Pensioni, nel 2027 aumentano minima, sociale e invalidità civile

Simone Micocci

27 Giugno 2026 - 09:31

Rivalutazione anche per gli importi della pensione minima, sociale e per i trattamenti per invalidi civili. Ecco di quanto possono aumentare da gennaio 2027.

Pensioni, nel 2027 aumentano minima, sociale e invalidità civile

Anche le misure assistenziali che, almeno in parte, sono collegate al sistema pensionistico beneficiano della rivalutazione annua calcolata sulla base dell’inflazione accertata dall’Istat.

La cosiddetta perequazione, infatti, non si applica soltanto ai trattamenti pensionistici veri e propri, diretti o indiretti come nel caso della pensione di reversibilità, ma anche ad alcune prestazioni di sostegno al reddito per le quali il legislatore ha previsto un adeguamento periodico degli importi al costo della vita, così da salvaguardarne il potere d’acquisto.

Tra le misure più note rientrano l’assegno sociale, ancora spesso chiamato impropriamente pensione sociale, le pensioni riconosciute agli invalidi civili e l’integrazione al trattamento minimo, ossia la soglia minima garantita a determinate condizioni ai pensionati con almeno un contributo versato prima del 1996.

Anche queste prestazioni, quindi, sono destinate ad aumentare a partire da gennaio 2027, sulla base del tasso di inflazione che verrà accertato dall’Istat e recepito con l’apposito decreto del ministero dell’Economia. Il dato ufficiale arriverà solo a fine anno, ma una prima indicazione è già contenuta nel Documento programmatico di bilancio approvato dal governo Meloni, dove per il 2026 viene stimata un’inflazione pari al 2,8%.

È bene precisare che non si tratta ancora del tasso definitivo valido ai fini della rivalutazione delle pensioni, per il quale si utilizza l’indice Foi senza tabacchi rilevato dall’Istat. Tuttavia, la stima contenuta nel documento rappresenta un riferimento utile per capire quale potrebbe essere l’ordine di grandezza degli aumenti attesi.

Se questa previsione dovesse essere confermata, dal 2027 ci sarebbe una rivalutazione ben più consistente rispetto a quella applicata nel 2026, pari all’1,4%. In pratica, gli aumenti potrebbero essere circa il doppio rispetto a quelli riconosciuti quest’anno.

Vediamo quindi, pur con tutte le cautele del caso, quali potrebbero essere i nuovi importi di assegno sociale, pensioni di invalidità civile e pensione minima a decorrere dall’1 gennaio 2027.

Di quanto aumenta la pensione minima nel 2027?

Alla luce di quanto detto, se il tasso di rivalutazione dovesse davvero avvicinarsi al 2,8%, anche la pensione minima registrerebbe un aumento più consistente rispetto a quello riconosciuto nel 2026.

La base da cui partire è l’importo attuale del trattamento minimo, pari a 611,85 euro al mese dopo la rivalutazione ordinaria dell’1,4% applicata quest’anno. Applicando una rivalutazione del 2,8%, l’importo salirebbe di circa 17,13 euro al mese, arrivando così a circa 628,98 euro mensili.

Diverso è il discorso per chi oggi beneficia anche della rivalutazione straordinaria sulle pensioni minime, pari all’1,3% dell’importo, che nel 2026 ha portato il trattamento fino a 619,80 euro al mese. Questa maggiorazione aggiuntiva, infatti, al momento è prevista solo fino al 2026: per continuare ad applicarla anche nel 2027 servirà un nuovo intervento del governo in legge di Bilancio.

Resta poi il nodo dell’incremento al milione. Oggi la maggiorazione è pari a 136,44 euro da applicare sulla pensione minima per chi soddisfa i requisiti anagrafici e reddituali previsti. Bisognerà però capire se, per effetto dell’aumento di 20 euro previsto dal 2026, l’importo della maggiorazione salirà stabilmente a 156,44 euro anche nel 2027.

In quel caso, prendendo come base una pensione minima rivalutata a circa 628,98 euro, l’importo complessivo potrebbe arrivare intorno a 785 euro mensili. Se invece la maggiorazione restasse pari a 136,44 euro, il trattamento si fermerebbe a circa 765 euro al mese. Anche in questo caso, comunque, serviranno conferme ufficiali con la prossima legge di Bilancio e con il decreto sulla rivalutazione delle pensioni.

Di quanto aumenta l’Assegno sociale dal 2027

La rivalutazione del 2,8% avrebbe effetti anche sull’Assegno sociale, la prestazione riconosciuta a chi, una volta raggiunta l’età richiesta per la pensione di vecchiaia, si trova in condizioni economiche disagiate e non ha maturato una pensione sufficiente, o non ne ha maturata affatto.

Nel 2026 l’età richiesta è pari a 67 anni, ma dal 2027 salirà a 67 anni e 1 mese per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita. Nel 2028, poi, il requisito salirà ulteriormente a 67 anni e 3 mesi.

Quanto agli importi, nel 2026 l’Assegno sociale è pari a 546,24 euro al mese per 13 mensilità, per un valore annuo di 7.101,12 euro. Applicando una rivalutazione del 2,8%, nel 2027 l’importo mensile salirebbe di circa 15,30 euro, arrivando così a circa 561,54 euro al mese.

Di conseguenza aumenterebbero anche le soglie di reddito da rispettare per averne diritto. Il limite personale passerebbe dagli attuali 7.101,12 euro annui a circa 7.300 euro, mentre quello coniugale, pari al doppio dell’importo annuo, salirebbe da 14.202,24 euro a circa 14.600 euro.

Diverso, invece, il discorso per chi beneficia dell’incremento al milione. In questo caso l’importo massimo viene calcolato prendendo come riferimento la pensione minima maggiorata.

Pertanto, se nel 2027 la pensione minima rivalutata al 2,8% arrivasse a circa 628,98 euro, con una maggiorazione di 136,44 euro l’importo dell’Assegno sociale massimo raggiungibile sarebbe di circa 765,42 euro mensili, ma solo al compimento dei 70 anni di età. Se invece venisse confermato anche l’aumento di 20 euro della maggiorazione, portandola quindi a 156,44 euro, il trattamento massimo salirebbe a circa 785,42 euro al mese.

Di quanto aumentano le pensioni di invalidità nel 2027?

Infine, la rivalutazione del 2,8% avrebbe effetti anche sui trattamenti riconosciuti agli invalidi civili, per i quali l’adeguamento si applica in misura piena. In questo caso, quindi, l’aumento si calcola direttamente sull’importo riconosciuto nel 2026.

Considerando una rivalutazione del 2,8%, la pensione di invalidità civile - oggi pari a 340,71 euro al mese per invalidi civili totali, invalidi civili parziali, ciechi civili parziali, sordi e titolari di indennità di frequenza - salirebbe di circa 9,54 euro, arrivando così a circa 350,25 euro mensili.

Per i ciechi assoluti non ricoverati, invece, l’importo passerebbe dagli attuali 368,46 euro a circa 378,78 euro al mese. Per i ciechi assoluti ricoverati e per i ciechi parziali, che oggi percepiscono 340,71 euro, l’importo salirebbe invece a circa 350,25 euro.

Aumenterebbero anche le indennità non legate al reddito, laddove soggette a rivalutazione. Ad esempio, l’indennità speciale per ciechi parziali, pari nel 2026 a 238,14 euro, salirebbe a circa 244,81 euro mensili, mentre l’assegno a vita per gli ipovedenti gravi, oggi pari a 252,88 euro, arriverebbe a circa 259,96 euro.

Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di stime: gli importi effettivi per il 2027 saranno ufficializzati dall’Inps solo dopo la pubblicazione del decreto con il tasso di rivalutazione definitivo.