Pace fiscale con aliquota al 20% e dichiarazione integrativa

Pace fiscale con aliquota al 20%: con il decreto fiscale 2019 il Governo ha approvato il condono dei debiti col Fisco tramite dichiarazione integrativa. Il contribuente potrà sanare fino a un terzo delle somme dichiarate nell’anno precedente entro il limite di 100.000 euro.

Pace fiscale con aliquota al 20% e dichiarazione integrativa

Pace fiscale con aliquota al 20% tramite dichiarazione integrativa.

È questa la principale novità in materia di pace fiscale contenuta nel testo definitivo del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre 2018.

Con l’approvazione del testo del DL fiscale 2019 il Governo Lega M5S ha finalmente trovato un accordo sulle condizioni di accesso alla pace fiscale a partire dal 1° gennaio 2019.

La sanatoria prevista riguarderà solo i soggetti che hanno effettuato la dichiarazione dei redditi, pertanto sarà possibile accedere alla pace fiscale tramite una dichiarazione integrativa.

Il Governo del Cambiamento, dopo numerose ipotesi avanzate dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, ha trovato un accordo definitivo sulla pace fiscale alla quale i contribuenti potranno accedere presentando una dichiarazione integrativa e sui maggiori imponibili dichiarati verrà applicata un’aliquota ridotta del 20%.

Pace fiscale con dichiarazione integrativa e aliquota al 20%

Il Governo ha finalmente trovato un accordo sulla pace fiscale che prevede il pagamento dei debiti con un’unica aliquota al 20%, tramite la presentazione di una dichiarazione integrativa.

La dichiarazione integrativa consentirà al contribuente di accedere alla pace fiscale dichiarando i redditi omessi nelle precedenti dichiarazioni fino all’importo massimo pari a un terzo dei redditi dell’anno precedente, e comunque fino a un tetto di 100.000 euro.

Il Governo del Cambiamento si dice soddisfatto: da una parte è stata approvata la proposta della Lega che spingeva per una dichiarazione integrativa, dall’altra il Movimento 5 Stelle è contento di aver rispettato il tetto di 100.000 euro.

Si è trovato inoltre l’accordo sui tanto discussi importi ammessi alla pace fiscale con un’unica aliquota al 20% per sanare i debiti, oltre alla cancellazione delle sanzioni e degli interessi previsti dalla rottamazione delle cartelle.

Pace fiscale, Di Maio: con decreto fiscale e Legge di Bilancio 2019 il Governo ha mantenuto le promesse

Il testo del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 approvato il 15 ottobre dal Consiglio dei Ministri ha stabilito quali saranno le novità fiscali che entreranno in vigore a partire dal 2019.

A tal riguardo ecco quanto dichiarato dal leader del M5S Di Maio in seguito all’approvazione del testo del DL fiscale e al concretizzarsi della Legge di Bilancio 2019:

“Prima di tutto ci siamo accordati sul fatto che per gli evasori ci sarà la galera. Ci sarà la pace fiscale per aiutare chi non ce la fa con le cartelle Equitalia, ma non ci sarà nessun salvacondotto per chi evade. C’è un nuovo intero decreto che taglia un sacco di scartoffie: decine di leggi inutili e cento adempimenti che complicano la vita agli imprenditori. Abbiamo sancito che se una persona ha crediti con la pubblica amministrazione, non gli può essere pignorata la casa (grazie Sergio Bramini!). Le assicurazioni RC auto saranno eque finalmente, perché in alcuni posti si pagava davvero troppo. Abbiamo pensato anche alla sanità, ad aggredire le liste di attesa scoraggiando i medici che facevano allungare l’attesa dei pazienti per fare delle visite nel loro studio privato anziché nel pubblico. Vi confermo anche che le pensioni d’oro saranno solo un ricordo e risparmiamo un miliardo di euro che sarà proprio una copertura nella legge di bilancio per queste misure.”

Si ricorda infine che la pace fiscale è un progetto ampio che riguarda diversi aspetti.

Oltre alla sanatoria dei debiti prevista dalla rottamazione delle cartelle esattoriali sono infatti contenute le seguenti disposizioni fiscali:

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