La sequenza dei rendimenti e come mettere in al riparo la tua pensione

Redazione Money Premium

20 Marzo 2025 - 07:08

Pianificare la fase di decumulo è cruciale: tre eventi storici mostrano come pochi giorni di ribassi possano compromettere anni di rendite pianificate. Ecco due metodi da adottare.

La sequenza dei rendimenti e come mettere in al riparo la tua pensione

L’idea che i mercati recuperino sempre dopo un crollo è vera per chi è in fase di accumulo, ma può trasformarsi in una trappola per chi ha appena iniziato a vivere di rendita.

Se un giovane investitore può aspettare la risalita, un pensionato in decumulo ha meno tempo per recuperare e rischia di trovarsi con un capitale insufficiente. Il fenomeno della sequenza dei rendimenti dimostra che il momento in cui si verificano i ribassi è tanto importante quanto l’entità della perdita.

Se si verificano all’inizio della fase di decumulo, possono erodere il capitale in modo irreparabile. Negli ultimi 25 anni, tre eventi hanno messo a dura prova chiunque fosse in pensione con un portafoglio azionario: nel 2002 con la bolla dot-com, l’indice azionario globale perse il 32% in poche settimane; nel 2008, durante la Grande Crisi Finanziaria, in meno di due mesi il mercato crollò del 27%; nel 2020, con la pandemia di COVID-19, il mercato perse il 30% in soli 51 giorni.

Per un lavoratore in accumulo, questi sono stati momenti difficili ma gestibili con pazienza. Per un neopensionato senza un piano di gestione del rischio, questi crolli possono significare un’erosione irreparabile del capitale.

Immaginiamo un pensionato di 65 anni con 1 milione di euro investito al 100% in azioni globali. Supponiamo un rendimento medio annuo netto del 6% e un’inflazione del 3%. Con un prelievo annuo di 50.000 euro, il capitale durerebbe fino a 94 anni. Ma cosa succede se, appena entrati in pensione, si verifica un ribasso del 30% come nei casi storici sopra citati? Il capitale si riduce a 700.000 euro. Se si mantiene lo stesso prelievo annuo di 50.000 euro, il capitale si esaurisce a 82 anni invece che a 94. Per mantenere la rendita fino a 94 anni, il prelievo annuo deve scendere a 35.000 euro. La scelta è tra un decumulo più breve o una riduzione del tenore di vita.

Tuttavia, il problema non si limita a un semplice aggiustamento del tasso di prelievo. Bisogna considerare anche la pressione psicologica che un crollo dei mercati può generare su un investitore in pensione. Vedere il proprio capitale ridursi drasticamente in poche settimane può portare a decisioni affrettate e irrazionali, come liquidare le posizioni in perdita o ridurre eccessivamente i consumi, compromettendo la qualità della vita negli anni successivi.

Diversificare il portafoglio può ridurre la volatilità, combinando azioni e obbligazioni. Inoltre, strumenti come l’approccio bucket strategy possono essere utili: mantenere una parte del capitale in strumenti liquidi e poco volatili per coprire le spese dei primi anni di pensione, mentre il resto rimane investito con un orizzonte temporale più lungo.

Un altro metodo efficace è la strategia del prelievo dinamico, che adatta la percentuale di prelievo in base alle condizioni di mercato. Ad esempio, si può adottare una regola di prelievo basata sulla performance del portafoglio: ridurre il prelievo nei periodi di ribasso e aumentarlo nei momenti di crescita. Questa strategia può allungare la durata del capitale e ridurre il rischio di esaurimento precoce delle risorse.

Un altro aspetto da considerare è la componente fiscale. Il prelievo di capitale da investimenti azionari può essere soggetto a tassazione sulle plusvalenze, il che riduce ulteriormente il capitale disponibile. Una pianificazione fiscale attenta, magari attraverso strumenti come polizze vita a capitale differito o fondi pensione, può ottimizzare il carico fiscale e migliorare l’efficienza del decumulo.

Infine, non bisogna sottovalutare l’importanza di una strategia personalizzata. Ognuno ha esigenze diverse in termini di reddito, aspettativa di vita, spese sanitarie e preferenze personali. Un approccio statico, basato su percentuali fisse di prelievo, può non essere adeguato per tutti. Il supporto di un consulente finanziario esperto può fare la differenza nell’elaborazione di un piano sostenibile nel lungo termine.

Capire il rischio della sequenza dei rendimenti e adottare strategie di mitigazione può fare la differenza tra godersi la pensione con serenità o trovarsi senza risparmi quando più ne abbiamo bisogno.