Decumulo e risparmio pensionistico. Ecco cosa sapere prima di attingere al tuo capitale accumulato

Redazione Money Premium

1 Marzo 2025 - 06:35

Analizziamo le strategie per ottimizzare i risparmi e garantire un reddito sostenibile in pensione. Ecco cosa sapere nella fase di decumulo pensionistico.

Decumulo e risparmio pensionistico. Ecco cosa sapere prima di attingere al tuo capitale accumulato

Uno dei quesiti più pressanti per chi si avvicina alla pensione – o per chi punta all’indipendenza finanziaria precoce (FIRE: Financial Independence, Retire Early) – riguarda la sostenibilità dei propri risparmi nel tempo.

Quanto si può prelevare dal capitale accumulato senza il rischio di esaurirlo prima del previsto?

Fino a pochi anni fa, la cosiddetta «regola del 4%» di William Bengen era considerata un riferimento valido: un prelievo annuo del 4% del capitale investito (con un portafoglio composto per il 50-75% da azioni) avrebbe garantito una sostenibilità di almeno 30 anni.

Tuttavia, secondo un rapporto Morningstar, nel 2025 questa percentuale è destinata a scendere al 3,7%, riflettendo le mutate condizioni dei mercati.

Ma cosa c’è dietro questa revisione? E soprattutto, la riduzione dello Safe Withdrawal Rate (SWR) significa che chi va in pensione oggi dovrà accontentarsi di una spesa più bassa rispetto al passato?

Morningstar elabora annualmente il suo tasso di prelievo sicuro basandosi su simulazioni Montecarlo, che creano migliaia di scenari finanziari futuri con l’obiettivo di garantire un success rate del 90%. Questo significa che il prelievo annuale viene ridotto finché meno del 10% degli scenari simulati portano a esaurire il capitale prima dei 30 anni.

Nel 2025, il tasso è stato fissato al 3,7%. Tradotto in numeri, chi dispone di un capitale di 500.000 euro potrà prelevare 18.500 euro all’anno con una probabilità molto alta di sostenibilità. Una cifra inferiore rispetto ai 20.000 euro annuali previsti con la regola del 4%.

Perché questa riduzione? I motivi principali sono due:

1. Minori rendimenti attesi per il futuro – Dopo anni di crescita dei mercati, le valutazioni attuali incorporano rendimenti più bassi, soprattutto per le azioni.

2. Andamento dei tassi obbligazionari – Sebbene i rendimenti obbligazionari siano risaliti dopo il 2023, rimangono inferiori rispetto agli anni passati, incidendo negativamente sulle simulazioni di rendimento futuro.

L’analisi di Morningstar si basa su rendimenti attesi, mentre la regola del 4% di Bengen nasce dall’osservazione dei dati storici dei mercati statunitensi.

Il problema delle simulazioni basate su previsioni è che dipendono da ipotesi variabili, mentre il metodo di Bengen si limita a registrare ciò che è già successo. Tuttavia, il limite della regola del 4% è che si basa solo su dati del passato e su un contesto di mercato specifico (USA). Questo non garantisce che la stessa regola sia valida per il futuro o per mercati diversi da quello americano.

Un aspetto interessante del rapporto Morningstar è che il nuovo SWR del 3,7% viene raggiunto con una percentuale di azioni compresa tra il 20% e il 50%. Questo è in netto contrasto con la teoria di Bengen, secondo cui per garantire la sostenibilità del capitale occorreva avere almeno il 50-75% in azioni.

Ancora più sorprendente è che un portafoglio 100% azionario, che storicamente ha offerto rendimenti più elevati, mostra un SWR più basso (3,1%) rispetto a un portafoglio 100% obbligazionario (3,4%). Questo risultato, apparentemente controintuitivo, dipende dalle ipotesi sui rendimenti attesi e sulla volatilità dei mercati.

Le percentuali da sole non dicono tutto. Il tasso di prelievo sicuro è solo un lato della medaglia. L’altro lato è il capitale residuo dopo 30 anni: un portafoglio più azionario potrebbe avere un SWR più basso, ma probabilmente lascerà più capitale disponibile per eventuali eredi o spese impreviste.

La ricerca di Morningstar dimostra anche che, utilizzando rendimenti storici al posto di quelli attesi, il SWR sale al 5,5% per un portafoglio 50/50 e al 5,7% per un 60/40. Ciò suggerisce che l’ipotesi del 3,7% sia piuttosto conservativa.

Se il futuro è incerto, la soluzione migliore potrebbe essere adottare strategie di spesa flessibili. Invece di prelevare sempre una percentuale fissa, si può:

- Aumentare o ridurre il prelievo in base all’andamento del mercato.
- Integrare il prelievo con altre fonti di reddito, come la previdenza pubblica o rendite integrative.
- Pianificare scenari differenti per adattarsi alle condizioni economiche.

La verità, come sempre, sta nel mezzo: nessun numero è definitivo, ma comprendere le variabili in gioco aiuta a fare scelte più consapevoli.