Novità Legge di Bilancio: in pensione anticipata sfruttando il proprio fondo pensione

Pietro Pisello

19/12/2024

L’emendamento dalla Lega introduce un meccanismo che semplifica l’accesso ai requisiti necessari per richiedere la pensione di vecchiaia anticipata sfruttando il proprio fondo pensione.

Novità Legge di Bilancio: in pensione anticipata sfruttando il proprio fondo pensione

Un emendamento appena approvato alla Legge di Bilancio introduce importanti novità per chi desidera accedere alla pensione di vecchiaia anticipata.

Grazie a questa modifica, sarà possibile andare in pensione già a 64 anni, agevolando così molti lavoratori che desiderano ritirarsi dal mondo del lavoro prima del limite standard.
Per poter beneficiare di questa nuova opportunità, è necessario soddisfare un requisito essenziale: l’aver sottoscritto un fondo pensione.

Questo strumento, infatti, rappresenta una condizione imprescindibile per accedere al trattamento in questione. Approfondiamo ora i dettagli di questa norma per capire meglio come funziona e chi può realmente usufruirne.

Gli attuali requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia anticipata

L’emendamento proposto dalla Lega introduce un meccanismo che semplifica l’accesso ai requisiti necessari per richiedere la pensione di vecchiaia anticipata. Questo sistema consente di ritirarsi dal lavoro già a 64 anni, a condizione di soddisfare un requisito fondamentale: l’adesione a un fondo pensione. Tale strumento, dunque, rimane indispensabile per poter beneficiare di questa opportunità.
La norma si applicherà esclusivamente ai cosiddetti «contributivi puri», ovvero ai lavoratori che hanno iniziato la propria attività dopo il 31 dicembre 1995. Questa data segna l’entrata in vigore della riforma Dini, che ha introdotto il sistema contributivo per tutti i nuovi lavoratori, determinando così il regime previdenziale applicabile a questa categoria.
Per questi lavoratori è già possibile poter richiedere la pensione di vecchiaia anticipata, rispettando tre requisiti fondamentali: 64 anni d’età, 20 anni di versamenti e che l’importo del trattamento sia pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (attualmente pari a 534,41 euro mensili).

Pensione di vecchiaia anticipata sfruttando il fondo pensione: novità Legge di Bilancio

Con il nuovo emendamento della Lega, a prima firma della deputata Nisini, si apre la possibilità di utilizzare un “ponte” con la previdenza integrativa. In pratica, i lavoratori potranno avvalersi della rendita derivante dal proprio fondo pensione per soddisfare il terzo requisito richiesto: come già detto, un importo del trattamento pensionistico pari ad almeno tre volte l’assegno sociale. Contestualmente, però, la soglia dei contributi richiesti subirà un progressivo aumento. A partire dal primo gennaio, il requisito passerà da 20 a 25 anni di versamenti, per poi salire ulteriormente a 30 anni a partire dal 2030, ma questo soltanto per chi deciderà di sfruttare il nuovo “ponte” con la previdenza complementare.
La Lega ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione di questo nuovo emendamento, che introduce una novità rilevante nel panorama previdenziale italiano. Il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, Claudio Durigon, ha sottolineato l’importanza del risultato con queste parole:

«Per la prima volta nella storia della previdenza italiana sarà possibile cumulare la previdenza obbligatoria con quella complementare, consentendo ai lavoratori di ottenere un assegno pensionistico pari a tre volte il minimo. Questa misura rappresenta una svolta, in quanto permetterà di anticipare l’accesso alla pensione all’età di 64 anni. Attraverso questo provvedimento, si interviene in maniera concreta sul tema pensionistico, affrontando una problematica sociale cruciale come quella delle pensioni povere».

L’emendamento mira non solo a garantire una maggiore flessibilità e dignità economica per i futuri pensionati, ma anche a incentivare l’adesione a strumenti di previdenza complementare, considerati sempre più fondamentali per integrare il sistema pensionistico pubblico.

Pensione in anticipo grazie al fondo pensione: l’alternativa della RITA

Il fondo pensione sta diventando sempre più uno strumento fondamentale per i lavoratori, non solo per garantire un reddito pensionistico più alto, ma anche per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro. Oltre al recente emendamento, esistono già strumenti come la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA), che permette di uscire dal mondo del lavoro anticipatamente, anche 10 anni prima rispetto all’età pensionabile tradizionale, come abbiamo già approfondito in un altro nostro articolo.
Questa evoluzione sottolinea un cambiamento nelle politiche previdenziali: sia il governo attuale che quelli passati sembrano puntare a un sistema misto, che integri la previdenza pubblica con quella privata. Questo approccio mira a ridurre la pressione sul sistema pensionistico pubblico, garantendo al contempo maggiore flessibilità per i lavoratori.