8.000 miliardi fermi nei conti? L’UE ha un piano per loro. Ecco le 4 aree di intervento

Antonello Motroni

05/04/2025

La Commissione Europea lancia la Savings and Investments Union per mobilitare 8.000 miliardi di risparmi verso investimenti produttivi, rafforzare i mercati e promuovere la cultura finanziaria.

8.000 miliardi fermi nei conti? L’UE ha un piano per loro. Ecco le 4 aree di intervento

Facendo seguito alle indicazioni del Competitiveness Compass dello scorso 29 gennaio, la Commissione Europea ha pubblicato il documento di policy «Unione dei Risparmi e degli Investimenti: una strategia per promuovere la ricchezza dei cittadini e la competitività economica nell’UE».

Il documento elenca una serie di politiche che saranno attuate nei prossimi mesi per favorire l’afflusso di risparmi al sistema finanziario e verso gli investimenti in economia reale.

La constatazione iniziale è che l’economia dell’UE negli ultimi anni ha registrato un andamento più debole rispetto a quella di altre aree del mondo (USA in particolare), anche a causa di mercati finanziari frammentati e di dimensioni ridotte. Si stima che il fabbisogno di capitali delle imprese europee sia pari a 750-800 miliardi all’anno entro il 2030 e che larga parte di queste necessità riguardino le piccole e medie imprese e quelle che operano nei settori alla frontiera dell’innovazione tecnologica, per le quali il canale bancario si presenta più complesso da utilizzare.

A fronte di ciò, l’Unione è particolarmente dotata di risorse finanziarie depositate presso conti correnti, si stima che tali depositi siano pari a circa 10.000 miliardi di euro. Se le famiglie europee allineassero il loro rapporto tra depositi e attività finanziarie a quello delle famiglie statunitensi, si potrebbero reindirizzare fino a 8.000 miliardi di euro in investimenti finanziari. La Savings and Investments Union (SIU) è stata pensata per porre rimedio a tali criticità.

Le aree di intervento individuate da Bruxelles sono quattro:

  • Cittadini e risparmi: punta a incoraggiare i risparmiatori retail a investire maggiormente in strumenti del mercato dei capitali, in particolare ricorrendo a conti di risparmio e investimento paneuropei, migliorare l’alfabetizzazione finanziaria e rilanciare i fondi pensione;
  • Investimenti e finanziamento dell’economia reale: ha l’obiettivo di accrescere le opportunità di finanziamento per le imprese;
  • Integrazione dei mercati ed economie di scala: punta a rimuovere gli ostacoli che ancora frammentano i mercati dei capitali dell’UE;
  • Supervisione efficiente nel mercato unico: vuole favorire una ulteriore armonizzazione della vigilanza dei mercati dei capitali a livello europeo per eliminare le barriere alle attività transfrontaliere.

Il cantiere dei cittadini e dei risparmi è uno dei principali ambiti di lavoro, dato che il risparmio previdenziale, per le sue caratteristiche intrinseche, è particolarmente adatto a rispondere alle finalità della SIU.
La Commissione Europea annuncia misure sui conti di risparmio e investimento, idea lanciata nel dibattito che ha preceduto l’insediamento della nuova legislatura europea (rapporto Draghi, rapporto Letta, rapporto Noyer). Sebbene tali strumenti esistano già in alcuni Stati membri, ad esempio in Svezia, la loro diffusione varia notevolmente in base alle loro caratteristiche.

Gli esempi di maggiore successo evidenziano i fattori chiave per i sottoscrittori: presenza di agevolazioni fiscali congrue e portabilità a costi nulli o molto ridotti. In alcuni casi, inoltre, tali strumenti e gli incentivi fiscali ad essi connessi, sono pensati per sostenere gli investimenti in aziende di settori strategici come la difesa, l’aerospaziale, l’innovazione e la transizione verde. Per Bruxelles tali strumenti dovrebbero essere estesi in tutta l’Unione e a tal fine la Commissione Europea si impegna ad adottare misure legislative o non legislative per creare un modello europeo per i conti o i prodotti di risparmio e investimento entro il terzo trimestre del 2025. Queste misure saranno accompagnate da una raccomandazione agli Stati membri sul trattamento fiscale di tali conti.

Bruxelles riconosce che in molti casi i cittadini non dispongono di conoscenze finanziarie adeguate rispetto alle complessità insite nelle scelte finanziarie e a tal fine punta ad adottare entro il terzo trimestre del 2025 una strategia per l’alfabetizzazione finanziaria per favorire l’affermazione di una cultura orientata all’investimento.

Parallelamente, la SIU affronta il tema delle pensioni complementari, un settore critico per assicurare un grado di sicurezza finanziaria adeguato ai cittadini, soprattutto alla luce delle tendenze demografiche, e per contribuire allo sviluppo dei mercati dei capitali e al finanziamento dell’economia reale.

La SIU propone misure sia a livello di blocco che nazionale. In particolare, entro l’anno saranno presentate una serie di raccomandazioni agli stati membri sulle migliori pratiche di adesione automatica ai fondi pensione (il meccanismo del silenzio-assenzo previsto dal D. Lgs. 252/2005 non ha dato i frutti sperati), sui sistemi di tracciamento dei diritti pensionistici che ricomprendano primo, secondo e terzo pilastro (un tema di cui si è più volte discusso in Italia ma che alla fine è stato sempre accantonato) e sulle pension dashboard, strumenti atti a rappresentare la sostenibilità dei sistemi pensionistici unitamente all’adeguatezza delle prestazioni erogate. Entro il quarto trimestre del 2025 saranno inoltre presentate le proposte di modifica della direttiva IORP 2 e del Regolamento PEPP, prodotto pensionistico paneuropeo che ad oggi non rappresenta ancora una storia di successo.