Partite IVA, dai ristori alle tasse sospese: aiuti efficaci, secondo il MEF

Anna Maria D’Andrea

15 Febbraio 2021 - 16:10

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Partite IVA, dai ristori a fondo perduto alle tasse sospese: il MEF delinea il quadro degli effetti degli aiuti economici Covid-19. È positivo l’impatto delle misure a sostegno della liquidità delle imprese, con particolari vantaggi per le PMI. Il focus nella nota tematica del Dipartimento delle Finanze del 12 febbraio 2021.

Partite IVA, dai ristori alle tasse sospese: aiuti efficaci, secondo il MEF

Partite IVA, missione liquidità compiuta: dai ristori a fondo perduto alle tasse sospese, è il MEF a fare un bilancio degli aiuti economici riconosciuti alle imprese.

La nota pubblicata il 12 febbraio 2021 sul sito del Dipartimento delle Finanze evidenzia l’efficacia degli aiuti riconosciuti ai titolari di partita IVA. Sono soprattutto le PMI ad aver ottenuto i benefici maggiori nel corso del 2020, con risultati che, in alcuni casi, hanno consentito di registrare “avanzi positivi di liquidità”.

Senza gli interventi adottati nel corso del 2020 dal Governo, le imprese avrebbero sperimentato un deficit di liquidità pari a 103,2 miliardi di euro complessivi. I contributi a fondo perduto ed i ristori per le partite IVA rappresentano, secondo i dati pubblicati dal MEF, la misura di sostegno più efficace.

Meno positivo il bilancio dei risultati ottenuti dalla sospensione delle tasse, andata a beneficio anche di partite IVA con capacità contributiva positiva.

Partite IVA, dai ristori alle tasse sospese: aiuti efficaci, secondo il MEF

Il documento che analizza i risultati delle misure di sostegno alla liquidità delle partite IVA adottate nel corso del 2020 è stato pubblicato con un tempismo che non può certo dirsi casuale, e accompagna il passaggio di consegne dall’ormai ex Governo Conte bis al nuovo Governo Draghi.

La nota tematica n.5, “L’impatto della crisi COVID-19 sul fabbisogno di liquidità delle imprese”, è stata pubblicata sul sito del Dipartimento delle Finanze il 12 febbraio 2021, e promuove le misure adottate dall’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte.

Per le imprese illiquide, la crisi da Covid-19 è costata un totale di 103,2 miliardi di euro, 94,6 per le società di capitali e 8,6 per le società di persone.

Le misure economiche adottate nel corso del 2020 hanno supportato anche le imprese che, sebbene non soggette a crisi di liquidità, hanno fatto i conti con un calo di fatturato dovuto alla crisi da Covid-19.

In totale, contributi a fondo perduto, ristori, sospensione delle tasse e moratorie hanno garantito una copertura pari a circa il 61% del deficit potenziale per le società di capitali e dell’82% circa per le società di persone.

Il Dipartimento delle Finanze evidenzia soprattutto l’efficacia di ristori e contributi a fondo perduto. La quota maggiore di risorse è andata ai comparti di turismo e cultura, seguiti dal commercio e dai servizi alla persona.

I ristori di alcuni costi fissi ed il contributo a fondo perduto si sono rilevati provvedimenti particolarmente efficaci per le partite IVA colpite dalla crisi di liquidità.

Meno efficaci invece le sospensioni e le esenzioni dal versamento delle tasse, andate a beneficio di imprese con capacità contributiva comunque positiva.

Solo il 30% delle risorse ha raggiunto imprese in potenziale deficit di liquidità (1,1 miliardi su 3,7 totali con riferimento alla sospensione dell’IVA; 1 miliardo su 3,2 totali con riferimento alla sospensione/esenzione di IRES e IRAP). Un dato analogo si evidenzia anche per le società di persone.

È il commercio, insieme al settore dei servizi alla persona, ad aver tratto i maggior benefici dalla proroga dei versamenti IVA. Rinvii IRES ed esenzione IRAP hanno invece aiutato soprattutto il settore manifatturiero.

Partite IVA, MEF: “sforzi del Governo efficaci per sostenere le imprese

L’analisi effettuata dal Dipartimento delle Finanze del MEF evidenzia che le misure di sostegno adottate dal Governo nel corso del 2020 hanno consentito alle imprese di compensare in maniera significativa il deficit di liquidità causato dalla crisi da Covid-19:

“Nel caso delle società di capitali, circa il 61% del deficit potenziale stimato è stato compensato dalle misure per fronteggiare l’emergenza, (residua un deficit di 37 miliardi di euro su un deficit potenziale di 94,6 miliardi di euro); nel caso delle società di persone in contabilità ordinaria, circa l’82% del fabbisogno potenziale di liquidità stimato è stato compensato dal sostegno economico pubblico (residua un deficit di 1,5 miliardi di euro su un potenziale di 8,6 miliardi).”

Per il MEF non c’è dubbio: gli sforzi del Governo sono stati efficaci per sostenere le imprese nel corso del 2020, con particolare riguardo per le PMI, le più danneggiate dalla crisi sanitaria.

Se il Governo Conte-bis viene promosso con lode per quel che riguarda ristori e contributi a fondo perduto, il Dipartimento delle Finanze evidenzia il rischio di disperdere risorse per quel che riguarda le sospensioni fiscali:

“interventi meno selettivi, come per esempio la sospensione delle imposte, possono disperdere notevoli risorse rispetto all’obiettivo della riduzione del fabbisogno di liquidità, con implicazioni di policy non trascurabili.”

Che sia un monito per le iniziative del nuovo Governo?

Dipartimento delle Finanze MEF - nota n. 5 del 12 febbraio 2021
L’impatto della crisi Covid-19 sul fabbisogno di liquidità delle imprese

Iscriviti alla newsletter

Money Stories