Pace fiscale, condono anche sulle cartelle: tre aliquote e pagamento in base all’ISEE

Pace fiscale, condono anche sulle cartelle. In base alle ultime notizie durante la conversione del DL fiscale 2019 sarà inserito il saldo e stralcio con tre aliquote e l’importo da pagare sarà stabilito in base al valore dell’ISEE.

Pace fiscale, condono anche sulle cartelle: tre aliquote e pagamento in base all'ISEE

Con la pace fiscale ci sarà il condono anche per le cartelle, ma soltanto per i contribuenti in difficoltà economica. Le ultime notizie arrivano dopo la revisione del testo del DL fiscale 2019 e le novità saranno inserite in sede di conversione in legge.

L’impegno politico è stato assunto da Lega e M5S a seguito del caos relativo alla presunta manipolazione del testo del decreto sulla pace fiscale. Se da un lato ne è uscita ridimensionata la dichiarazione integrativa speciale, dall’altro si è aperta la strada per l’avvio del vero condono delle cartelle inserito nel Contratto di Governo.

Saranno tre le aliquote della pace fiscale e ai contribuenti in difficoltà economica sarà richiesto di pagare una somma forfettaria il cui calcolo sarà effettuato sulla base del valore del modello ISEE.

Il saldo e stralcio delle cartelle sarà l’alternativa più vantaggiosa alla rottamazione ma, stando alle ultime notizie, questa pace fiscale sarà limitata ai contribuenti con ISEE non superiore a 30.000 euro.

I dettagli dovranno meglio esser definiti in sede di conversione del DL fiscale 2019, il cui testo ancora oggi non è stato reso noto in versione definitiva e che quindi lascia adito a numerosi dubbi.

Tra questo il limite effettivo della dichiarazione integrativa speciale, altro capitolo di rilievo della pace fiscale, che consentirà di mettersi in regola pagando il 20% sui maggiori imponibili emersi: i 100.000 euro saranno calcolati per imposta e anno o si tratterà di un limite complessivo?

Pace fiscale, condono anche sulle cartelle: tre aliquote e pagamento in base all’ISEE

Nel corso della conferenza stampa tenuta dal Premier Conte e dai Vice Premier Di Maio e Salvini dopo il CdM del 20 ottobre 2018, è stato annunciato che nel corso della conversione del decreto fiscale collegato alla Manovra 2019 sarà inserito il saldo e stralcio anche per le cartelle.

Viene così ripescata la pace fiscale così come trascritta all’interno del Contratto di Governo che, sulla base delle ultime notizie, riserverà un trattamento particolare per i contribuenti in difficoltà economica.

Potrebbero essere tre le aliquote della pace fiscale, che si applicheranno a tre diversi valori ISEE:

  • pace fiscale con aliquota al 6% per i contribuenti con modello ISEE fino a 15.000 euro;
  • pace fiscale con aliquota al 10% per i contribuenti con modello ISEE tra i 15.000 e i 22.000 euro;
  • pace fiscale con aliquota al 25% per i contribuenti con modello ISEE tra i 22.000 e i 30.000 euro.

In sostanza, ai contribuenti verrà richiesto di pagare un’imposta calcolata in modalità forfettaria anche a rate da saldare al massimo entro 10 mesi. L’intento è quello di aiutare chi ha debiti con il fisco ma versa in condizioni di difficoltà economica.

In tutti gli altri casi, invece, la pace fiscale prevede il pagamento del debito totale della cartella Equitalia - Agenzia Entrate Riscossione e ad esser cancellati sono soltanto gli interessi di mora e le sanzioni. Una sanatoria ben diversa e che sarà rivolta, stando alle ultime novità, ai contribuenti che presentano un modello ISEE superiore a 30.000 euro e che non potranno accedere al saldo e stralcio super-agevolato.

Pace fiscale, non solo cartelle: dichiarazione integrativa speciale al restyling

La dichiarazione integrativa speciale non potrà essere utilizzata per regolarizzare somme detenute all’estero: IVIE e IVAFE sono due delle imposte escluse dalla pace fiscale secondo le ultime novità apportate dal Governo al testo del DL fiscale.

Lo scudo fiscale e penale per i grandi evasori è stato oggetto di un vero e proprio caso politico, il primo scontro reale tra Lega e M5S che in merito al condono e alla pace fiscale hanno sempre mostrato opinioni differenti.

Non è ancora chiaro quanto sarà possibile far emergere con l’integrativa speciale al 20%, che in linea generica consentirà al contribuente di accedere alla pace fiscale dichiarando i redditi omessi nelle precedenti dichiarazioni fino all’importo massimo pari a un terzo dei redditi dell’anno precedente, e comunque fino a un tetto di 100.000 euro.

Nel testo definitivo del decreto fiscale, atteso a breve per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dovrà esser meglio stabilito se i 100.000 euro saranno calcolati per anno e per imposta, o se si tratterà di un tetto massimo inteso in senso complessivo.

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