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1 commento

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GAMBALUNGA • Luglio 2019

Forse i rendimenti dei Fondi alternativi appaiono meno convenienti...tuttavia se si considera che l’INPS viene utilizzata come bancomat dai politici, abili nel prelevare dai versamenti effettuati contributi di solidarieta’ quando gli pare e per quinquenni o oltre, sono arrivato alla conclusione che l’INPS veramente NON e va evitata a tutti i costi come la peste. Saluti.

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