Pensione casalinghe 2018: come funziona, beneficiari e contributi

Per le casalinghe che versano volontariamente i contributi previdenziali ai fini della pensione c’è un fondo apposito dell’INPS. Conosciuto con il nome di Fondo Casalinghe, ecco quali sono i requisiti per l’accesso e l’importo dei contributi da pagare.

Pensione casalinghe 2018: come funziona, beneficiari e contributi

Anche le casalinghe hanno diritto alla pensione; tuttavia a differenza degli altri lavoratori dipendenti sono loro a versare di tasca propria i contributi al fondo pensione dell’INPS, così da garantirsi una rendita mensile una volta raggiunta una determinata età anagrafica che per il 2018 è pari a 57 anni.

Per ricevere la pensione, quindi, le donne inoccupate che dedicano il loro tempo alla cura della casa e dei bisogni della propria famiglia possono iscriversi al “ fondo casalinghe INPS ”, ovvero al fondo di previdenza riservato a coloro “svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari”.

D’altronde l’importo da pagare per vedersi riconosciuta la pensione una volta compiuti i 57 anni non è elevato; per maturare un proprio trattamento pensionistico, infatti, è sufficiente versare un contributo di 25,82 mensili per almeno 60 mesi.

Ecco perché è molto importante capire bene come funziona il Fondo Casalinghe INPS e chi può accedervi; a tal proposito di seguito trovate una guida completa, con tutte le informazioni sui beneficiari del fondo e sulle modalità di iscrizione.

Chi può iscriversi al fondo casalinghe?

La crisi economica e sociale pone al centro dell’attenzione il tema del welfare e delle pensioni. Così, se c’è chi pensa alla pensione integrativa o ai contributi volontari per incrementare il proprio trattamento pensionistico, c’è chi deve provvedere a crearselo da zero.

Stiamo parlando di coloro che non ricoprono un incarico retribuito, pur svolgendo un lavoro quotidiano di particolare importanza: le casalinghe.

A sostegno di questa categoria il 1 gennaio 1997 è stato istituito il fondo casalinghe INPS, al quale possono iscriversi uomini e donne tra i 15 ai 65 anni che possiedono i seguenti requisiti:

  • esercitano un lavoro in famiglia, legato a responsabilità familiari, non retribuito e non soggetto a vincoli di subordinazione;
  • non risultano titolari di pensione diretta;
  • non svolgono attività lavorativa (dipendente o autonoma) per cui vige l’obbligo di iscrizione ad un altro ente o ad un’altra cassa previdenziale;
  • svolgono un’attività lavorativa part-time se, in funzione all’orario e allo stipendio percepito, si verifica una riduzione delle settimane utili per il diritto a pensione.

Inoltre, chi era iscritto alla Mutualità pensioni è d’ufficio iscritto nel nuovo Fondo casalinghe e può utilizzare i contributi versati come “premio unico d’ingresso”.

Come presentare la domanda?

L’iscrizione al fondo casalinghe decorre dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, che può essere presentata:

  • presso la sede INPS, direttamente o mediante uno degli enti di Patronato, riconosciuti dalla legge, che prestano assistenza gratuita ai lavoratori;
  • tramite posta con raccomandata con avviso di ricevimento;
  • on-line dal sito ufficiale INPS;
  • patronati e intermediari dell’Istituto;
  • contact center, 803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.

Importo da versare

L’importo da versare nel fondo casalinghe è libero e a discrezione del soggetto, che deve tener conto che con almeno € 25,82 si avrà diritto ad un mese di contribuzione.

Infatti l’INPS ogni anno accrediterà tanti mesi contributivi quanti quelli pari al rapporto tra l’importo totale versato durante l’anno e € 25,82.

Ad esempio, versando poco meno di 104€ verranno accreditati 4 mesi di contribuzione presso il fondo pensione casalinghe INPS; per avere diritto all’assegno previdenziale, però, gli anni di contribuzione devono essere almeno pari a 5, per un equivalente di 60 mesi.

L’importo spettante al soggetto sarà determinato secondo il calcolo contributivo, quindi più sono i contributi versati e maggiore sarà il valore dell’assegno. I contributi versati sono deducibili, completamente, dal reddito imponibile IRPEF, sia per il dichiarante, che per i familiari a carico fiscale.

Si può procedere al pagamento in qualsiasi momento dell’anno servendosi dei bollettini di c/c postale che l’INPS invia a casa con la lettera che notifica l’accoglimento dell’iscrizione.

A cosa si ha diritto?

L’INPS deve erogare le seguenti prestazioni:

  • pensione di inabilità, che prevede una contribuzione di almeno 5 anni, e che è garantita a patto che venga dimostrata un’assoluta e permanente impossibilità a prestare qualsiasi attività lavorativa;
  • pensione di vecchiaia, che viene erogata dai 57 anni a patto che siano stati versati almeno 5 anni (60 mesi) di contributi.

Tuttavia per vedersi riconosciuta la pensione di vecchiaia all’età di 5 è anni è necessario che l’importo della pensione maturata sia pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20%. In poche parole, dal momento che l’assegno sociale per il 2018 ha un importo pari a 453€, la pensione maturata dalla casalinga deve avere un importo maggiore di 543,60€.

Si prescinde dall’importo, invece, una volta che la casalinga ha compiuto i 65 anni di età.

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