Lo scorso 13 maggio il neoeletto Presidente della Covip Mario Pepe è stato audito dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni altra forma di violenza di genere. Il Presidente si è concentrato sul ruolo che la previdenza complementare e l’educazione al risparmio previdenziale di secondo e terzo pilastro possono giocare nell’accrescimento della resilienza finanziaria personale e nel contrastare la violenza economica e la povertà in età avanzata.
L’analisi delle caratteristiche socio-demografiche degli aderenti evidenzia come le dinamiche in atto nel mercato del lavoro si ripropongano fedelmente nella previdenza complementare. Gli iscritti sono prevalentemente uomini (61,7%), localizzati nel Nord Italia (57,1%) e distribuiti, dal punto di vista dell’età, soprattutto nelle coorti centrali e anziane (47,8% 35-54 anni, 32,9% 55 anni e più).
Iscritti totali per genere ed età - per genere e area geografica
Fonte: Covip
La minore partecipazione delle donne alla previdenza complementare è da ascrivere alle condizioni lavorative: esse, infatti, sono relativamente più impiegate nelle PMI, con contratti a tempo determinato e orari part-time. Tali fattori sono alla base di livelli retributivi più bassi rispetto ai valori medi e, in ultima analisi, di una minore capacità contributiva. La contribuzione media è infatti pari a 3.010 euro per gli uomini e a 2.540 euro per le donne (-18%). In media, le risorse accumulate dagli uomini superano di un quinto quelle delle donne (24.900 euro vs. 20.800 euro).
Contributo medio per genere e classi di età
Fonte: Covip
Le difficoltà di accumulazione delle donne sono ulteriormente rafforzate da scelte d’investimento conservative rispetto agli uomini, indice di una difficoltà a pianificare un flusso di risparmio coerente con i bisogni in età avanzata. A fronte di una scarsa propensione al rischio, trasversale a tutti gli iscritti (solo il 10,3% ha optato per comparti con una quota azionaria > 50%), in genere gli uomini denotano un minor livello di avversione al rischio rispetto alle donne (divario di circa 10 punti percentuali fino ai 54 anni). Tuttavia, le scelte conservative – soprattutto da parte delle donne – potrebbero non essere premianti, dati i migliori rendimenti storici dei comparti azionari.
Posizione individuale media per genere e classi di età
Fonte: Covip
Le evidenze addotte dal Presidente Covip dimostrano come i rischi di dipendenza economica dal partner e di violenza economica (controllo delle risorse, sottrazione di denaro, impedimento all’accesso al lavoro) potrebbero essere accresciuti da una inadeguata accumulazione previdenziale. Le conseguenze si manifestano in una fase particolarmente critica del ciclo di vita, qual è la vecchiaia.
Il sistema dei fondi pensione italiani è centrato sugli individui, chiamati ad effettuare scelte fondamentali per il loro benessere pensionistico: aderire o meno a un Fp, quale fondo scegliere, quanto contribuire, quanto rischio assumere, quale opzione di decumulo preferire. In tale contesto, il potenziamento dell’educazione finanziaria e previdenziale diventa centrale. Scelte poco lungimiranti, perché poco consapevoli o informate, possono generare un deficit previdenziale e un maggior rischio di povertà nella vecchiaia.
Iscritti per profilo di investimento, classi di età e genere
Fonte: Covip
Le attuali caratteristiche del mercato del lavoro, con carriere discontinue e bassi salari, rendono ancora più essenziale essere consapevoli della propria posizione e pianificare per tempo accantonamenti previdenziali integrativi. Ciò vale in modo particolare per le generazioni giovani e per le donne, maggiormente esposti a deficit pensionistici nel futuro.